Le equazioni marketing digitale/e-commerce e passaparola/negozi fisici non hanno più senso di esistere. Il primo contatto tra cliente e negozio avviene ormai online, anche se si tratta di un negozio fisico sul territorio: Il 98% dei consumatori (in pratica la totalità) infatti utilizza lo smartphone per informarsi su attività locali, prima di decidere dove andare, secondo le ultime statistiche di Ranktracker. Internet e social media sono diventati il punto di riferimento quotidiano per intercettare chi sta cercando proprio quel prodotto o servizio nelle vicinanze. Partitaiva.it ha analizzato strumenti e azioni che funzionano per portare clienti in negozio, senza disperdere budget. E ha raccolto il punto di vista di esperti del settore per individuare le più efficaci strategie digitali applicabili anche alle piccole attività locali.
Indice
- Local marketing: farsi trovare quando il cliente cerca
- “Essere presenti dove sono i clienti”: l’analisi di Veronica Gentili sul marketing locale
- Drive-to-store: come portare clienti nel negozio fisico
- In store digital marketing: quando online e offline si incontrano in negozio
- Fidelizzazione: trasformare un cliente occasionale in cliente abituale
- Misurare i risultati: capire cosa funziona davvero
Local marketing: farsi trovare quando il cliente cerca
Prima di entrare in un punto vendita, i clienti controllano recensioni, foto, orari e servizi direttamente dal web. Quasi il 46% delle ricerche su Google ha un intento locale e, secondo il report, il 76% delle persone che effettua una ricerca “vicino a me” visita poi il negozio entro 24 ore.
Dati che spiegano perché la presenza online sia diventata la prima vera vetrina anche per le attività di quartiere. Lo strumento più importante resta il profilo aziendale su Google, oggi Google Business Profile, che consente di apparire nelle ricerche geolocalizzate e su Google Maps. In questo contesto diventano fondamentali anche la local SEO, cioè l’ottimizzazione dei contenuti online con parole chiave legate al territorio, e la gestione delle recensioni, che oggi influenzano in modo diretto la reputazione e la visibilità di un’attività locale.
“Essere presenti dove sono i clienti”: l’analisi di Veronica Gentili sul marketing locale
Secondo Veronica Gentili, esperta di social media marketing e consulente per aziende e professionisti, il punto di partenza è comprendere dove si trovano i potenziali clienti e come intercettarli. “Le persone oggi cercano attivamente online servizi e attività locali. Vogliono capire qual è il negozio migliore a cui rivolgersi, confrontano opzioni e raccolgono informazioni prima di decidere – specifica la manager -. In media le persone passano più di due ore al giorno sui social media. Questo significa che i nostri clienti sono lì, e noi dobbiamo essere presenti negli spazi in cui trascorrono il loro tempo”.
“Non ha più molto significato parlare di online e offline come se fossero due mondi separati – precisa Gentili -. In realtà viviamo in un contesto ibrido di on-life: siamo online mentre facciamo attività nella vita reale e viceversa. Per questo diventa ancora più importante per un’attività locale essere presente nello spazio digitale, perché è lì che il cliente si informa, confronta le opzioni e prende decisioni”.
In altre parole, anche se la vendita avviene in negozio o nello studio professionale, il percorso che porta il cliente alla scelta passa spesso dal digitale. “La prima cosa da fare è prendere il controllo della propria scheda su Google -aggiunge l’esperta -. È il luogo in cui le persone trovano informazioni sull’attività, leggono le recensioni e consultano orari e servizi. Spesso esiste già perché viene creata dagli utenti, quindi conviene gestirla e aggiornarla”.
Un secondo elemento importante è avere uno spazio online proprietario. “Consiglio sempre di avere anche un piccolo sito web. Non serve più il sito complesso di una volta con tante pagine. Anche una semplice one page può bastare: una pagina con chi siamo, cosa facciamo, i servizi offerti, gli orari e un modulo di contatto – suggerisce la consulente -. Un ristorante, ad esempio, dovrebbe avere online orari aggiornati e il menu. Un parrucchiere può presentare i servizi e i prezzi. Ma vale anche per un nutrizionista, uno psicologo o un avvocato: un sito lascia una traccia professionale e permette alle persone di capire subito chi siamo”.
Solo dopo aver costruito queste basi ha senso valutare la presenza sui social network. “Per molte attività locali i canali più utili restano Facebook e Instagram, anche perché permettono di fare campagne pubblicitarie geolocalizzate”. Il punto è che molti imprenditori cercano di gestire in autonomia la presenza digitale, ma secondo Gentili non sempre è la scelta più efficace. “Le professioni del digitale richiedono competenze specifiche e aggiornamento continuo. Se si vuole fare un lavoro serio, spesso è necessario rivolgersi a un professionista”.
Questo vale soprattutto per il posizionamento sui motori di ricerca. “Le persone non cercano il nome di un professionista che non conoscono. Cercano il servizio di cui hanno bisogno. Anche la SEO è diventata molto più complessa rispetto a qualche anno fa, e oggi si intreccia con nuovi strumenti e modalità di ricerca. Per questo servono strategie basate sulle parole chiave e sul posizionamento online”, conclude.
Drive-to-store: come portare clienti nel negozio fisico
Le ricerche con intento locale sono numerose ma non solo: sono anche le più preziose perché rappresentano quelle con la maggiore probabilità di conversione. Secondo dati analizzati da Google, circa il 28% delle ricerche locali porta direttamente a un acquisto e la pubblicità geolocalizzata resta una delle strategie più efficaci.
Le piattaforme pubblicitarie come Facebook, Instagram o Google Ads permettono infatti di mostrare annunci solo alle persone che si trovano entro un determinato raggio chilometrico dal negozio. In questo modo, è possibile visualizzare una promozione proprio da chi si trova nelle vicinanze e potrebbe decidere di entrare in negozio.
Lo store locator, una mappa integrata nel sito che permette agli utenti di trovare rapidamente il punto vendita più vicino, è uno strumento sempre più strategico nel collegare ricerca online e visita in negozio. Secondo Google Maps Platform, aiutare i clienti a individuare facilmente il negozio più vicino è un elemento fondamentale per costruire la relazione con il brand e migliorare l’esperienza d’acquisto.
Accanto agli strumenti digitali, molti negozi stanno riscoprendo il valore degli eventi in presenza, come workshop, presentazioni di prodotto o iniziative tematiche. Integrati con campagne social, newsletter e promozioni locali, questi appuntamenti rafforzano la relazione con i clienti e incentivano il traffico pedonale, inserendosi in una strategia sempre più orientata all’integrazione tra online e offline.
In store digital marketing: quando online e offline si incontrano in negozio
Secondo Google Inside Adwords, oltre il 70% dei clienti utilizza lo smartphone anche mentre si trova in un punto vendita per cercare informazioni o confrontare prodotti. Questo significa che il marketing digitale non si ferma all’ingresso del negozio, ma può continuare anche all’interno dello spazio fisico.
Una delle strategie più diffuse è il wi-fi marketing. Offrire una connessione gratuita in cambio della registrazione con email o social permette di raccogliere contatti utili per future comunicazioni commerciali. Molti negozi stanno introducendo anche totem digitali o tablet per mostrare l’intero catalogo dei prodotti, inclusi quelli non presenti in esposizione. Questo approccio è particolarmente utile nei settori come moda, arredamento o elettronica. Alcune attività utilizzano inoltre i cosiddetti social wall, schermi che mostrano in tempo reale i post pubblicati dai clienti sui social media mentre si trovano nel negozio. Una strategia che stimola la condivisione online e rafforza il senso di community attorno al brand.
Fidelizzazione: trasformare un cliente occasionale in cliente abituale
Se il digitale è sempre più efficace nel portare persone davanti alla porta di un negozio, la vera sfida è trasformare quella visita in una vendita e successivamente in un ritorno del cliente. Non a caso diversi studi sul marketing mostrano che acquisire un nuovo cliente può costare fino a cinque volte di più rispetto a fidelizzarne uno già esistente (fonte: Harvard Business Review). Per questo, dopo la fase della visibilità, entra in gioco la capacità di costruire un rapporto nel tempo.
A spiegare questo passaggio è Fabrizio Boschetti, sales manager e co-founder di NBF Soluzioni Informatiche e della piattaforma di loyalty Shopping Plus, che distingue due livelli fondamentali della strategia digitale per i negozi fisici: visibilità e relazione.
“Partirei distinguendo due livelli: la visibilità e la relazione, che non sono separati, perché è dalla visibilità che nasce la relazione – spiega Boschetti -. Per quanto riguarda la visibilità, gli strumenti che funzionano davvero sono quelli di Google e i social network, sempre se usati nel modo giusto. Google Business Profile, ad esempio, è spesso sottovalutato: un profilo aggiornato con foto, orari e recensioni recenti fa apparire il negozio nelle ricerche di prossimità, farmacia aperta vicino a me, fioraio domenica ad esempio, con un impatto diretto sugli ingressi in store. I social invece funzionano quando si smette di usarli come volantino digitale – osserva Boschetti -. I contenuti che creano valore, che raccontano il negozio, i prodotti, le persone, attirano i clienti molto più di un post promozionale”.
Una volta che il cliente entra in negozio, però, il digitale può continuare a svolgere un ruolo decisivo. “Un cliente attratto da un contenuto online entra in negozio e, in negozio, uno strumento di fidelizzazione e gestione dei dati fa la differenza: permette di intercettarlo e fidelizzarlo, trasformando ogni acquisto in un punto di contatto – afferma il manager -. Attraverso programmi di loyalty, il cliente accumula punti, riceve sconti, è aggiornato sulle novità. Il negozio costruisce un database reale di persone che hanno già scelto di comprare lì. Il digitale porta le persone alla porta, la loyalty le fa tornare”.
Questo approccio diventa ancora più importante per le piccole attività con budget limitato. Secondo Boschetti, “La priorità assoluta è smettere di disperdere energie su troppi canali. C’è un punto che mi preme sottolineare prima di tutto: ogni budget investito in comunicazione digitale, senza uno strumento CRM di supporto, è budget disperso. Si può fare il post perfetto, comparire su Google, raccogliere consensi. Se però non si sa chi è entrato in negozio, con che frequenza torna e quanto spende, si sta investendo senza una direzione precisa”.
Da dove iniziare? “Il punto di partenza concreto è duplice – sintetizza Boschetti -. Uno: presidiare Google Business Profile e i social con costanza (zero costi, massima visibilità locale). Due: raccogliere i dati dei clienti in modo strutturato, partendo dal punto cassa. Molti negozi hanno centinaia di clienti abituali, ma non hanno modo di raggiungerli direttamente: fidelity card digitale, promozioni personalizzate e un CRM che consente di fare direct marketing mirato (inviare un’offerta solo a chi non torna da 30 giorni, o un messaggio di compleanno con uno sconto dedicato) risolvono questa esigenza. Non serve un grande budget, non servono competenze tecniche avanzate, ma serve una strategia di retention ben impostata. Il negozio di vicinato ha un vantaggio enorme sulla grande distribuzione: la relazione umana. Il digitale non la sostituisce, la amplifica”.
Misurare i risultati: capire cosa funziona davvero
Uno dei principali vantaggi del marketing digitale è la possibilità di misurare con precisione i risultati. Secondo diversi report sul digital marketing, le aziende che utilizzano strumenti di analytics riescono ad aumentare significativamente l’efficacia delle proprie campagne.
Tra gli strumenti più utili c’è Store Visit Insights, una funzionalità di Google che permette di stimare quante persone visitano un negozio dopo aver visto una pubblicità online. Un’altra strategia semplice ma efficace è l’utilizzo di coupon digitali o codici sconto specifici per le campagne social. Quando il cliente presenta il codice in cassa, il negozio può capire con precisione quale promozione ha generato la visita. In questo modo il marketing digitale diventa uno strumento misurabile per aumentare traffico e vendite nel punto vendita, con un ritorno sull’ investimento preciso da valutare.















Natalia Piemontese
Giornalista