Concorso Banca d’Italia per avvocati: come partecipare e le prove d’esame

I nuovi assunti cureranno questioni di carattere legale che interessano l'Istituto, svolgendo attività consultiva e contenziosa

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La Banca d’Italia ha indetto un nuovo concorso pubblico per avvocati, che verranno assunti a tempo indeterminato. Per partecipare, è necessario possedere specifiche qualifiche, oltre a una serie di requisiti professionali (e personali) che il bando elenca come condizioni standard per l’accesso all’impiego.

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Concorso Banca d’Italia per avvocati: chi può partecipare

Il concorso è riservato a chi ha conseguito una laurea magistrale o specialistica in Giurisprudenza (classi LMG/01 o 22/S, oppure diploma di laurea del vecchio ordinamento equivalente), con un punteggio non inferiore a 105/110. Sono ammessi i titoli conseguiti all’estero, purché sia stata presentata domanda di riconoscimento di equivalenza o equipollenza secondo la normativa vigente. Inoltre è richiesta l’iscrizione a un albo degli avvocati in Italia o il possesso del titolo necessario per procedere all’iscrizione.

I candidati ammessi sono quelli che hanno cittadinanza italiana o di un altro Stato UE. A questi ultimi, come previsto dalla legge, sono equiparati i familiari di cittadini dell’Unione europea, i titolari di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, i rifugiati e titolari di protezione sussidiaria. In ogni caso, tutti i soggetti devono godere dei diritti civili e politici anche negli Stati di appartenenza o provenienza e possedere un’adeguata conoscenza della lingua italiana per l’espletamento delle funzioni legali, oltre che l’idoneità fisica a svolgere le mansioni previste dal ruolo e l’assenza di comportamenti incompatibili con le funzioni istituzionali della Banca d’Italia.

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Posti a concorso

I posti messi a concorso dalla Banca d’Italia per il profilo di avvocato sono sei. Le persone assunte saranno inquadrate a tempo indeterminato nel segmento professionale di avvocato (ruolo legale) e presteranno servizio presso il servizio consulenza legale dell’Istituto, con sede a Roma.

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Concorso Banca d’Italia per avvocati: come fare domanda

La procedura di presentazione della domanda per il concorso è telematica, e va inviata entro le ore 12 del 23 marzo 2026, tramite il sito bancaditalia.it, a cui si accede registrandosi. Per poter completare correttamente la procedura, il candidato deve disporre di un indirizzo PEC o domicilio digitale personale per ricevere le comunicazioni ufficiali. Mentre è necessario un documento di identità idoneo e non scaduto sia per la fase di registrazione che per il giorno della prima prova, quando verrà richiesto ai candidati per la conferma dei dati.

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Preselezione per titoli

Nel caso in cui il numero di domande di partecipazione superi le 800 unità, la Banca d’Italia si riserva la facoltà di attivare una fase di preselezione documentale. Tale procedura mira a formare una graduatoria preliminare per individuare i candidati da ammettere alla successiva prova scritta.

La graduatoria viene redatta sommando i punteggi derivanti da specifici titoli accademici e professionali, che devono essere tassativamente posseduti alla data del 23 marzo 2026. Nel dettaglio, il possesso di un dottorato in materie giuridiche conferisce 3 punti, mentre viene attribuito 1 punto per ogni anno di effettiva iscrizione a uno degli albi degli avvocati istituiti in Italia. Il punteggio massimo complessivo ottenibile nella fase di preselezione è pari a 6 punti.

Una volta calcolati i punteggi, il sistema genera un elenco in ordine decrescente. L’accesso alla prova scritta è garantito a coloro che occupano le prime 800 posizioni in graduatoria (e tutti i candidati classificati ex aequo all’800ª posizione. È importante ricordare che il punteggio ottenuto in questa fase ha il solo scopo di determinare l’accesso allo scritto e non concorre alla formazione del punteggio finale della graduatoria di merito.

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Le prove di concorso

La selezione, a Roma, consiste in:

  • 3 prove scritte di natura giuridica;
  • una prova scritta in lingua inglese;
  • una prova orale conclusiva.

Le prove scritte di natura giuridica

Le prove scritte si svolgono in giornate distinte e riguardano la redazione di elaborati tecnici. La commissione stabilisce la durata di ciascuna, fino a un massimo di 5 ore. Le tre tracce prevedono: un atto defensionale a scelta del candidato tra diritto civile o diritto amministrativo, un parere motivato in materia di diritto civile e/o commerciale e parere motivato in materia di diritto amministrativo. È consentita la consultazione di testi normativi solo cartacei, non commentati e non annotati.

Vengono valutati solo gli elaborati di chi ha completato tutte e tre le prove. La correzione avviene in forma anonima. Se un candidato non raggiunge la sufficienza in una prova, la commissione può interrompere la correzione delle successive. Per il superamento è necessario un punteggio di almeno 12/20 in ciascun elaborato. La commissione premia la capacità di sintesi, l’attinenza alla traccia, la chiarezza espositiva, la proprietà linguistica e la solidità del ragionamento critico.

La prova d’inglese

Coloro che superano le prove giuridiche sono ammessi alla prova di inglese. Quest’ultima consiste nella traduzione di un testo (dall’italiano all’inglese o viceversa) o nella sintesi/redazione di un breve elaborato su temi giuridici o economici. Si svolge nella medesima giornata della prova orale e prevede l’assegnazione fino a un massimo di 8 punti.

La prova orale

La prova orale consiste in un colloquio multidisciplinare con discussione di casi pratici di: diritto civile, commerciale e amministrativo; diritto processuale civile e amministrativo; diritto penale e processuale penale; diritto del lavoro e dell’Unione europea; diritto delle banche, degli intermediari finanziari e assicurativi.

Durante l’esame potrebbe essere verificata la conoscenza della lingua inglese, oltre le competenze tecniche, la capacità di cogliere interrelazioni tra gli argomenti e la qualità del giudizio critico. La prova è superata con un punteggio di almeno 36/60.

L’esito della prova

I risultati delle prove – giuridiche, inglese e orale – le convocazioni e la graduatoria finale saranno pubblicati nell’area riservata del sito (bancaditalia.it). Lo stesso vale per l’esito della preselezione, che verrà reso noto almeno 15 giorni prima della data fissata per la prova scritta.

Il luogo preciso e le modalità di svolgimento delle prove verranno comunicati tramite avviso pubblicato in Gazzetta Ufficiale, nella sezione speciale “concorsi ed esami”. Qualora circostanze straordinarie e imprevedibili rendessero necessario rinviare lo svolgimento della prova scritta dopo la pubblicazione del calendario, la notizia verrebbe prontamente diffusa in GU.

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La graduatoria finale, il punteggio e lo scorrimento

Al termine di tutte le fasi concorsuali, la commissione esaminatrice procederà alla definizione della graduatoria di merito. L’inserimento in tale elenco è subordinato al conseguimento dell’idoneità, ovvero al raggiungimento dei punteggi minimi in tutte le prove scritte giuridiche e nella prova orale.

Il punteggio finale è il risultato della somma aritmetica dei voti delle 3 prove giuridiche (max 60 punti), del punteggio della prova d’inglese (max 8 punti) e di quello ottenuto nel colloquio (max 60 punti). Teoricamente, il massimo teorico raggiungibile è di 128 punti. In caso di parità di punteggio tra due o più candidati, la precedenza viene accordata alla persona più giovane di età.

La graduatoria finale non serve solo all’individuazione dei 6 vincitori immediati, ma rimane uno strumento a disposizione dell’istituto, che la utilizzerà per l’eventuale scorrimento. In caso di rinuncia alla nomina o mancata presa di servizio dei vincitori, la Banca d’Italia potrà infatti attingere ai candidati idonei seguendo l’ordine di merito. Inoltre, l’istituto si riserva la facoltà di utilizzare la graduatoria per un periodo di due anni dalla data di approvazione per eventuali ulteriori necessità assunzionali.

Per ragioni di privacy, la graduatoria non riporterà i nomi dei candidati, ma i codici identificativi delle domande.

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