Il ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) riapre i mercati l’8 gennaio 2026 con il primo calendario di emissioni di BOT e BTP, puntando a raccogliere oltre 38 miliardi di euro nel primo trimestre. Le operazioni iniziano con l’asta dei buoni ordinari del tesoro (BOT annuali). A seguire sarà possibile sottoscrivere anche i buono del tesoro poliennale (BTP) a lungo, medio e breve termine. Si conoscono già le date dei prossimi mesi.
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Calendario aste BTP e BOT: le date di gennaio 2026
Il calendario delle emissioni si apre con l’asta dei BOT annuali, fissata il 9 gennaio 2026, per chi cerca un investimento a dodici mesi. Si prosegue poi la settimana successiva, il 13 gennaio, con i BTP a medio-lungo termine, con scadenze a 3 e 7 anni e cedole fisse nel tempo.
Il 27 gennaio 2026 il Tesoro offrirà invece i BTP short term insieme ai BTPI indicizzati all’inflazione. Il giorno seguente, il 28 gennaio, sarà il turno dei BOT semestrali. Il ciclo si chiuderà infine il 29 gennaio con l’asta dei BTP a lungo termine, titoli con scadenza decennale.
Quanto rendono oggi BOT e BTP
Per i BOT annuali in emissione il 9 gennaio, le previsioni indicano un rendimento compreso tra il 2,1% e il 2,2%. I BTP a 3 anni hanno un tasso lordo del 2,35%, mentre per quelli a 7 anni è maggiore e si attesta al 3,05%.
Il rendimento del BTP short term è invece stimato al 2,22%, superando quello dei BTPI che si ferma tra l’1% e l’1,5%. Tuttavia il valore di questi ultimi, essendo indicizzati all’andamento del mercato, aumenta proporzionalmente all’inflazione, per cui i guadagni posso essere maggiori se questa torna a salire in Europa. Infine, per l’emissione di fine mese, le previsioni indicano un rendimento tra l’1,95% e il 2,05% per i BTP semestrali e intorno al 3,5% per i BTP con scadenza a 10 anni.
| Titolo | Scadenza | Rendimento lordo stimato |
| BOT 12 mesi | Gennaio 2027 | 2,18% |
| BOT 6 mesi | Luglio 2026 | 2% |
| BTP 3 anni | 2029 | 2,35% |
| BTP 7 anni | 2033 | 3,05% |
| BTP 10 anni | 2036 | 3,50% |
| BTP short term | 2028 | 2,22% |
In tutti questi casi, comunque, resta il vantaggio competitivo garantito dal regime fiscale agevolato. Poiché la ritenuta sui guadagni è fissata al 12,5%, contro il 26% applicato a conti deposito e azioni.
Chi può partecipare alle aste e come investire
L’accesso alle aste è garantito a tutti i risparmiatori residenti in Italia e all’estero. I piccoli investitori possono sottoscrivere i titoli attraverso la propria banca, presso gli uffici postali o tramite le piattaforme di trading online abilitate all’accesso sul mercato MOT (mercato telematico delle obbligazioni). Per i titoli in asta il 9 gennaio 2026, la prenotazione da parte dei privati deve essere effettuata l’8 gennaio. Il taglio minimo investibile è pari a 1.000 euro.










Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it