Nuova asta BTP 25 febbraio 2026: rendimento, costi e calendario

Per la sottoscrizione dei nuovi titoli sia i risparmiatori sia gli intermediari finanziari devono rispettare tempistiche e scadenze precise

Adv

BTP BTP€i asta novembre

Il ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) ha confermato l’emissione di due buoni del tesoro (BTP) a medio e lungo termine. L’assegnazione dei titoli avviene attraverso il meccanismo dell’asta marginale, presso la Banca d’Italia. I BTP, essendo titoli a cedola fissa, pagano interessi semestrali posticipati. In questo caso, il guadagno per l’investitore è dato dalle cedole periodiche (gli interessi pagati dallo Stato) e lo scarto di emissione, ovvero la differenza tra il valore rimborsato alla scadenza e il prezzo di aggiudicazione in asta.

Asta BTP 25 febbraio 2026: calendario e scadenze

Per i risparmiatori interessati all’acquisto dei nuovi titoli di Stato, la fase operativa è giĂ  nel pieno del suo svolgimento. La finestra per la sottoscrizione è aperta fino al 25 febbraio 2026 e chiunque desideri partecipare può prenotare la quota desiderata attraverso il proprio sportello bancario di riferimento o utilizzando le funzioni dedicate nei sistemi di home banking. Si tratta di una fase di prenotazione, necessaria affinchĂ© la banca possa aggregare tutte le richieste dei propri clienti.

Il giorno seguente, il 26 febbraio, entro le ore 11, si svolge l’asta principale rivolta agli operatori abilitati, che possono inviare le loro domande alla Banca d’Italia per aggiudicarsi i titoli messi in offerta. Solo gli specialisti che prendono parte a quest’asta possono poi accedere, il 27 febbraio 2026 entro le ore 15.30, alla finestra supplementare. Il 2 marzo 2026 è invece il giorno del regolamento, ovvero la data in cui avviene l’effettivo addebito del denaro e la consegna dei titoli ai sottoscrittori.

I titoli disponibili, scadenze e rendimenti

In questa sessione sono stati messi a disposizione tre diversi strumenti finanziari. Per chi guarda al medio periodo, è disponibile un BTP a 5 anni che scadrà il 1° febbraio 2031. Questo titolo garantisce una cedola annuale fissa del 2,85%, che viene distribuita attraverso pagamenti semestrali. Chi preferisce invece un orizzonte temporale più lungo può orientarsi sul BTP a 10 anni, la cui scadenza è fissata al 1° febbraio 2036. Trattandosi di un impegno più duraturo, la cedola annuale offerta è superiore e pari al 3,45%.

Infine, l’offerta include i CCTeu, che si distinguono dai precedenti per la loro natura variabile. Questo titolo, che scadrĂ  il 15 aprile 2035, non ha una cedola fissa ma è indicizzato all’andamento dei tassi di mercato Euribor. Attualmente, il tasso annualizzato per questo strumento è indicato al 2,903%.

I costi di sottoscrizione

Il MEF ha stabilito che gli intermediari finanziari possono applicare onere di intermediazione sulla clientela per queste operazioni. Il risparmiatore pagherĂ  quindi il prezzo stabilito durante l’asta, che potrebbe essere pari, superiore o inferiore a 100 (il valore nominale), piĂą l’eventuale costo delle commissioni.

Il MEF riconosce agli operatori una percentuale sull’importo nominale sottoscritto nelle aste ordinarie, pari allo 0,150% per il BTP a 5 anni, allo 0,200% per il BTP a 10 anni e allo 0,15% per il CCTeu. Tuttavia, sebbene non vi siano commissioni, l’esborso totale al momento del regolamento (fissato per il 2 marzo 2026) comprende, oltre al prezzo di aggiudicazione, i dietimi d’interesse. Questi rappresentano la quota di interessi che il titolo ha giĂ  maturato prima ancora che l’investitore lo riceva materialmente nel proprio portafoglio. PoichĂ© i titoli producono interessi ogni giorno, chi li acquista deve riconoscere allo Stato la parte di guadagno accumulata tra l’ultima data di pagamento della cedola e il giorno in cui avviene l’acquisto effettivo.

In questa specifica operazione, per i BTP a 5 e 10 anni sono stati calcolati 29 giorni di interessi giĂ  maturati (circa 2,26 euro per ogni 1.000 euro investiti). Per i CCTeu a tasso variabile, il periodo di interessi accumulati è piĂą lungo e corrisponde a 138 giorni (circa 2,74 euro per ogni 1.000 euro investiti). Questo importo non è un costo a fondo perduto. L’investitore lo anticipa ora per poi incassare l’intera cedola semestrale alla scadenza successiva, recuperando così quanto versato inizialmente.

Autore
Foto dell'autore

Redazione

Il team editoriale di Partitaiva.it

Siamo un team di giornalisti, consulenti, commercialisti e altri professionisti che ogni giorni si occupano di temi legati al lavoro, fisco, economia, previdenza e finanza.

Lascia un commento

Continua a leggere

Iscriviti alla Newsletter

Il meglio delle notizie di Partitaiva.it, per ricevere sempre le novitĂ  e i consigli su fisco, tasse, lavoro, economia, fintech e molto altro.

Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.