28° regime fiscale anche per le imprese già operative: la proposta di Guidesi

Dalla semplificazione burocratica agli incentivi per chi investe sul territorio: l'ipotesi di allargare i benefici dei nuovi insediamenti anche alle realtà storiche del tessuto produttivo esistente.

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Il panorama delle agevolazioni fiscali in Lombardia potrebbe essere vicino a un punto di svolta. L’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi, ha lanciato una proposta che promette di scuotere il sistema produttivo: estendere il cosiddetto 28° regime fiscale anche alle aziende già presenti sul mercato, e non solo ai nuovi insediamenti.

Ma cosa significa concretamente per una PMI che opera sul territorio? E perché questa mossa potrebbe rappresentare un vantaggio competitivo senza precedenti? Ecco i dettagli della proposta riportata da Il Sole 24 Ore.

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Cos’è il 28° regime fiscale

Il 28° regime fiscale è uno strumento di attrazione degli investimenti introdotto per ridurre gli adempimenti burocratici e fiscali (come la semplificazione degli oneri e incentivi mirati) per le imprese che decidono di insediarsi ex novo sul territorio europeo.

A chi si applica oggi?

Attualmente, il regime è un tappeto rosso steso per startup e PMI innovative che avviano l’attività da zero e che desiderano superare la frammentazione normativa dei 27 Stati UE.

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La proposta di Guidesi: “28esimo regime anche per imprese già sul mercato”

L’assessore Guidesi punta a trasformare questo strumento da esca per attrarre nuovi investimenti a incentivo per chi è già in pista. Se la proposta venisse accolta, le PMI già operative potrebbero accedere agli stessi benefici finora riservati ai nuovi arrivati. Questo include l’opportunità di riduzione dei tempi morti della burocrazia per chi vuole ampliare i propri capannoni o ammodernare le linee produttive. E poi nel riconoscimento di un premio fiscale per le aziende che hanno scelto di restare e investire sul territorio, nonostante la crisi globale, evitando che una nuova azienda concorrente abbia vantaggi fiscali che una storica realtà locale – che magari paga tasse in Lombardia da trent’anni – non può avere.

Per una piccola o media impresa, l’estensione del 28° regime non è solo una questione di risparmio, ma di capacità di investimento. Per esempio, se una PMI metalmeccanica volesse digitalizzare i propri processi in ottica 5.0 o una realtà del design volesse aprire una nuova linea di produzione sostenibile, con l’estensione del regime i costi indiretti (tempo e burocrazia) e quelli diretti (tasse locali e oneri) verrebbero significativamente abbattuti, liberando risorse per assunzioni e R&S.

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Come prepararsi per intercettare l’agevolazione

Sebbene si tratti di una proposta in fase di discussione e definizione politica, per le PMI e i professionisti che le assistono è fondamentale muoversi d’anticipo. Può essere utile cominciare già a mappare i piani di espansione o ammodernamento previsti per il prossimo biennio, monitorare i bandi regionali e verificare con il commercialista o consulente fiscale se la struttura aziendale sia pronta a recepire variazioni nei regimi fiscali regionali.

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