Ricchezza in Italia: cresce quella delle aziende, famiglie ai minimi dal 2005

Come è distribuita la ricchezza finanziaria in Italia tra famiglie, imprese e pubbliche amministrazioni: analizziamo i dati della Banca d'Italia e dell'Istat.

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  • Il patrimonio netto delle famiglie alla fine del 2022 ammontava a 10.421 miliardi di euro, in calo rispetto all’anno precedente.
  • La ricchezza delle famiglie è scesa ai livelli del 2005, con un calo dall’8,7% all’8,1% e la tendenza è al risparmio piuttosto che all’investimento.
  • La ricchezza lorda delle imprese è invece aumentata del 2,4%, con una riduzione delle passività (-2,6%).

È stata pubblicata l’indagine annuale della Banca d’Italia “La ricchezza dei settori istituzionali in Italia1“, che descrive come è distribuita la ricchezza finanziaria nelle istituzioni italiane e come quest’ultima è cambiata nel corso degli ultimi anni.

La ricchezza delle famiglie nel 2022 è tornata ai livelli del 2005, registrando un calo dall’8,7% all’8,1%: complessivamente il patrimonio netto delle famiglie era pari a 10.421 miliardi di euro nel 2022. Va meglio per le imprese, la cui ricchezza è aumentata del 2,4% con un calo delle passività del 2,6%. Negativa, infine, la ricchezza per le pubbliche amministrazioni (1.188 miliardi di euro), seppur in aumento rispetto al 2021.

Scendiamo nel dettaglio e andiamo a scoprire come è cambiata la ricchezza delle famiglie in Italia nel corso del 2022 e come è mutata la ricchezza delle imprese e della Pubblica Amministrazione: ecco i dati dell’indagine pubblicata annualmente dalla Banca d’Italia e dall’Istat.

La ricchezza delle famiglie in Italia

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Secondo i dati della Banca d’Italia e dell’Istat, la ricchezza delle famiglie italiane (ovvero il patrimonio netto, che deriva dalla differenza tra la ricchezza lorda e le passività) nel 2022 ammontava a 10.421 miliardi di euro.

Si parla di un leggero calo rispetto all’anno precedente in termini nominali (-1,7%), mentre in termini reali è stata descritta una discesa più marcata rispetto all’indice dei prezzi al consumo (-12,5%). Si tratta del primo calo dopo tre anni consecutivi di crescita.

Di conseguenza, il rapporto tra la ricchezza netta e il reddito lordo disponibile delle famiglie è tornato ai livelli del 2005, con un calo dall’8,7% all’8,1%: ciò significa che le famiglie hanno meno denaro a disposizione per fronteggiare le spese quotidiane alla luce degli ultimi aumenti. Questi dati si possono leggere alla luce dell’inflazione e della crisi economica che hanno colpito l’Italia negli ultimi anni.

Viene poi confermata la tendenza al risparmio piuttosto che la spinta agli investimenti, come denota anche la marcata inflazione registrata nel corso dell’anno. Anche questo punto può essere contestualizzato con l’attuale andamento economico del paese, in cui i prezzi al consumo rimangono elevati e la tendenza a investire si riduce.

Calo delle attività finanziarie

Complessivamente l’attività finanziaria delle famiglie ha registrato un calo (-5,2%) a favore di attività non finanziarie che aumentano del 2,1%.

Il valore delle abitazioni nell’ultimo anno ha registrato il tasso di crescita maggiore dal 2009, considerando che il patrimonio immobiliare delle famiglie pesa circa il 46% della ricchezza lorda. Scende la quota dei titoli, mentre si predilige la scelta di strumenti di risparmio gestito.

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La ricchezza delle società in Italia

Passiamo ora ad analizzare come è cambiata la ricchezza delle imprese, che nel report della Banca d’Italia e dell’Istat vengono divise in due categorie:

  • società finanziarie: la ricchezza lorda è diminuita del 7% così come le passività sono diminuite del 5,7% a causa del calo dei depositi, delle riserve assicurative e delle azioni;
  • società non finanziarie: ricchezza in aumento principalmente in termini di valore di impianti e macchinari.

Complessivamente, la ricchezza delle imprese è aumentata del 2,4% nel 2022 rispetto all’anno precedente, mentre le passività sono scese del 2,6%.

La ricchezza nella Pubblica Amministrazione

La ricerca della Banca d’Italia e dell’Istat si concentra infine sulla ricchezza nella Pubblica Amministrazione e nelle istituzioni statali: stando ai dati del 2022, si registra un risultato negativo per 1.188 miliardi di euro, nonostante un aumento delle attività (+4,7%) e una riduzione delle passività (-6,9%) rispetto al 2021.

Tornano a crescere i titoli di debito detenuti dalle famiglie (emessi in buona parte dalle amministrazioni pubbliche), dopo circa un decennio di stallo: l’Istat descrive un aumento del 9,4% nel 2022, per un valore complessivo di 253 miliardi.

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Il confronto con gli altri Paesi

Se andiamo a confrontare i risultati italiani con quelli degli altri Paesi analizzati, possiamo sottolineare il fatto che il divario tra ricchezza netta e Pil nel nostro Paese è tornato ai livelli pre-pandemia, mentre negli altri Paesi i livelli precedenti sono stati superati.

Rispetto alla spesa pubblica, il Governo ha disincentivato le uscite anticipate dal lavoro per evitare un eccessivo indebitamento e per soppesare il calo delle nascite nel nostro Paese.

Nonostante questo, nel 2022 è stato registrato un aumento dei livelli di occupazione nel nostro Paese, che ha segnato un nuovo record: resta da capire quanto potrebbero aumentare i salari per incrementare la ricchezza reale delle famiglie.

Ricchezza finanziaria in Italia – domande frequenti

Cosa si intende per ricchezza finanziaria?

La ricchezza finanziaria è il valore di tutte le attività finanziarie al netto delle passività finanziarie che sono detenute da un soggetto o un gruppo di soggetti.

A quanto ammonta la ricchezza delle famiglie in Italia?

Secondo la Banca d’Italia e l’Istat, la ricchezza delle famiglie italiane raggiunge un valore complessivo di 10.421 miliardi (dati 2022), con una flessione dell’1,7% rispetto all’anno precedente. La voce di maggiore rilievo è costituita dalla proprietà di abitazioni.

Come è distribuita la ricchezza in Italia?

Ad oggi la ricchezza nelle mani del 5% più ricco degli italiani (titolare del 41,7% della ricchezza nazionale netta) a fine 2021 era superiore a quella detenuta dall’80% più povero (il 31,4%).

  1. La ricchezza dei settori istituzionali in Italia, Banca d’Italia e Istat, bancaditalia.it ↩︎
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Laura Pellegrini

Giornalista e content editor

Dopo la Laurea in Comunicazione e Società, ho iniziato la carriera da freelance collaborando con diverse realtà editoriali. Ho scritto alcuni e-book sui bonus e ad oggi mi occupo della redazione di articoli di economia, risparmio e lavoro.

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