16 discipline olimpiche, 6 paralimpiche, 18 sedi di gara distribuite su un’area di oltre 22.000 chilometri quadrati, 195 medaglie in palio e ben 3.500 atleti in gara provenienti da più di 90 Paesi nel mondo. Il progetto delle Olimpiadi Milano-Cortina è ambizioso tanto quanto l’impatto economico atteso. Sport, turismo e sostenibilità: un mix redditizio che dovrebbe fruttare qualcosa come cinque miliardi di euro. I benefici previsti non sono solo per la regione Lombardia, che è già ricca come uno Stato, ma anche per Veneto, Trentino Alto Adige e, più in generale, per tutto il nostro Paese.
Partitaiva.it ha individuato, uno per uno, tutti i comparti produttivi potenzialmente destinati a ricevere il maggiore ritorno in termini economici e ha calcolato i costi di partecipazione per gli appassionati. Oltre al costo del biglietto, infatti, è quello del soggiorno e pesare di più. Gli sciatori delle zone coinvolte, invece, potrebbero dover cambiare destinazione o pretendere precise tutele per evitare di pagare invano la loro vacanza.
Indice
- Olimpiadi Milano Cortina, giro d’affari da oltre 5 miliardi
- Milano-Cortina, dalla ricettività alla ristorazione, i settori che attendono il più alto ritorno economico
- Energia pulita e riciclo: lo sport non è mai stato così sostenibile
- Date di Milano Cortina 2026 e quanto costa partecipare
- Suggerimenti per chi vuole sciare durante le Olimpiadi Milano Cortina senza brutte sorprese
Olimpiadi Milano Cortina, giro d’affari da oltre 5 miliardi
1,9 miliardi di costi organizzativi e 3,5 miliardi di investimenti in infrastrutture (solo una piccola parte sono sportive): sono i numeri snocciolati dal ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, durante un recente question time alla Camera. È proprio sulle opere pubbliche che il ministro ha posto l’accento poiché queste non serviranno solo ai Giochi, ma saranno un patrimonio a disposizione di tutti i cittadini e di quei luoghi. Anche dopo che le Olimpiadi Milano Cortina chiuderanno i battenti. A fronte di uno sforzo organizzativo a dir poco straordinario, anche le attese sul possibile ritorno economico si muovono su cifre abbastanza elevate.
Secondo uno studio Deloitte, le quattro aree coinvolte nel maxi evento, cioè Milano, Cortina, Valtellina e Val di Fiemme, accoglieranno qualcosa due milioni di visitatori nelle due settimane olimpiche. Un pienone che andrà ad influenzare le dinamiche di un mercato turistico che vanta già un potenziale enorme.
Le stime su occupazione e turismo
Se inizialmente uno studio condotto dall’università Luiss aveva ipotizzato benefici per il Pil pari a tre miliardi e qualcosa come 13 mila nuovi posti di lavoro, oggi le stime parlano di un impatto complessivo sull’economia di Lombardia, Veneto e Trentino Alto Adige superiore ai 5 miliardi. Lo sport, ed è ancora la Luiss a dirlo, con oltre 15 mila imprese attive su tutto il territorio nazionale, si conferma un’industria in forte crescita con un fatturato di oltre 4 miliardi e 40 mila lavoratori: numeri che confermano come l’obiettivo di trasformare lo sport in leva di sviluppo dell’economia e di crescita dell’occupazione sia assolutamente raggiungibile e alla nostra portata.
In un incontro che si è svolto qualche giorno fa nella sede di Confcommercio Milano Lodi Monza e Brianza, è emerso che le stime regionali indicano tre milioni di pernottamenti aggiuntivi nel bimestre olimpico, con un incremento del 50% rispetto agli anni precedenti e una forte presenza di turisti internazionali. Inoltre, il presidente della Fondazione Milano Cortina 2026, Giovanni Malagò, ha ricordato come, secondo le analisi condotte dalle università Bocconi, Ca’ Foscari e Sapienza, i Giochi genereranno una crescita dello 0,25% del Pil nel trimestre successivo alla manifestazione.
Milano-Cortina, dalla ricettività alla ristorazione, i settori che attendono il più alto ritorno economico
“L’audience globale può raggiungere i 3 miliardi di spettatori in tutto il mondo. Con ricadute immediate, ma anche successive per il nostro sistema economico”. Marco Barbieri, segretario generale Confcommercio nazionale e Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza, spiega al nostro giornale perché i Giochi olimpici e paralimpici di Milano Cortina 2026 offrono importanti possibilità di crescita, a cominciare da settori economici quali ricettività e ristorazione.

“Per Milano – chiosa il Segretario – che con i suoi grandi eventi, le fiere, i congressi internazionali, l’attrattività dello shopping per clienti esteri ha visto la costante espansione del turismo internazionale in questi anni, i Giochi rappresentano un’ulteriore opportunità”. Barbieri menziona un recente sondaggio realizzato dal Centro Studi Confcommercio sui territori lombardi, veneti e del Trentino. “È emerso – ci racconta – come le imprese prevedano ricadute più che positive dai Giochi in termini di indotto economico, ma soprattutto di legacy. L’eredità più importante che lasceranno i Giochi riguarderà le nuove infrastrutture (55%), ma anche la promozione dello sport e dello stile di vita (44%) e il rafforzamento dell’attrattività del Paese (39%)”.
Energia pulita e riciclo: lo sport non è mai stato così sostenibile
Anche se questa è la terza volta che l’Italia ospita un’Olimpiade invernale, dopo Cortina d’Ampezzo 1956 e Torino 2006, questa edizione delle Olimpiadi Milano Cortina aggiunge un elemento del tutto inedito che inserisce la competizione sportiva in un contesto di sostenibilità.
In occasione del decimo anniversario dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, Fondazione Milano Cortina 2026 ha pubblicato il secondo “Rapporto di Sostenibilità, impatto e legacy”, nel quale sono stati messi nero su bianco impegni e azioni intraprese proprio in questa direzione. A cominciare dalla scelta di utilizzare solo energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili. “La flotta operativa – si legge nel documento che Partitaiva.it ha consultato – sarà composta per il 21% da veicoli completamente elettrici, mentre l’illuminazione temporanea esterna si baserà su sistemi a Led a basso impatto”. Vanno nella direzione di un impegno concreto per l’economia circolare anche la scelta produrre torce con materiale riciclato nonché quella di riutilizzare 20mila arredi provenienti dai Giochi Olimpici di Parigi 2024.
Anche la gestione dei rifiuti risponderà a criteri specifici di sostenibilità che includono, si legge ancora nel Rapporto, “la separazione del 70% dei rifiuti urbani generati nei luoghi dell’evento da parte di spettatori, ospiti e personale; il riciclo efficace dell’80% dei flussi di imballaggi contenuti nei rifiuti urbani; il recupero del 100% del cibo non utilizzato; e l’adozione di un approccio ‘zero rifiuti in discarica’”.
Il ruolo della Lombardia
“La Lombardia – chiosa Barbieri – ha le carte in regola per poter vincere la sfida della sostenibilità. Per la candidatura sono state seguite dal comitato organizzatore importanti indicazioni e questi Giochi guardano con attenzione alle New Norm del Cio – Agenda olimpica 2020 e all’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile promossa dall’Onu. Un’attenzione che si è concentrata sulle infrastrutture, sull’approvvigionamento e la gestione delle risorse, sull’impatto ambientale e l’energia rinnovabile, sul riutilizzo degli asset dei Giochi. A Milano, termino con un esempio noto, il Villaggio Olimpico sarà trasformato dopo i Giochi in residenze per studenti e giovani lavoratori: un contributo alla rigenerazione urbana di un’area importante della città”.
Olimpiadi Milano Cortina, 120 mila aspiranti volontari per 18 mila posti disponibili
Il Rapporto di Sostenibilità, impatto e legacy analizza anche l’impatto che le Olimpiadi Milano Cortina avranno sotto il profilo dell’inclusione. Parole d’ordine: equità sociale e pari opportunità.
Trasparenza, protezione dei dati, cybersicurezza ma anche accessibilità universale e ambienti sicuri per tutte le persone coinvolte, inclusi spettatori, lavoratori e volontari. Milano Cortina 2026, inoltre, sarà l’edizione invernale più equilibrata della storia, le atlete in gara saranno il 47%.
A garantire assistenza ad atleti, spettatori e personale saranno i 18 mila volontari che saranno presenti in tutte le sedi sanitarie olimpiche e che entreranno a far parte del cosiddetto Team26: medici esperti in pronto soccorso, anestesisti, infermieri specializzati, fisioterapisti, operatori socio sanitari, igienisti dentali, assistenti di studio odontoiatrico e autisti di ambulanza.
Ai volontari verrà garantito solo il vitto. Nonostante non sia prevista alcuna retribuzione, si registra un’adesione massiccia: 120 mila le richieste che sono arrivate praticamente da tutto il mondo. Oltre la metà di loro ha un’età compresa tra i 18 e i 35 anni e uno su tre ha già avuto esperienze in grandi eventi sportivi. Nelle zone montane hanno presentato la propria candidatura non pochi ultra 80enni e, in generale, molti degli aspiranti volontari (almeno un terzo) risiede o ha appoggi nelle zone della competizione, che non riguarda solo la città di Milano ma anche il Trentino e la provincia di Sondrio.
Date di Milano Cortina 2026 e quanto costa partecipare
Quando inizieranno le Olimpiadi Milano Cortina? Una domanda che è diventata quasi un mantra durante i lunghi mesi fatti di preparativi ma soprattutto di dubbi e polemiche sull’urgenza di arrivare pronti e con le carte in regola ad un appuntamento così importante. Adesso ci siamo: dal 6 al 22 febbraio 2026, i riflettori si accenderanno ufficialmente sullo stadio di San Siro dove prenderanno il via i XXV Giochi Olimpici Invernali, seguiti dal 6 al 15 marzo 2026 dai Giochi Paralimpici Invernali.
Di fronte ad un evento di portata mondiale rispetto al quale c’è grande attesa ma anche aspettative di un certo livello, prendere parte a quella che si preannuncia come la celebrazione più alta dei valori dello sport diventa quasi un must. E non solo per gli appassionati di discipline sportive invernali.
Quanto costa un biglietto e dove si terranno le gare
Secondo quanto riporta il Post, per le Olimpiadi Milano Cortina sarebbero stati venduti finora circa 800 mila biglietti su un totale di 1,2 milioni di biglietti in vendita. Proprio sui biglietti per le Olimpiadi Milano Cortina, gli organizzatori hanno assicurato che i prezzi sono abbordabili e partono da 30 euro, mentre più della metà dei biglietti per tutte le varie discipline costeranno meno di 100 euro.
Molte delle gare in programma non si svolgeranno in città ma in paesini di montagna: in tali circostanze, gli spostamenti potrebbero essere più complessi al punto da rendere necessario l’acquisto di biglietti per mezzi pubblici oppure la prenotazione presso strutture alberghiere. All’aumento della domanda, si sa, corrisponde sempre un aumento di prezzi e tariffe. Ed è proprio il pernottamento, secondo le associazioni dei consumatori, a spaventare in quanto voce di spesa più “onerosa” per chi parteciperà.
Fino a 3000 euro per un weekend di gare
Quanto costa andare a vedere le Olimpiadi Milano Cortina? Secondo una stima di Altroconsumo, assistere dal vivo a un weekend di gare, tra il 13 e il 15 febbraio, potrebbe costare in media 1.800 euro per due persone. E con differenze significative tra le varie sedi di gara: si parte da circa 540 euro a Milano per una partita di hockey su ghiaccio, fino a oltre 3.000 euro a Cortina per il curling o lo sci alpino. “Gli hotel – scrive Altroconsumo – nonostante i rincari, risultano mediamente meno cari degli appartamenti Airbnb. A Cortina, per esempio, un soggiorno in Airbnb può superare i 4.800 euro per due notti, mentre in hotel ci si ferma a circa 1.000 euro, con una dinamica abbastanza simile in tutte le località”.
I costi elevati scoraggeranno gli appassionati oppure l’evento è troppo importante? A rispondere a questa domanda ci pensa Pierfrancesco Catucci, vicecaporedattore di Altroconsumo: “Probabilmente – spiega al nostro giornale – accadranno entrambe le cose. I costi che emergono dal nostro studio sono significativi: per alcune discipline e località possono diventare proibitivi. Questo significa che una parte del pubblico, soprattutto famiglie e giovani, potrebbe rinunciare o limitarsi a un’unica gara più accessibile. Ma gli eventi olimpici hanno una forza attrattiva particolare. Ogni edizione registra un mix di appassionati di tutto il mondo disposti a spendere e di visitatori che cercano un’esperienza unica, indipendentemente dal portafogli”.
La “decentralizzazione” delle Olimpiadi
Secondo Catucci, Milano Cortina 2026 sarà un’olimpiade “diffusa”, senza un’unica sede centrale. Questo crea disparità di prezzo molto ampie ma offre anche opportunità: “Chi vuole esserci – aggiunge – ha diverse strade per farlo. Paradossalmente, a Milano è più facile trovare un posto per dormire a prezzi accettabili. I costi, quindi, saranno sì un filtro, ma non credo che impediranno all’evento di coinvolgere un pubblico ampio”.

“L’importante – e su questo Altroconsumo continuerà a tenere alta l’attenzione, con una seconda puntata di quest’indagine in arrivo nelle prossime settimane – è che questi Giochi non diventino un’occasione per lucrare sulla voglia di esserci di tanti appassionati”, conclude.
Suggerimenti per chi vuole sciare durante le Olimpiadi Milano Cortina senza brutte sorprese
Le Olimpiadi cadono nel periodo – e nelle zone – in cui la maggior parte degli appassionati di scii si diletta in montagna, acquistando un abbonamento per accedere agli impianti. Per Davide Zanon, segretario dell’associazione Codici Lombardia, per chi vuole comprare un abbonamento stagionale o un carnet per la stagione 2025/2026, la scelta del modello “pay-per-use” (Bormio/SnowitPass) o del carnet multi-giorni (Livigno/Alta Valtellina) comporta dei rischi:
- nel caso di Bormio, la chiusura programmata 1-16 febbraio 2026 per le Olimpiadi rende difficile prevedere quanto effettivamente si potrà sciare. Se il costo dell’abbonamento stagionale è mediamente di 830 euro e l’ingresso giornaliero di circa 63 euro, la scelta è utile solo a chi può sciare più di 14 giorni;
- non essendo previsto un rimborso o una compensazione in caso di chiusure o riduzioni impianti, gli acquirenti rischiano di “pagare per nulla” in quei giorni;
- anche per chi acquista su Livigno/Alta Valtellina non esiste trasparenza su eventuali modifiche al calendario dovute a eventi straordinari. Questo può generare un’incertezza significativa sul valore reale dell’abbonamento.

Le tutele per i consumatori
“Alla luce di queste informazioni – spiega Zanon – come associazione consumatori riteniamo fondamentale che i gestori degli impianti (Bormio, Livigno, Alta Valtellina) mettano in atto misure di tutela per gli utenti in vista dell’Olimpiade”.
In particolare, si chiede una maggiore trasparenza. Ciò significa pubblicare con chiarezza su siti ufficiali eventuali chiusure o limitazioni, con date aggiornate e avvisi tempestivi, in modo che l’utente sappia subito se il suo skipass stagionale sarà effettivamente utilizzabile. E poi, ancora: garanzia o compensazione che significa prevedere un rimborso parziale o il prolungamento della validità dell’abbonamento nel caso di chiusure forzate per eventi esterni (Olimpiadi, logistica, sicurezza). Infine, comunicazione chiara: indicare nelle condizioni di vendita che lo “stagionale” non prevede rimborsi nel caso di chiusura, per evitare fraintendimenti e reclami, e informare adeguatamente l’utente al momento della sottoscrizione.
Altroconsumo: “Risparmiare significa ragionare in termini di flessibilità”.
Secondo Altroconsumo, il consiglio principale è ragionare in termini di flessibilità e anticipare il più possibile i tempi. “I prezzi – dice Catucci – aumentano molto in località gettonatissime come Cortina e la Valtellina (dove sono attesi le campionesse e i campioni dello sci alpino) che hanno una limitata disponibilità ricettiva, per lo più già esaurita. Per chi non è legato a una disciplina specifica, scegliere località alternative come Milano o la Val di Fiemme può ridurre la spesa di oltre la metà”.
Va considerato anche il tema della mobilità. Con l’integrazione tra treni e navette prevista per i Giochi, potrebbe essere più conveniente dormire fuori dalle aree più congestionate e spostarsi, rinunciando in parte alla prossimità. “È anche importante non farsi ingannare dall’effetto “evento irripetibile”: i pacchetti ufficiali sono comodi, ma molto costosi e spesso includono servizi che non tutti desiderano. Con un po’ di organizzazione e flessibilità si può vivere l’esperienza olimpica senza trasformare il weekend in un investimento fuori scala”, conclude Catucci.









Patrizia Penna
Giornalista professionista