Il settore balneare italiano si prepara a una svolta storica. Dopo anni di rinvii e incertezze normative legate alla direttiva europea Bolkestein, il governo ha tracciato il percorso per la messa a gara delle concessioni balneari. Durante un question time alla Camera, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha annunciato la definizione di un “bando-tipo”, uno schema di riferimento che sarà adottato ufficialmente entro la fine di marzo all’interno del decreto-legge Infrastrutture.
Bando concessioni balneari: il modello e cosa prevede
Il bando-tipo nasce con l’obiettivo di fornire alle amministrazioni locali (Comuni e Regioni) linee guida omogenee per gestire le procedure concorsuali. La strategia dichiarata dal ministero è quella di “evitare che i grandi mangino i piccoli”. Per fare questo, il modello prevede la suddivisione in lotti delle concessioni, facilitando così la partecipazione delle microimprese e delle realtà a gestione familiare che storicamente caratterizzano il litorale italiano. Tra i criteri premiali inseriti nel documento per valorizzare l’attuale tessuto imprenditoriale ci sono:
- esperienza maturata, un riconoscimento del valore del lavoro svolto dai concessionari storici;
- stabilità occupazionale, ovvero garanzie per i lavoratori del comparto;
- valorizzazione del territorio, investimenti legati alle specificità culturali ed enogastronomiche locali;
- accessibilità, un focus particolare sulla fruibilità delle spiagge per le persone con disabilità.
Il braccio di ferro con Bruxelles sugli indennizzi
Il punto più critico del provvedimento resta quello degli indennizzi per i concessionari uscenti. Secondo la normativa italiana, chi perde la gestione dopo una gara dovrebbe essere compensato per gli investimenti non ancora ammortizzati. Tuttavia, la Commissione europea ha sollevato forti obiezioni, sostenendo che tali rimborsi potrebbero alterare la libera concorrenza.
“Questo non significa ledere la concorrenza – ha ribattuto Salvini -, ma garantire continuità alle imprese e dare regole certe al settore”. La posta in gioco è altissima: parliamo di un patrimonio che conta oltre 12.000 concessioni e circa 60.000 addetti, un pilastro del turismo nazionale.
Le scadenze per le attuali concessioni balneari: l’estate 2026 e il traguardo 2027
Nonostante i recenti tentativi parlamentari di introdurre ulteriori proroghe (facendo leva sulle procedure di infrazione in corso in altri Paesi come Spagna e Grecia), il calendario sembra ormai segnato. Grazie al decreto Milleproroghe, gli attuali gestori potranno operare regolarmente per la stagione estiva 2026.
Le nuove regole e i subentri dei vincitori dei bandi dovrebbero diventare effettivi a partire dal 1° ottobre 2026, con l’obiettivo di completare il rinnovo totale di tutte le concessioni entro il 30 settembre 2027.
L’incognita della mappatura
Sullo sfondo rimane aperta la questione della mappatura delle coste. Stabilire quanta parte del litorale sia effettivamente sfruttabile e quali porzioni debbano essere mantenute libere è fondamentale per determinare l’ampiezza e il numero dei lotti. Sebbene le Regioni siano chiamate da tempo a completare questo censimento, i lavori procedono a rilento, aggiungendo un ulteriore elemento di complessità a una riforma che promette di cambiare radicalmente il volto delle vacanze italiane.












Redazione
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