Il ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) ha confermato l’emissione di due buoni ordinari del tesoro (BOT) a 3 e 12 mesi, per un’offerta complessiva pari a 10 miliardi di euro. L’assegnazione dei titoli avviene attraverso il meccanismo dell’asta competitiva, presso la Banca d’Italia. I BOT, essendo titoli a scarto d’emissione, non pagano cedole periodiche. In questo caso, il guadagno per l’investitore è dato dalla differenza tra il prezzo di acquisto scontato (“sotto la pari”) e il valore nominale di rimborso a scadenza.
Indice
Asta BOT 9 aprile 2026: calendario e scadenze
Per i risparmiatori interessati all’acquisto dei nuovi titoli di Stato, la fase operativa è già nel pieno del suo svolgimento. La finestra per la sottoscrizione rimane aperta per tutta la giornata di mercoledì 8 aprile 2026 e chiunque desideri partecipare può prenotare la quota desiderata attraverso il proprio sportello bancario di riferimento o utilizzando le funzioni dedicate nei sistemi di home banking. Si tratta di una fase di prenotazione, necessaria affinché la banca possa aggregare tutte le richieste dei propri clienti.
Giovedì 9 aprile 2026 parte invece dell’asta vera e propria gestita da Banca d’Italia. Entro le ore 11, le banche e gli operatori abilitati trasmettono telematicamente al Ministero dell’Economia le domande di sottoscrizione complessive, includendo sia i quantitativi prenotati dai propri clienti il giorno precedente, sia quelli per il proprio portafoglio.
Successivamente, il 10 aprile 2026 entro le 15:30, si svolge una fase di collocamento supplementare dedicata esclusivamente agli operatori specialisti del settore. L’intera procedura giunge a compimento il 14 aprile 2026, data in cui avviene il regolamento dell’operazione, ovvero l’effettivo addebito delle somme investite e la contestuale consegna dei titoli nel portafoglio del sottoscrittore.
Come funziona
Il 9 aprile, ciascun operatore può presentare fino a un massimo di cinque richieste di acquisto, con un importo minimo di sottoscrizione fissato a 1.000 euro per il risparmiatore.
Asta BOT 9 aprile: l’ISIN
L’offerta del Tesoro per questa tornata si concentra sull’emissione di due buoni ordinari del tesoro. Il primo titolo, identificato dal codice ISIN IT0005704454, ha una durata di 91 giorni e scadrà il 14 luglio 2026. L’importo offerto dal ministero per questa tranche è di 2.500 milioni di euro. Il secondo titolo, con codice ISIN IT0005704447, presenta invece una durata più lunga, pari a 365 giorni, con scadenza fissata il 14 aprile 2027. In questo caso, l’importo messo all’asta è superiore, arrivando a 7.500 milioni di euro.
Commissioni bancarie e regime fiscale
Il MEF stabilisce per legge dei tetti massimi alle commissioni che le banche possono applicare ai clienti in sede di sottoscrizione, calcolati sul prezzo medio ponderato d’asta. Questi sono pari allo 0,05% per il titolo con durata di 91 giorni e allo 0,15% per il titolo con durata di 365 giorni.
Il contenimento di questi costi ha lo scopo di proteggere il rendimento finale per il risparmiatore, evitando che le spese di gestione riducano eccessivamente il guadagno effettivo. In linea con questo approccio orientato alla tutela dell’investimento in titoli di stato, la normativa prevede per i BOT anche un trattamento fiscale di favore. Il rendimento generato è infatti soggetto a una tassazione agevolata del 12,5% (che sostituisce l’aliquota ordinaria del 26% solitamente applicata ad altre tipologie di rendite finanziarie).
Quali sono i rendimenti attesi
I rendimenti definitivi dell’asta dei BOT del 9 aprile 2026 non sono ancora disponibili, in quanto verranno stabiliti solo durante lo svolgimento dell’asta stessa. Secondo le procedure del ministero dell’Economia e delle Finanze, il rendimento di questi titoli viene determinato attraverso un’asta competitiva, in cui gli operatori abilitati presentano le loro offerte specificando i rendimenti desiderati. Solo al termine di questo processo sarà possibile conoscere il prezzo medio ponderato e, di conseguenza, il rendimento annuo lordo assegnato a ciascuno dei due titoli in emissione.
Le tendenze di mercato più recenti mostrano rendimenti che si sono stabilizzati intorno alla soglia del 3% – 3,5% annuo.









Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it