Lavorare nei servizi finanziari in Italia, compensi oltre i 200 mila euro: figure più richieste e stipendi

Attrattivo per le buone opportunità di reddito che offre, il settore cresce e ben oltre le semplici cifre dello stipendio. A premiare, la qualità del servizio offerto.

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quanto si guadagna nei servizi finanziari in Italia

I servizi finanziari, con le loro professioni e attività specifiche, rappresentano un settore su cui vale la pena investire nel 2026. Gli stipendi sono in aumento del 13,5% negli ultimi tre anni in Italia – secondo lo studio Pan-European Financial Services Survey di Mercer– e cresce pure la ricerca di professionisti altamente qualificati in ambiti come fintech (ad esempio per i pagamenti digitali) e finanza sostenibile. Partitaiva.it ha analizzato i diversi segmenti del comparto, evidenziando le opportunità più interessanti per aziende e professionisti ma anche errori e miti da sfatare per chi desidera entrare nel mercato, grazie al contributo di esperti di società di consulenza finanziaria indipendente.

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Lavorare nei servizi finanziari, cosa significa

I servizi finanziari includono un insieme molto ampio di attività, che si legano principalmente alla gestione, alla consulenza e all’intermediazione del denaro. In Italia il settore comprende banche, società di intermediazione mobiliare, assicurazioni, reti di consulenza finanziaria, società di gestione del risparmio, intermediari del credito, broker e, più recentemente, realtà fintech e di consulenza finanziaria indipendente.

Le attività principali spaziano dalla consulenza sugli investimenti alla pianificazione finanziaria e patrimoniale, dalla gestione del risparmio alla concessione del credito, fino ai servizi di trading, assicurativi e di wealth management

Secondo gli ultimi dati disponibili di Eurostat, in Italia nel 2025 il comparto delle attività finanziarie e assicurative impiegava oltre 626.000 addetti, con una forte concentrazione nelle aree urbane e nel nord del Paese, pur mantenendo una presenza diffusa anche grazie alla crescita di ruoli autonomi e digitali nel settore.

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Offerte di lavoro nel settore finanziario: le figure più richieste

Il mercato del lavoro nei servizi finanziari contempla i tradizionali ruoli in banca e assicurazione ma negli ultimi anni sono cresciute le opportunità per consulenti finanziari, intermediari del credito, broker assicurativi e professionisti della pianificazione patrimoniale.

Secondo le analisi di Randstad e Hays, tra le figure più richieste rientrano i consulenti finanziari, i private banker, gli specialisti del credito, i risk analyst, i compliance officer e i profili legati al fintech e alla digitalizzazione dei servizi.  Per molti di questi ruoli, soprattutto nella consulenza, il lavoro a partita IVA rappresenta una modalità sempre più frequente, perché consente maggiore flessibilità e, potenzialmente, margini di guadagno più elevati.

Cosa cercano le aziende: le skill necessarie

Dal punto di vista delle competenze, il settore dei servizi finanziari richiede oggi un mix sempre più equilibrato tra conoscenze tecniche e capacità trasversali. Oltre alla preparazione normativa e finanziaria, le aziende e le reti di consulenza cercano professionisti in grado di comunicare in modo chiaro, costruire relazioni di fiducia e accompagnare il cliente nel tempo.

La capacità di leggere i mercati, utilizzare strumenti digitali, comprendere i bisogni finanziari di famiglie e imprese e adattarsi a un contesto normativo in continua evoluzione è considerata centrale. Non a caso, secondo Hays Salary Guide, le competenze digitali e consulenziali sono tra le più premiate in termini di opportunità e crescita retributiva nel settore finanziario.

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Quanto si guadagna nei servizi finanziari: stipendi medi 

Sul fronte guadagni, i numeri mostrano una forte variabilità. Secondo la nota piattaforma di analisi retributiva Glassdoor, uno stipendio medio da dipendente si colloca generalmente tra i 30.000 e i 40.000 euro lordi annui. Un consulente finanziario percepisce in media circa 34.900 euro lordi all’anno (in media intorno ai 30.000-32.000 euro lordi annui se profili junior), ma con valori che possono crescere sensibilmente con l’esperienza e il portafoglio clienti. Un agente finanziario può arrivare a circa 38.400 euro, con punte superiori ai 50.000 euro per i profili più esperti.

Le retribuzioni crescono per le figure più specializzate: un analista finanziario guadagna mediamente 37.500 euro lordi annui, mentre uno specialista dei mercati finanziari può superare i 41.000 euro, collocandosi nettamente sopra la media dei lavoratori dipendenti privati in Italia, che si aggira intorno ai 23.700 euro lordi annui.

Il quadro cambia sensibilmente per chi opera a partita IVA o come consulente autonomo. In questi casi il reddito non è fisso ma dipende da commissioni, parcelle o fee di consulenza. Le stime indicano che un consulente finanziario autonomo può guadagnare tra 40.000 e oltre 100.000 euro lordi annui, con casi più strutturati che superano anche i 200.000 euro, soprattutto nei modelli di consulenza indipendente “fee only” basati su parcelle e portafogli clienti consolidati.

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Dalla banca alla consulenza finanziaria indipendente: il percorso di Luca Lixi

Dopo aver iniziato a lavorare in banca a soli 19 anni, Luca Lixi, consulente finanziario indipendente abilitato e oggi CEO e founder dell’azienda Plannix, piattaforma SaaS di consulenza finanziaria 100% indipendente, sceglie di lasciare il posto fisso, quando si rende conto dei limiti strutturali della consulenza finanziaria basata sulle commissioni.

Luca Lixi

“Mi sono reso conto rapidamente che quel mondo aveva un problema strutturale: il consulente finanziario tradizionale guadagna vendendo prodotti, non risolvendo i problemi del cliente. Il conflitto d’interessi è insito nel modello di business e non è risolvibile – racconta a Partitaiva.it il consulente -. Ho deciso di formarmi da autodidatta, per costruire qualcosa di diverso. Prima con Lixi Invest, un progetto di educazione finanziaria nominato tra le 1000 startup europee con la crescita più veloce, poi con Plannix”.

Secondo la sua esperienza, nel settore finanziario il guadagno dipende fortemente dal modello scelto. “Nel modello fee-only, il guadagno dipende dalla capacità di acquisire clienti e trattenerli nel tempo. È un modello più trasparente, ma anche più difficile da scalare: devi dimostrare valore continuamente, non puoi adagiarti sulle commissioni ricorrenti di un prodotto piazzato anni prima -precisa Luca Lixi-. Ogni volta che qualcuno mi scrive finalmente ho capito, che i clienti sanno dove vanno i loro soldi, quanto possono risparmiare e andare verso l’indipendenza finanziaria, allora so che stiamo facendo la cosa giusta”.

Come diventare freelance

Per chi vuole intraprendere una carriera da freelance nel settore, il consiglio dell’esperto è chiaro: puntare su competenze tecnologiche, comunicazione chiara e consapevolezza del modello di business. “Il mercato tende a premiare sempre di più chi sceglie di stare dalla parte del cliente”. L’esperto aggiunge: “Costruire un’azienda da zero in Italia è possibile, ma richiede una tolleranza al rischio e alla fatica che non tutti hanno. Ho fatto tanti sacrifici senza vedere risultati significativi per anni, ho commesso errori costosi. In Italia manca una cultura dell’imprenditorialità accessibile – conclude Luca Lixi -. Si parla molto di startup, ma poco del lavoro sporco che serve. E le competenze per fare l’imprenditore non te le insegna nessuno”.

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Mercato finanziario: problemi comuni e miti da sfatare 

Le società iscritte all’Albo unico dei consulenti finanziari (OCF) operano senza percepire commissioni sui prodotti, ma esclusivamente parcelle dal cliente, un modello che richiede elevata competenza e che risponde a una domanda crescente di trasparenza.

Questa la realtà di SoldiExpert SCF, società tra i pionieri del settore in Italia, che da 25 anni supporta chi intende investire attraverso un approccio trasparente e privo di conflitti di interesse. Salvatore Gaziano, direttore investimenti, illustra innanzitutto quelli che sono alcuni dei problemi più ricorrenti e dei falsi miti che in SoldiExpert SCF riscontra spesso in chi si avvicina agli investimenti.

Salvatore Gaziano

“Uno dei più diffusi è l’idea irrealistica che si possano ottenere ritorni elevati senza correre rischi, mentre è fondamentale comprendere che un rendimento maggiore richiede generalmente un’assunzione di rischio superiore. Non esistono pasti gratis – esordisce l’esperto -. In questo scenario, si inseriscono spesso operatori spregiudicati che, agendo sui social network, mettono in atto frodi, inviando capitali verso operatori esteri in paradisi fiscali o giurisdizioni extra UE come sedi legali (non quelle di trasferimento), dove sarebbe quasi impossibile recuperare i fondi in caso di problemi”.

Come precisa lo stesso direttore, lo dimostra il fatto che crescono le denunce degli stessi sindacati dei bancari come la Fabi, il più importante, motivo per cui è essenziale affidarsi solo a intermediari autorizzati.

“Ma c’è di più. Spesso i portafogli analizzati risultano poi non ottimizzati, simili a un fritto misto dove la diversificazione è solo apparente e i costi sono duplicati – precisa Salvatore Gaziano -. A ciò si aggiunge la componente emotiva: molti investitori reagiscono d’impulso ai movimenti di mercato, vendendo per paura o comprando per euforia, spesso influenzati dal rumore informativo”.

Come investire oggi? I consigli dell’esperto

Secondo il responsabile delle strategie di investimento Gaziano, bisogna evitare assolutamente di seguire i “guru” dei social ovvero le “dritte” su canali telegram o whatsapp su crypto sconosciute o azioni “meme”, il modo più veloce per perdere capitale. 

“Sebbene l’inflazione sembri oggi stabilizzata, i tassi di interesse difficilmente torneranno ai livelli zero del passato, pur essendo in calo -spiega il consulente-. In questo quadro, la diversificazione non può essere considerata un optional ma bisogna anche comprendere quale sia il rischio che si può realmente sopportare. Tale rischio non coincide necessariamente con una perdita certa, ma con la capacità di affrontare fasi negative, diffidando di chi promette grafici sempre in crescita”.

Salvatore Gaziano ci tiene a concludere precisando ciò che fa davvero la differenza, in questo campo. “Il comportamento dell’investitore è spesso più determinante dell’andamento dei mercati stessi, ed è qui che un buon consulente deve saper agire anche come coach per il proprio cliente. Poiché non esiste mai un momento perfetto per investire e le previsioni sono spesso inaffidabili, ciò che conta davvero sono il metodo, la disciplina e la competenza professionale”.

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Natalia Piemontese

Giornalista

Giornalista pubblicista, sono laureata con Master in selezione e gestione delle Risorse Umane e specializzata in ricerca attiva del lavoro. Fondatrice dell'Academy di Mamma Che Brand, per l'empowerment femminile e la valorizzazione delle soft skill -in particolare dopo la maternità- insegno le competenze digitali che servono per lavorare online.

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