Bonus Mezzogiorno 2023: nuove agevolazioni per gli investimenti nel Sud Italia

Il bonus Mezzogiorno 2023 offre agevolazioni per gli investimenti nel Sud Italia, con la possibilità di richiedere il credito d'imposta a partire dall'8 giugno 2023, inclusi gli investimenti in beni strumentali nuovi per le strutture produttive nelle regioni del Mezzogiorno.

di Francesca Di Feo

Revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.

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Bonus Mezzogiorno 2023 incentivi
  • Il bonus Mezzogiorno 2023 offre agevolazioni per gli investimenti nel Sud Italia, con la possibilità di richiedere il credito d’imposta a partire dall’8 giugno 2023.
  • Le condizioni di ammissibilità includono un investimento minimo di 500.000 euro e la localizzazione nelle regioni del Mezzogiorno. Bisogna fare attenzione ai settori esclusi.
  • È stata prevista una proroga per le acquisizioni effettuate entro il 31 dicembre 2022, con la scadenza per la presentazione delle comunicazioni entro il 31 dicembre 2023.

Il bonus Mezzogiorno per il 2023 rappresenta un’opportunità per le imprese che intendono investire nel Sud Italia. Si tratta di un credito d’imposta che favorisce l’acquisto di beni strumentali nuovi destinati alle strutture produttive della regione.

L’obiettivo di questa misura è promuovere lo sviluppo economico e ridurre le differenze territoriali tra le diverse aree del Paese. Vediamo nel dettaglio come funziona, come richiederlo e quali sono i criteri da rispettare.

Bonus Mezzogiorno 2023: domande dall’8 giugno

Con un comunicato stampa datato 1 giugno, l’Agenzia delle Entrate ha annunciato che le imprese potranno presentare domanda per il bonus Mezzogiorno a partire da giovedì 8 giugno 2023 e fino al 31 dicembre 2024.

Questa data segna l’inizio del periodo in cui sarà possibile richiedere le seguenti agevolazioni:

  • credito d’imposta nelle Zone economiche speciali (ZES);
  • credito d’imposta nelle Zone logistiche semplificate (ZLS).

È importante notare che il modello e le istruzioni per la presentazione delle domande saranno validi a partire dall’8 giugno. Pertanto, le imprese interessate sono invitate a scaricare il nuovo modello disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Condizioni di ammissibilità per il Bonus Mezzogiorno 2023

Per beneficiare del credito d’imposta previsto dal bonus Mezzogiorno, le imprese devono soddisfare determinate condizioni e criteri di ammissibilità. Questi includono:

  • ammontare minimo dell’investimento: è richiesto un investimento minimo di 500.000 euro;
  • esclusione di alcune attività economiche: le attività economiche nel settore dell’agricoltura, silvicoltura e pesca non sono ammissibili per il bonus;
  • localizzazione nelle regioni meno sviluppate o in transizione: le strutture produttive oggetto dell’investimento devono trovarsi nelle regioni del Mezzogiorno, che includono Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo;
  • riconducibilità agli ambiti della Strategia nazionale di specializzazione intelligente: gli investimenti devono essere coerenti con gli ambiti di specializzazione definiti dalla Strategia nazionale di specializzazione intelligente.

È importante sottolineare che le piccole e medie imprese (PMI) che hanno ricevuto l’autorizzazione alla fruizione del credito d’imposta da parte dell’Agenzia delle Entrate in relazione a progetti di investimento possono beneficiare delle agevolazioni.

Tuttavia, tali progetti sono soggetti a un’istruttoria da parte della Direzione generale per gli incentivi alle imprese, che valuta la co-finanziabilità con le risorse del Programma operativo nazionale (PON) Infrastrutture e Competenze (IC). Un altro incentivo da considerare per il Mezzogiorno è il recente bando MIMIT.

Bonus Mezzogiorno 2023

Novità del modello 2023 per il Bonus Mezzogiorno

Il provvedimento del 1 giugno ha introdotto alcune novità riguardanti il modello per la presentazione delle domande di agevolazione nel 2023. Uno dei cambiamenti principali riguarda la sezione II del modello, dedicata all’indicazione dell’ammontare degli investimenti e del credito d’imposta.

In precedenza, erano presenti vari riquadri con le annualità prestampate dal 2016 al 2022. Tuttavia, con il nuovo modello, è stato introdotto un unico riquadro per gli investimenti effettuati nell’anno agevolabile.

Inoltre, è stato aggiunto uno spazio appositamente dedicato all’indicazione dell’anno agevolabile nel frontespizio del modello.

Questa modifica semplifica la compilazione del documento e riduce la necessità di apportare modifiche al modello in caso di proroghe delle agevolazioni. Sarà sufficiente aggiornare il software di compilazione per consentire l’indicazione dell’anno corrente.

Contenuto del modello aggiornato

Il modello aggiornato per la presentazione delle domande di agevolazione include diverse sezioni e quadri che richiedono l’inserimento di informazioni specifiche. Oltre al frontespizio con i dati dell’impresa e del rappresentante firmatario, sono presenti i seguenti quadri:

  • quadro A: questo quadro raccoglie i dati relativi al progetto d’investimento e al credito d’imposta richiesto;
  • quadro B: in questa sezione vengono forniti i dati sulla struttura produttiva oggetto dell’investimento;
  • quadro C: il quadro C contiene l’elenco dei soggetti sottoposti alla verifica antimafia;
  • quadro D: questa sezione richiede l’indicazione delle altre agevolazioni concesse o richieste, compresi gli aiuti de minimis.

L’aggiornamento del modello è finalizzato a semplificare la compilazione e la presentazione delle domande, garantendo al contempo un’adeguata raccolta di informazioni per valutare l’ammissibilità e l’erogazione del credito d’imposta.

Proroga per acquisizioni effettuate entro il 31 dicembre 2022

È importante tenere presente che per i soggetti che intendono beneficiare del credito d’imposta per le acquisizioni effettuate entro il 31 dicembre 2022, è ancora possibile utilizzare il modello precedente approvato con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 14 aprile 2017, come modificato successivamente.

Tuttavia, queste comunicazioni devono essere inviate entro e non oltre il 31 dicembre 2023. Una volta scaduto tale termine, non sarà più possibile presentare comunicazioni relative agli acquisti effettuati entro il 31 dicembre 2022.

È importante rispettare le scadenze e le modalità di presentazione delle domande e delle comunicazioni per garantire la corretta fruizione del credito d’imposta e l’ottenimento delle agevolazioni previste.

Il bonus Mezzogiorno per il 2023 rappresenta un’opportunità significativa per le imprese che desiderano investire nel Sud Italia. La proroga della misura offre un periodo aggiuntivo per beneficiare del credito d’imposta per gli investimenti nelle regioni del Mezzogiorno.

Le nuove disposizioni sul modello di domanda semplificano la compilazione e la presentazione delle richieste, mentre la proroga per le acquisizioni effettuate entro il 2022 offre un’opportunità supplementare per le imprese che intendono beneficiare delle agevolazioni.

Bonus Mezzogiorno 2023 – Domande frequenti

Cosa rientra nel credito d’imposta del Mezzogiorno?

Nel credito d’imposta del Mezzogiorno rientra l’acquisto di beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive nelle regioni del Sud Italia, come Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo. Scopri qui come funziona.

Come usufruire del bonus Mezzogiorno?

Per ottenere il credito d’imposta, è necessario inviare una comunicazione all’Agenzia delle Entrate, indicando i dettagli degli investimenti ammissibili e richiedendo l’autorizzazione per usufruire del relativo credito d’imposta.

Come si utilizza il credito imposta Mezzogiorno?

Il credito d’imposta Mezzogiorno può essere utilizzato esclusivamente tramite il modello F24, attraverso il meccanismo di compensazione. È possibile effettuare la compensazione utilizzando Entratel, nel caso in cui si abbia un intermediario incaricato, oppure tramite Fisconline, utilizzando il proprio PIN dell’Agenzia delle Entrate.

Autore
Classe 1994, immediatamente dopo gli studi ho scelto di intraprendere una carriera nel Project Management in ambito di progetti Erasmus+ per EPS. Questo mi ha portato ad approfondire in particolare le tematiche inerenti alla fiscalità delle PMI, anche se la mia area di expertise risulta oggi molto più ampia in questo ambito. Oggi sono copywriter freelance appassionata di scrittura e di innovazione per le piccole e medie imprese.
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Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 20 Maggio 2024
Commercialista dal 🧗🏾‍♀️secondo millennio, innovatore professionale nel terzo millennio🏃🏾‍♂️. Il futuro della professione del commercialista nel mio ultimo libro "dalla società alla rete tra professionisti".

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