Lavoro domestico, in calo le assunzioni regolari: quanti soldi perde lo Stato a causa del sommerso

Mentre il bisogno di assistenza cresce a causa dell'invecchiamento della popolazione, i contratti diminuiscono

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colf badanti fuori quota

Secondo i dati del settimo rapporto annuale curato dall’Osservatorio DOMINA, il comparto del lavoro domestico in Italia coinvolge oltre 3,3 milioni di soggetti. Di questi, però, quasi la metà non risulta assunta in regola, alimentando un’area grigia che pesa sui conti pubblici. Si tratta di miliardi di euro che sfuggono alle casse statali.

Lavoro domestico, quanti sono gli irregolari in Italia

Come si evince dalla fotografia scattata dall’Osservatorio, quasi la metà dei lavoratori domestici in Italia opera in regime di irregolarità. Si tratta di 1,6 milioni di soggetti, pari al 48,8% del totale. Le famiglie che hanno regolarmente denunciato un rapporto di lavoro domestico sono 902 mila, in calo di 16 mila unità (-1,7%) nel 2024 rispetto all’anno precedente. Anche la quota dei lavoratori regolari è diminuita del 2,7%, specialmente tra gli uomini stranieri (-9,1%).

Le badanti assunte sono più delle colf. Mentre dieci anni fa le assistenti familiari rappresentavano il 42,7% del totale, oggi hanno raggiunto il 50,5%. Questo dato si capisce meglio se si analizza il profilo dei datori di lavoro. Il 37,9% di questi ha, infatti, almeno 80 anni, a fronte di un modesto 28,5% che ne ha meno di 60. Geograficamente, la Lombardia (170 mila) e il Lazio (152 mila) si confermano le regioni con la maggiore concentrazione di contratti.

Il costo del sommerso per lo Stato

Nel 2024, i lavoratori in regola hanno garantito entrate allo Stato per 1,3 miliardi di euro tra contributi e imposte. Tuttavia, stando alle proiezioni dell’Osservatorio DOMINA, se si riuscisse a far emergere il lavoro sommerso in questo settore, il gettito per l’erario potrebbe quasi raddoppiare, raggiungendo i 2,5 miliardi di euro.

Quanto vale il comparto

Nonostante la flessione delle regolarizzazioni, il valore aggiunto del lavoro domestico ammonta a 17,1 miliardi di euro, incidendo per lo 0,9% sul PIL nazionale. Le famiglie italiane sostengono una spesa complessiva di 13,4 miliardi di euro, una cifra che comprende sia i salari regolari sia i pagamenti in nero. Inoltre, dall’analisi dell’Osservatorio emerge che, grazie all’assistenza privata fornita a oltre 800 mila anziani non autosufficienti, lo Stato ha risparmiato nel 2024 oltre 6 miliardi di euro (lo 0,3% del PIL). Soldi che, altrimenti, avrebbe dovuto impiegare in strutture sanitarie.

Resta però una forte criticità legata ai livelli retributivi. La maggior parte dei compensi si attesta infatti su fasce medio-basse, spesso al di sotto dei 3 mila euro annui per i contratti part-time o saltuari.

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