Occupazione in calo in Italia, 34 mila posti di lavoro in meno in un solo mese: i dati aggiornati

La contrazione coinvolge sia i dipendenti sia gli autonomi.

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Secondo i dati diffusi dall’ISTAT l’8 gennaio 2026, il numero di occupati in Italia è sceso a 24 milioni e 188 mila unità, registrando un calo dello 0,1%. Anche il tasso di disoccupazione è sceso, ma non perché si sono creati nuovi posti di lavoro (anzi, come detto, se ne sono persi 34.000 in soli 30 giorni). La disoccupazione è calata infatti perché è diminuita la platea di chi cerca lavoro.

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Occupazione in Italia, cosa dicono i dati ISTAT

Dopo mesi in cui abbiamo assistito a una crescita costante, seppur in alcuni casi contenuta, dell’occupazione in Italia, a novembre 2025 questo trend si è interrotto. In particolare, in un solo mese 38.000 contratti a termine non sono stati rinnovati. Anche il mondo del lavoro autonomo perde quota (-13.000), mentre risultano sostanzialmente stabili i dipendenti permanenti (16 milioni 496 mila). Gli occupati in totale risultano invece essere 24,18 milioni (-34.000 su base mensile).

Il calo del tasso di occupazione generale, sceso al 62,6% (-0,1% da ottobre a novembre 2025), coinvolge le donne, i dipendenti a termine e gli autonomi, i 15/24enni e i 35/49enni. Il numero di occupati cresce solo se si considera la fascia d’età dei 25/34enni e rimane sostanzialmente stabile tra gli uomini, i dipendenti permanenti e tra chi ha almeno 50 anni d’età.

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Cala la disoccupazione, ma aumentano gli inattivi

Nello stesso periodo, i dati mostrano un calo del tasso di disoccupazione, sceso al 5,7% (-0,1 punti in un mese), con una flessione maggiore marcata (-0.8%) tra i giovani, dove è arrivato al 18,8%. A prima vista potrebbe sembrare un segnale positivo, ma per interpretarlo correttamente bisogna guardare dietro i numeri.

Il tasso di disoccupazione, infatti, non misura semplicemente chi non ha un impiego, ma solo chi lo sta attivamente cercando. Se una persona smette di cercare lavoro, scompare infatti dalle statistiche dei disoccupati. Ed è proprio quello che è accaduto a novembre: la diminuzione della disoccupazione non è stata la conseguenza di un aumento delle assunzioni, ma di uno spostamento dei disoccupati verso l’inattività. Infatti, l’ISTAT ha confermato un aumento degli inattivi a novembre, pari 72.000 tra i 15 e i 64 anni (+0,6% in un mese). Questo fenomeno ha riguardato praticamente tutti, uomini e donne di ogni età, con l’unica eccezione della fascia tra i 25 e i 34 anni, dove l’inattività è invece calata. Di conseguenza, il tasso di inattività generale è salito al 33,5%.

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Chi sono i lavoratori più colpiti

Mentre gli over 50 mantengono una buona tenuta grazie all’esperienza e alle tutele contrattuali, la fascia d’età 35-49 subisce la maggior parte della contrazione. Anche la componente femminile mostra una stabilità maggiore rispetto a quella maschile in questo specifico mese, sebbene il divario di genere resti uno dei problemi strutturali del Paese. Il tasso di disoccupazione tra le donne è infatti pari al 53,7%, mentre il 71,2% degli uomini in Italia risulta occupato.

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