Migliora la fiducia delle aziende italiane sulla situazione economica del Belpaese. Secondo l’ultima Indagine sulle aspettative di inflazione e crescita pubblicata da Bankitalia, nel quarto trimestre 2025 si registra un recupero dei giudizi sulla situazione economica generale. Un trend positivo avviato già dal secondo trimestre dell’anno. Le aspettative di inflazione scendono tra l’1,6% e l’1,8%, mentre l’occupazione è prevista in espansione per i prossimi tre mesi.
L’indicatore, esclusivamente qualitativo, è positivo in quanto possibile anticipatore di investimenti, nuove assunzioni e adozioni di politiche virtuose sui prezzi.
L’indagine di Bankitalia, il sentiment delle imprese italiane
L’indagine, che coinvolge le imprese dell’industria e dei servizi con almeno 50 addetti tra il 20 novembre e il 16 dicembre 2025, evidenzia che, sebbene i pessimisti continuino a essere più degli ottimisti, la quota sia in aumento.
La maggioranza delle aziende esprime giudizi di sostanziale stabilità. Ma sono proprio le grandi imprese a mostrare giudizi più favorevoli. Migliorano anche le attese di miglioramento nel breve termine – a tre mesi -, grazie a una percezione di minor rischio legata a fattori politici ed economici, oltre che alle politiche commerciali.
L’andamento della domanda e dell’occupazione
Giudizi più favorevoli arrivano pure sull’andamento della domanda, sia interna che estera. L’unico segnale in controtendenza arriva dal settore delle costruzioni, dove le aspettative sulla domanda rimangono deboli.
Sul fronte occupazionale, le imprese prevedono di continuare ad assumere nei prossimi tre mesi. E stimano una crescita delle retribuzioni intorno al 2% nei prossimi 12 mesi. I dati registrati dall’ISTAT, tuttavia, fotografano una realtà differente dalle aspettative.
Il report di Bankitalia traccia un quadro di raffreddamento della corsa dei prezzi, con impatti diretti su listini e buste paga. Le aspettative di inflazione al consumo sono scese su tutti gli orizzonti temporali, assestandosi in una forbice compresa tra 1,6% e 1,8%.










Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it