Sciopero trasporti 27 marzo 2026, coinvolti anche scuola e giornalisti: chi si ferma e orari

Per le imprese e i professionisti, la giornata richiederà una pianificazione attenta degli spostamenti.

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Sciopero trasporti 10 ottobre 2025

Venerdì 27 marzo 2026 si preannuncia come una giornata complessa per la mobilità urbana e suburbana in diverse aree del Paese. Le sigle sindacali hanno infatti confermato lo sciopero del trasporto pubblico locale (TPL) in diverse città. Da Milano a Napoli, passando per Torino e il Lazio, la mobilitazione non presenta un carattere unitario e coinvolge anche scuola e informazione. Infatti, si articola in una serie di azioni locali e provinciali con modalità e orari differenziati.

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Sciopero trasporti 27 marzo 2026: città coinvolte e orari

Nella provincia di Milano, il sindacato AL-COBAS ha proclamato uno sciopero di 24 ore che interesserà il personale del Gruppo ATM. A Napoli invece la mobilitazione congiunta vede coinvolte quasi tutte le sigle maggioritarie (FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL e UGL-AUTOFERRO), le quali hanno confermato l’astensione dalle attività del personale dell’ente autonomo Volturno (EAV), che opera nel settore del trasporto pubblico su gomma, ferro e funivia nella regione Campania. In questo caso, lo sciopero avrà una durata di 4 ore, concentrate nella fascia serale dalle 19 alle 23.

Disagi previsti per chi utilizza anche i servizi extraurbani gestiti da Arriva Italia a Torino, che gestisce il trasporto pubblico locale. Qui la protesta – indetta da FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL e FAISA-CISAL – durerà 8 ore, a partire dalle ore 16 fino al termine del servizio (mezzanotte). Sempre in Piemonte, anche il sindacato AL-COBAS ha indetto uno sciopero di 4 ore, dalle 17:30 alle 21:30, per il personale della società SUN, che coordina il trasporto locale a Novara.

Infine l’agitazione è stata proclamata da USI CTS per la società Cialone tour, che opera nel settore del trasporto pubblico in provincia di Frosinone, con un’astensione dal lavoro di 4 ore, dalle 13 alle 17.

Società / AreaSindacatoDurataOrari / Note
ATM (Milano)AL-COBAS24 oreVarie modalità (rispetto fasce di garanzia)
EAV (Napoli)Filt-Fit-Uilt-Faisa-Ugl4 oreDalle 19 alle 23
Arriva Italia (Torino)Filt-Fit-Uilt-Faisa8 oreDalle 16 a mezzanotte
SUN (Novara)AL-COBAS4 oreDalle 17:30 alle 21:30
Cialone tour (FR)USI CTS4 oreDalle 13 alle 17
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Fasce orarie garantite

Poiché lo sciopero del 27 marzo 2026 coinvolge aziende diverse con orari di astensione differenti, le fasce protette variano da città a città. In accordo con quanto previsto dalla legge (L. 146/90), per assicurare i servizi minimi indispensabili ai pendolari, specialmente nelle ore di punta, in provincia di Milano le corse ATM saranno garantite dall’inizio del servizio diurno fino alle 8:45 e successivamente dalle 15 alle 18.

A Napoli (EAV), lo sciopero è di sole 4 ore e in fascia serale, quindi non ci sarà nessuna interruzione del servizio per tutta la giornata fino alle 19. Lee ultime corse prima dello sciopero solitamente partono circa 30 minuti prima dell’inizio dell’agitazione (intorno alle 18:30), mentre riprendono regolarmente dopo le 23, compatibilmente con gli orari di chiusura delle linee.

A Torino e provincia (Arriva Italia), l’astensione inizia nel pomeriggio, quindi non ci saranno interruzioni delle corse fino alle 16, dopo di che scatta la sospensione per le 8 ore successive. Mentre a Frosinone (Cialone), il servizio sarà garantito fino alle 13 e dopo le 17, e a Novara (SUN) fino alle 17:30, con possibili disagi tra le 17:30 e le 21:30.

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I motivi dello sciopero

Le motivazioni dietro lo sciopero di venerdì 27 marzo 2026 riflettono un clima di forte tensione sindacale che incrocia dinamiche nazionali del settore trasporti con vertenze aziendali molto specifiche. Sebbene all’inizio del 2026 sia stata raggiunta un’intesa quadro per il rinnovo del contratto collettivo nazionale (2024-2026), molte sigle – in particolare quelle di base come AL-COBAS e USI CTS – ritengono gli adeguamenti salariali insufficienti rispetto all’aumento dei prezzi registrato a causa dell’inflazione negli ultimi anni. Sono stati tirati in ballo anche la sicurezza sul lavoro e la conciliazione vita-lavoro, giudicata peggiorata a causa di turni sempre più serrati e una flessibilità ritenuta unilaterale da parte delle aziende.

Infine, esistono ragioni legate alle singole realtà locali. I lavoratori di Cialone, per esempio, chiedono più trasparenza negli appalti e maggiori tutele da parte delle ditte private che gestiscono servizi pubblici in concessione. ATM Milano sciopera chiedendo una riforma dei premi di produzione aziendali e contestando le modalità di gestione del personale nei depositi. La protesta di EAV Napoli è invece unitaria e riguarda la carenza di manutenzione dei mezzi su gomma e ferro e ritardi negli investimenti infrastrutturali promessi per le linee flegree e vesuviane.

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Protestano anche i lavoratori del comparto scuola e informazione

Nella stessa giornata è stato proclamato lo sciopero nazionale dal sindacato SISA (sindacato indipendente scuola e ambiente). La protesta coinvolge il personale docente, i dirigenti scolastici e il personale ATA (ausiliario, tecnico e amministrativo), sia di ruolo che precario. Le lezioni e i servizi di segreteria o mensa potrebbero subire riduzioni o sospensioni totali a seconda dell’adesione. Alla protesta si uniscono i giornalisti della carta stampata, del web, della radio e della televisione hanno indetto un’astensione dal lavoro per sollecitare il rinnovo del contratto nazionale FNSI. Questo potrebbe causare aggiornamenti ridotti o l’assenza di alcune edizioni dei telegiornali e dei quotidiani.

La mobilitazione nel mondo dell’istruzione è guidata dalla richiesta di stabilizzazione dei precari. Inoltre, i sindacati richiedono la creazione di un unico profilo professionale con uguaglianza di orario e salario tra scuola dell’infanzia, primaria e secondaria, e il riconoscimento della pensione anticipata a partire dall’anno scolastico 2026/27 per il personale con invalidità civile tra il 67% e il 100%. Per i giornalisti, invece, lo sciopero rappresenta un atto di protesta contro lo stallo nelle trattative per il rinnovo del contratto collettivo nazionale, scaduto ormai da dieci anni.

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