Pensioni, errore dell’INPS sulle aliquote: ecco chi riceverà il rimborso degli arretrati

Il settore più colpito sembra essere quello della scuola, insieme al comparto della sanità e degli enti locali, dove la transizione verso i nuovi criteri di calcolo ha generato le maggiori frizioni interpretative.

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A causa di un’errata interpretazione tecnica delle aliquote introdotte dalla legge di bilancio 2024, migliaia di trattamenti pensionistici sono stati liquidati con importi inferiori a quelli spettanti. L’INPS, infatti, ha avviato un intervento di correzione, procedendo con il ricalcolo d’ufficio. Oltre all’adeguamento dell’assegno mensile, l’operazione comporterà quindi il rimborso delle somme non corrisposte e il riconoscimento dei relativi arretrati integrati dagli interessi maturati nel periodo di errore.

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Chi ha diritto al rimborso pensioni INPS

Il provvedimento riguarda esclusivamente i dipendenti pubblici iscritti alle casse ex INPDAP, nello specifico:

  • CPDEL (enti locali);
  • CPS (sanitari);
  • CPI (insegnanti di asilo e scuole elementari parificate);
  • CPUG (ufficiali giudiziari).

L’accesso ai rimborsi è riservato ai titolari di pensione di vecchiaia (con esclusione dei trattamenti anticipati) che abbiano maturato meno di 15 anni di contributi entro la fine del 1995 e la cui prestazione sia decorse dal 1° gennaio 2024 in poi.

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Quando arriva il rimborso

Nonostante il ricalcolo sia stato ufficializzato a marzo, i tempi tecnici per l’aggiornamento dei database centrali e la generazione dei nuovi mandati di pagamento richiedono solitamente 60-90 giorni. Le prime variazioni sugli assegni dovrebbero essere visibili già nel cedolino di maggio 2026, ma i rimborsi e gli arretrati sono atteso per la mensilità di giugno 2026.

L’errore tecnico dell’INPS

La questione nasce dall’applicazione delle nuove aliquote di rendimento previste dalla manovra 2024. Secondo quanto chiarito dal messaggio INPS n. 787 del 5 marzo 2026, l’Istituto ha riconosciuto che tali aliquote – meno favorevoli per il calcolo della quota retributiva – avrebbero dovuto essere applicate esclusivamente alle pensioni anticipate. In molti casi, tuttavia, i sistemi informatici e le sedi territoriali hanno esteso questi parametri penalizzanti anche alle pensioni di vecchiaia. Il risultato è stato una decurtazione impropria dell’assegno mensile per una specifica platea di contribuenti.

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Cosa riceveranno i pensionati: arretrati e interessi

L’INPS ha confermato che la procedura di ripristino avverrà in modalità automatica. Dopo di che ai beneficiari verrà riconosciuto l’importo mensile aggiornato secondo le aliquote più favorevoli e la differenza tra quanto percepito e quanto spettante dal giorno della decorrenza. Sugli arretrati dovuti, inoltre, verranno corrisposti gli interessi legali e, dove previsto, la rivalutazione monetaria.

Non è necessario presentare alcuna domanda o ricorso amministrativo. L’Istituto sta già operando per individuare i profili impattati e procedere alla ricostituzione d’ufficio della pensione.

Come verificare i nuovi importi sul cedolino

Sebbene il processo sia automatico, i pensionati possono monitorare la propria situazione sul sito INPS, accedendo al servizio “fascicolo previdenziale del cittadino” tramite SPID, CIE o CNS. All’interno dell’area personale è presente il cedolino della pensione, dove l’eventuale ricalcolo dovrebbe essere segnalato – sotto la voce specifica “ricostituzione” o “una tantum” – che indica appunto il versamento degli arretrati maturati. I servizi sono utilizzabili anche su app INPS mobile.

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