La manovra 2026 ha confermato il bonus Giorgetti, un incentivo che promette un aumento dello stipendio netto di circa il 10% per chi decide di rimandare il pensionamento. Ecco come si calcola, i requisiti per riceverlo e la data di accredito.
Bonus Giorgetti, a chi spetta
Il bonus Giorgetti è un incentivo per lavoratori dipendenti – pubblici e privati – che entro il 31 dicembre 2026 maturano i requisiti per la pensione anticipata ordinaria, ma che hanno scelto di restare a lavoro.
Come funziona
Il bonus consiste in uno sgravio contributivo che si traduce in un aumento in busta paga: il lavoratore non dovrà più versare la quota di contributi all’INPS, che nel caso degli scritto al Fondo pensioni lavoratori dipendenti è del 9,19% del loro mensile, e la ritroverà direttamente a sua disposizione. Nel caso di uno stipendio di 2.500 euro lordi al mese, per esempio, si possono ottenere circa 300 euro in più.
Lo Stato rinuncia quindi a incassare i contributi previdenziali a carico del lavoratore, che vengono invece versati direttamente nella sua busta paga. La quota di contributi versata dal datore di lavoro continua invece a confluire nel montante contributivo, quindi la pensione futura non subisce penalizzazioni. Il beneficio viene erogato fino alla perdita dei requisiti.
Bonus Giorgetti, i requisiti per ottenerlo
Per ottenere il bonus Giorgetti occorre non aver raggiunto l’età per la pensione di vecchiaia ma aver maturato i requisiti per la pensione anticipata (41 anni e 10 mesi di età per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini). Se si verificano queste condizioni, per essere beneficiari, i lavoratori devono decidere di continuare a lavorare, risultare iscritti all’assicurazione generale obbligatoria oppure a forme sostitutive o esclusive e, inoltre, non percepire nessun tipo di pensione diretta. L’eventuale assegno di invalidità non fa perdere il diritto
Come richiederlo e quando arriva
Per ricevere l’incentivo, i lavoratori del privato devono presentare domanda all’INPS tramite il portale online, il contact center o i patronati. Dopo avere ricevuto la domanda, l’Istituto verifica il raggiungimento da parte del lavoratore dei requisiti minimi e, entro 30 giorni, comunica l’esito della domanda tramite il servizio denominato “comunicazione bidirezionale”, accessibile dal cassetto previdenziale delle aziende e dei consulenti.











Redazione
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