Negli ultimi anni la Grecia ha adottato una serie di incentivi e misure fiscali favorevoli per i nomadi digitali, trasformandosi da meta preferita per le vacanze estive in meta ideale per il lavoro da remoto. Soprattutto nel periodo successivo alla pandemia, sempre più lavoratori e partite IVA hanno abbattuto i confini dell’ufficio e hanno deciso di viaggiare per il mondo con un laptop in mano e uno zaino in spalla. Grazie alle procedure amministrative semplificate, ai pacchetti internet veloci, alle spiagge e al patrimonio culturale per cui è famosa nel mondo, la Grecia è diventata una meta ideale per i nomadi digitali, ai quali riserva numerose agevolazioni fiscali come una tassazione al 50% del reddito prodotto per 7 anni. Ma come funziona l’incentivo e quali sono i requisiti per sfruttarlo?
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La Grecia è diventata la meta ideale per i nomadi digitali
I nomadi digitali sono quei lavoratori autonomi o freelance che non hanno bisogno di una sede fisica per svolgere la propria professione e che scelgono di viaggiare per il mondo sfruttando agevolazioni e pacchetti di singoli Paesi. In Grecia questo fenomeno è in forte espansione: se inizialmente circa 1.700 persone avevano aderito al programma (nel 2020), il numero è poi salito a 44.000 e Atene è entrata nella top 10 delle capitali mondiali per nomadi digitali.
La Grecia offre infatti numerose agevolazioni per chi desidera svolgere il proprio lavoro da remoto nel Paese: per attrarre talenti e capitali sul territorio, quindi, ha deciso di investire in questo senso. Soprattutto negli ultimi anni sono nate numerose iniziative (anche a Creta e nelle isole minori) che spingono sempre più professionisti e partite IVA a trasferirsi sul territorio, grazie a spazi di co-working, pacchetti internet veloci, possibilità di fare network e creare forti relazioni professionali, oltre alle agevolazioni sui redditi prodotti all’estero.
È quello che è successo anche a Giuseppe Funicello, freelance italiano che ha scelto Syros, nell’arcipelago delle Cicladi, come base di lavoro insieme alla sua compagna. “Eravamo già stati in Grecia, quindi ci saremmo tornati volentieri – racconta a Partitaiva.it -. Poi abbiamo trovato una startup canadese che stava lanciando un servizio per famiglie nomadi digitali, con coworking, scuola e appartamento. Lì abbiamo capito che era la destinazione giusta”.
Visto per nomadi digitali: chi può ottenerlo e come
Per lavorare da remoto in Grecia occorre conoscere e soddisfare la normativa della Legge n. 4825/21, in vigore dal 4 settembre 2021, che ha introdotto il concetto di nomade digitale nella legislazione greca.
Il visto per nomadi digitali riconosce ai professionisti la residenza legale all’interno del territorio greco, senza alcun diritto di accesso al lavoro dipendente greco o all’attività commerciale in Grecia in alcun modo. Il Digital Nomad Visa è il documento più richiesto dai nomadi digitali perché consente di lavorare da remoto per aziende o clienti al di fuori della Grecia. I requisiti chiave per ottenerlo sono:
- reddito mensile dimostrabile di almeno 3.500 euro netti, che aumenta progressivamente con i familiari a carico (+700 euro al mese per coniuge e 525 euro al mese per ogni figlio);
- possesso di un passaporto valido, di un contratto di lavoro o accordi con clienti esteri, assicurazione sanitaria privata valida in Grecia e certificato penale;
- dichiarazione che il lavoro non coinvolgerà datori di lavoro o clienti greci;
- pagamento della tassa per il visto nazionale di 75 euro e spese amministrative di 1.000 euro.
Il visto concede al professionista a possibilità di soggiornare fino a 12 mesi, estendibile fino a 24 tramite permesso di soggiorno. Ci sono anche altre tipologie di visto che si differenziano per contratto di lavoro, categoria professionale o specializzazione del lavoratore.
Detrazione fiscale del 50% per 7 anni: come funziona davvero in Grecia
Il sistema greco prevede anche una riduzione dell’imposta sul reddito del 50% valida per 7 anni: questa agevolazione è stata introdotta per frenare il fenomeno della “fuga di cervelli” e soprattutto per attrarre capitali sul territorio. La normativa si applica nel caso in cui il lavoratore si trasferisca a lavorare in Grecia, come dipendente o autonomo, consentendo una tassazione del 50% del reddito percepito da coloro che sono lavoratori autonomi o neoassunti in posizioni create in Grecia già nel 2021.
Considerando che la Grecia applica un’aliquota fiscale del 44% per qualsiasi guadagno superiore a 40.000 euro, questo regime favorisce i lavoratori che intendono trasferire la residenza fiscale sul territorio.
Per esempio, un professionista con un reddito lordo di 60.000 euro l’anno avrà una base imponibile ridotta a 30.000 euro, con un immediato risparmio sulle tasse. L’agevolazione si applica solo a persone che non erano fiscalmente residenti in Grecia e purché dichiarino di rimanere sul territorio per i successivi 7 anni.
Quanto costa vivere in Grecia?
Il costo della vita in Grecia è più basso rispetto ad altri Paesi europei: basti pensare che è generalmente inferiore del 20-30% rispetto all’Italia, ma ciò non significa che il trasferimento sia sempre conveniente. Alcune città risultano più convenienti ed efficienti rispetto ad altre.
Un aspetto spesso sottovalutato nella scelta di lavorare dalle isole greche è la connettività. Funicello è diretto: “Nelle isole le disconnessioni sono frequenti. Mi autogestisco, uso anche solo l’hotspot del telefono, ma mi sono dotato anche di Starlink Mini per avere autonomia e certezza”. Un investimento che, per chi lavora con clienti esteri e call continue, può fare la differenza tra una giornata produttiva e un disastro.
Una persona sola può vivere comodamente ad Atene con uno stipendio compreso tra 1.200 e 1.800 al mese, comprensivi di affitto, cibo, trasporti e svago; mentre nelle città più piccole e sulle isole possono bastare circa 1.200-1.400 euro al mese. Per una coppia le spese aumentano fino a 2.000-2.500 euro al mese tra affitto, utenze, spesa alimentare e altre spese aggiuntive. I prezzi variano comunque da città a città.
Le migliori città greche dove lavorare da remoto
Chi sceglie il Paese ellenico come base per il lavoro da remoto ha davanti un ventaglio di opzioni molto diverse tra loro per ritmo, costi, connettività e tipo di comunità. Atene è la città per eccellenza per nomadi digitali: offre una serie di sevizi utili a chi lavora da remoto come una connessione ad internet stabile, numerosi spazi di co-working e una comunità internazionale.
Salonicco è la seconda città greca per dimensioni ma la prima per atmosfera: è la meta ideale per chi cerca un contesto urbano senza il ritmo frenetico di una grande città. Creta merita invece un discorso a parte: l’isola più grande della Grecia ha investito attivamente nell’attrazione di nomadi digitali con il programma Work from Crete, che abbina incentivi locali a una qualità della vita difficile da trovare altrove.
Le Cicladi (Syros, Paros, Naxos) rappresentano invece la frontiera più autentica del nomadismo digitale in Grecia. Syros in particolare, capoluogo dell’arcipelago, è una di quelle mete che chi ci arriva difficilmente dimentica. Come racconta Funicello, che lì ha trascorso un periodo di lavoro con la sua compagna, “è un’isola spettacolare, perfetta per le famiglie. La presenza di altre famiglie in worldschooling per noi è un fattore fondamentale”. Proprio a Syros una startup canadese ha lanciato un pacchetto integrato per famiglie nomadi digitali, con coworking, appartamento e scuola.
Conviene davvero trasferirsi in Grecia?
Trasferirsi in Grecia conviene per chi cerca un clima mite e ritmi decisamente rilassati. Tuttavia, il costo della vita è aumentato negli ultimi anni e per ottenere il visto specifico per nomadi digitali è richiesto un reddito netto mensile dimostrabile di almeno 3.500 euro.
Dal punto di vista fiscale, la Grecia offre un’agevolazione più lunga (7 anni contro i 5 italiani previsti dal regime impatriati italiano), non impone tetti massimi al reddito esentabile e, soprattutto, non richiede titoli di studio o qualifiche speciali per accedere al bonus.
Tuttavia, la vera chiave per la convenienza del trasferimento risiede nella residenza effettiva: per mantenere il diritto allo sconto del 50% ed evitare contestazioni di doppia imposizione, è fondamentale vivere fisicamente nel Paese per almeno 183 giorni all’anno, rendendo questo regime ideale per chi vuole davvero stabilirsi nel territorio ellenico e non solo usarlo come base d’appoggio temporanea.
Che si scelga o meno di sfruttare l’agevolazione fiscale, il messaggio è chiaro: “Qualunque partita IVA che non abbia problemi a spostarsi dovrebbe sfruttare questa possibilità per conoscere il mondo – conclude Funicello -. È un ottimo modo anche solo per vivere i luoghi nel loro periodo migliore, evitando le stagioni più difficili. Per questo la Grecia si presta particolarmente bene”.












Laura Pellegrini
Giornalista e content editor