Nuovo CCNL lavoro domestico 2026, fino a 500 euro in più al mese per badanti: stipendio e tariffa oraria

I compensi variano in funzione dell'inquadramento. Ecco le figure più richieste, quelle più pagate e le proposte sul tavolo per contrastare il sommerso.

Adv

CCNL lavoro domestico 2026

902 mila famiglie datrici di lavoro e 817 mila lavoratori regolari. Per quest’ultimi, un range di retribuzioni annue che possono oscillare tra i tremila e gli oltre 12 mila euro: è la fotografia scattata dall’Osservatorio Domina nel settimo rapporto annuale sul lavoro domestico su dati INPS 2024

Quello del lavoro domestico è un comparto le cui dimensioni raddoppiano, da 1,7 milioni a 3,3 milioni di soggetti coinvolti, se si considera anche la componente irregolare che raggiunge un tasso del 48,8%. Quale l’impatto del nuovo CCNL del lavoro domestico sul sommerso, sulle retribuzioni, sui diritti dei lavoratori e, più in generale, sulle criticità che riguardano l’intero settore? Partitaiva.it lo ha chiesto a Lorenzo Gasparrini, segretario generale di Domina.

blank business

CCNL lavoro domestico 2026: lo stipendio

Il nuovo CCNL del lavoro domestico ha visto la luce appena pochi mesi fa, dopo lunghe trattative. L’aspetto più rilevante del nuovo contratto è rappresentato dagli aumenti retributivi che si spalmeranno sul triennio 2025-2028. Le retribuzioni, dunque, sono soggette a revisione annuale e già dal 2026 è previsto un possibile aumento fino a 10 euro orari per alcune categorie che non contemplano eventuali scatti aggiuntivi di anzianità o indennità. Ulteriori maggiorazioni, infine, sono previste per lavoro straordinario, notturno, festivo o domenica

Colf, badanti, baby sitter: la galassia delle mansioni previste per ciascuno dei profili che rientrano nel comparto del lavoro domestico è molto vasta. La retribuzione oraria minima nel CCNL lavoro domestico 2025 varia in base al livello e alle mansioni, con paghe base che vanno da circa € 5,35 a oltre € 9,50 all’ora per i lavoratori non conviventi. Quanto viene pagata una colf a ora? A partire dal 2025, i minimi per colf e badanti sono aumentati, partendo ad esempio da € 6,68 per il livello B e arrivando a € 7,91 per il livello CS (badante non convivente). Per le figure più specializzate è possibile che i compensi superino i 10 euro l’ora.

La tariffa oraria per livello

Ecco la tariffa oraria per i lavoratori domestici non conviventi.

  • Livello A: € 5,35/ora (lavoratori generici senza esperienza).
  • Livello B: € 6,68/ora (collaboratori con competenza).
  • Livello BS: € 7,10/ora (assistenti base).
  • Livello C: € 7,49/ora.
  • Livello CS: € 7,91/ora (assistente a persona non autosufficiente – badante).
  • Livello D/DS: oltre € 8,50/ora.

Le paghe orarie più consistenti camminano di pari passo anche con l’aumento della rivalutazione annuale delle retribuzioni che è passata dall’80% al 90% dell’indice FOI rilevato dall’Istat. Ultima novità del nuovo CCNL lavoro domestico, infine, riguarda l’aumento dell’indennità ex articolo 34, comma 7: dai 10 euro originali alla data della sua istituzione nel 2020 passa ora, dal 1° gennaio 2026, a 30 euro, sempre mensili.  

wallester business

CCNL lavoro domestico, impatto sulle famiglie e i rischi legati al sommerso

L’Osservatorio Domina ha rilevato che soltanto nel 2024 il ricorso al lavoro domestico ha consentito un risparmio stimato di oltre 6 miliardi di euro, pari allo 0,3% del Pil. Senza contare l’altro beneficio, quello per le casse pubbliche, che ammonta a 1,3 miliardi di euro tra contributi e imposte. “Se emergesse la quota di lavoro irregolare – si legge del rapporto – il gettito potrebbe quasi raddoppiare, raggiungendo i 2,5 miliardi di euro”.

Lorenzo Gasparrini

“Il lavoro domestico è un settore chiave del welfare italiano”, spiega il segretario generale dell’associazione Domina, Lorenzo Gasparrini che nel corso dell’intervista rilasciata al nostro giornale si è soffermato sulle possibili soluzioni alle criticità rilevate. “Quello che rileviamo all’interno di questo settore – continua – è un nero enorme. Un lavoratore su due, infatti, ha un contratto irregolare”. Ma l’aspetto davvero preoccupante è che in Italia la famiglia viene lasciata sola nella gestione del rapporto di lavoro domestico, specialmente di fronte alla situazione molto frequente nella quale in una famiglia c’è bisogno di una badante. “Stiamo parlando – sottolinea il Segretario – di una necessità con la quale la famiglia, in presenza di un anziano in difficoltà, è costretta volente o nolente a fare i conti. Al disagio morale si aggiunge anche quello economico perché 18mila euro l’anno per pagare una badante convivente non è uno scherzo”. 

Per cercare di risparmiare qualcosa sui contributi, le famiglie italiane si ritrovano ad optare per il nero “ma è una scelta totalmente sbagliata innanzitutto perché i contributi previdenziali, intorno al 13% o 14% sul totale del costo sono deducibili”, prosegue Gasparrini. Ma non solo: “La famiglia finisce per esporsi al rischio di vertenze. E se il lavoratore è un extracomunitario senza regolare permesso di soggiorno, scattano anche responsabilità penali”.

Lavoro domestico, perché contrastare quello irregolare conviene anche allo Stato

Gli aumenti previsti dal nuovo contratto del lavoro domestico sono certamente una buona notizia per i lavoratori, con effetti positivi e benefici in ottica contributiva a previdenziale. Essi, tuttavia, impongono una riflessione sull’impatto di queste maggiorazioni sulle famiglie il cui impegno economico, tra l’altro, “alleggerisce” l’impegno dello Stato che altrimenti dovrebbe occuparsi dell’assistenza degli oltre 800mila anziani non autosufficienti presenti nel nostro Paese. 

Quale contributo può e deve arrivare allo Stato, posto che far emergere il sommerso significa aumentare le entrate fiscali e contributive a beneficio della fiscalità generale? Gasparrini non ha dubbi: “Occorre aiutare le famiglie a regolarizzare la posizione dei lavoratori in nero rendendo il lavoro domestico più vantaggioso. Come? Dando la possibilità a queste famiglie – precisa – di portare in detrazione non solo i contributi ma anche le stesse retribuzioni”. 

Cinque proposte per contrastare il lavoro nero

Ecco perché in occasione della presentazione del settimo rapporto annuale avvenuta in Senato lo scorso 22 gennaio, l’associazione Domina ha consegnato sia al viceministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Maria Teresa Bellucci, sia al presidente della commissione Finanze della Camera, Marco Osnato, cinque proposte di cui tre vanno proprio in questa direzione: un cash back dedicato al lavoro domestico e una detrazione del 10% sul costo del lavoro e il trasferimento parziale della Naspi.

“Non pensiamo che sia possibile approvare tutte e tre le proposte – aggiunge Gasparrini – ma già portare avanti una di questa significherebbe dare respiro alle famiglie. Significherebbe anche mettere lo Stato nelle condizioni di incassare di più e fornire maggiori tutele ai lavoratori”.

wallester business

Le figure più richieste e quelle più pagate

Nel 2024, sia la componente datoriale che quella dei lavoratori sono in diminuzione, rispettivamente -1,7% e 2,7% rispetto all’anno precedente. Ad assumere lavoratori domestici sono soprattutto famiglie italiane e la figura più richiesta è diventata la badante che di fatto ha sorpassato la colf: se nel 2015 le badanti rappresentavano il 42,7% del totale, nel 2024 raggiungono il 50,5% dei lavoratori domestici censiti dall’INPS. A proposito di badanti, per quelle conviventi con persona non autosufficiente (livello Cs) la retribuzione oraria è salita di 10,82 euro, arrivando a 1.137,86 euro al mese.

Proprio sulle badanti si registrano gli aumenti più significativi grazie al nuovo CCNL del lavoro domestico. “L’aumento delle tariffe orarie – spiega il segretario generale di Domina – non andrà ad incidere più di tanto. In media una lavoratrice viene pagata oggi circa 9 euro lordi. Mentre per quanto riguardo le badanti conviventi, nelle nuove buste paga si potrà notare un aumento di 40 euro lordi mensili che per l’anno 2026 si traduce in 500 euro in più”.

Il dato sul sorpasso delle badanti sulle colf, risulta compatibile con l’analisi per fascia d’età del datore di lavoro domestico che evidenzia poi un progressivo invecchiamento: il 37,9% ha almeno 80 anni, in aumento rispetto al 35,9% del 2019, mentre il 28,5% ha meno di 60 anni.

La presenza femminile

I lavoratori domestici INPS sono soprattutto donne: la presenza femminile resta predominante con il 90%. Anche se la maggioranza è rappresentata da stranieri, che sono circa il 70%. La tendenza registrata è quella di una crescita costante della componente italiana, che nel 2024 supera un terzo della forza lavoro complessiva. 

Giuste retribuzioni ma anche diritti. Secondo Gasparrini, il bilancio che possiamo tracciare del nuovo CCNL del lavoro domestico è positivo perché ha permesso di dare maggiore dignità al settore. “Da una parte una rivalutazione delle retribuzioni che si spalma sui tre anni per non impattare troppo sulle famiglie, dall’altra il riconoscimento ai lavoratori domestici degli stessi diritti dei lavoratori di altre categorie”. 

Con riferimento alla maternità, ad esempio, Gasparrini sottolinea come a quella obbligatoria pagata dall’INPS, si è lavorato affinché si mettessero a disposizione delle neo mamme lavoratrici quattro mesi di maternità aggiuntiva e congedo parentale. “Abbiamo dato anche ulteriore valore alla formazione perché le famiglie sono sempre più alla ricerca di personale con specifiche competenze per gestire particolari patologie come l’Alzheimer”, conclude. 

Autore
Foto dell'autore

Patrizia Penna

Giornalista professionista

Sono nata a Catania, mi sono laureata con lode in Lingue e Culture europee all'Università di Catania. Ho lavorato per quasi vent'anni come redattore al Quotidiano di Sicilia, ho curato contenuti ma anche grafica e impaginazione. Oggi sono una libera professionista. Mi occupo di informazione, uffici stampa e curo sui social media la comunicazione di aziende, anche straniere.

Lascia un commento

Continua a leggere

Iscriviti alla Newsletter

Il meglio delle notizie di Partitaiva.it, per ricevere sempre le novità e i consigli su fisco, tasse, lavoro, economia, fintech e molto altro.

Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.