Startup innovative, cambiano i requisiti: come ottenere lo status e i vantaggi fiscali

Con la pubblicazione della raccomandazione (UE) 2026/720, introdotto un linguaggio comune per qualificare, legalmente e finanziariamente, un'impresa innovativa.

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La Commissione europea ha definito i nuovi requisiti per ottenere lo status di startup innovative (o scale-up), introducendo una normativa unica per tutti gli Stati membri, Italia compresa. Bruxelles punta a creare un linguaggio comune che permetta a investitori e istituzioni di identificare con certezza le realtà ad alto potenziale. Per favorire la crescita delle imprese deep tech e di quelle in fase di rapida espansione, viene introdotto quindi un sistema che rende l’accesso agli incentivi e finanziamenti più fluido e coerente a livello transfrontaliero.

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Startup, scale-up e imprese innovative: le nuove definizioni UE

Un’impresa è innovativa – e può essere considerata tale secondo la nuova normativa europea – quando la spesa in progetti di ricerca e sviluppo raggiunge almeno il 10% dei costi operativi o, in alternativa, il 5% del fatturato netto. Se l’azienda non raggiunge queste cifre, può comunque ottenere lo status dimostrando di essere impegnata a lanciare sul mercato prodotti, servizi o processi produttivi inediti o che presentino miglioramenti rispetto a quanto già esiste. Non si parla di semplici modifiche estetiche, ma di progetti che comportano un reale rischio tecnologico o industriale e che hanno l’obiettivo di arrivare alla vendita e generare valore economico.

Cosa cambia

Fino ad oggi, la mancanza di criteri condivisi tra i vari Stati membri ha creato non pochi problemi a chi intendeva scalare il business oltre i confini nazionali. I disallineamenti normativi hanno spesso comportato l’impossibilità di accedere a bandi o agevolazioni in un altro Paese dell’Unione. La nuova normativa mira a rafforzare il mercato unico dell’innovazione, garantendo trasparenza e condizioni eque. L’obiettivo della Commissione è eliminare gli ostacoli alla crescita e rendere le politiche di sostegno (come i regimi fiscali di favore) accessibili a chiunque soddisfi i parametri oggettivi stabiliti a Bruxelles.

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Nuovi limiti per le startup

La nuova normativa europea, oltre a definire quando un’impresa può essere considerata innovativa, precisa anche quali sono i limiti temporali e dimensionali affinché una nuova attività possa essere considerata startup. Nel dettaglio, per ottenere e mantenere questo status, deve essere indipendente, avere meno di 100 dipendenti e il suo volume d’affari annuo o il totale di bilancio non deve superare i 10 milioni di euro. Inoltre, deve essere operativa da meno di 10 anni.

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Scale-up innovativa, introdotta una nuova categoria

Una delle novità più interessanti della raccomandazione 2026/720 è l’introduzione della scale-up innovativa. Questa categoria è dedicata alle imprese che hanno superato la soglia dei 10 milioni di euro di fatturato, registrano una crescita media annua superiore al 20% (in termini di ricavi o occupazione) negli ultimi due bilanci di esercizio e hanno un organico inferiore ai 750 dipendenti (o, in alternativa, la non quotazione in borsa).

Se la startup è la fase dello scatto iniziale (piccola, giovane, sotto i 10 milioni), con la scale-up si avvia la fase di progressione costante (oltre i 10 milioni, crescita del +20%, fino a 750 dipendenti). In questo caso il criterio temporale – 10 anni di vita dell’impresa – scompare per lasciare spazio a quello della performance economica.

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Modalità di calcolo dipendenti e fatturato

Per evitare errori nella comunicazione dei dati e nella conseguente perdita dei vantaggi fiscali, l’UE ha chiarito che, per quanto riguarda il calcolo dell’organico, si deve fare riferimento alle unità lavorative annue (ULA). Si tiene conto cioè dei dipendenti a tempo pieno, soci che partecipano all’attività e proprietari-gestori. I lavoratori part-time o stagionali pesano in base alle ore effettive. Mentre non si contano apprendisti, studenti in formazione e persone in congedo di maternità/parentale.

I dati finanziari devono invece riferirsi all’ultimo esercizio contabile chiuso. Lo status di startup o scale-up si perde (o si acquisisce) solo se il superamento delle soglie persiste per due esercizi consecutivi.

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Vantaggi fiscali per startup nel 2026

Le startup e le scale-up godono di una corsia preferenziale per gestire i costi e la crescita. Per esempio, possono recuperare una parte importante delle spese sostenute per la ricerca (personale, brevetti, laboratori) sotto forma di credito d’imposta, utilizzabile in compensazione per pagare contributi o altre tasse.

Inoltre, già dalla fase di costituzione, le startup sono esentate dal pagamento dei diritti di segreteria e dei bolli dovuti alla Camera di Commercio. Ed è previsto l’esonero dall’obbligo di apporre il visto per la compensazione dei crediti IVA fino a 50.000 euro, garantendo più liquidità immediata in cassa.

Infine, a differenza delle startup, le scale-up possono accedere a programmi di finanziamento europei dedicati (tramite la BEI e il FEI) specificamente pensati per l’internazionalizzazione. Non avendo più il vincolo dei 10 anni, possono continuare a usare queste garanzie e incentivi finché mantengono i ritmi di crescita del 20%.

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