Avere un lavoro che permette di guadagnare uno stipendio sufficiente per pagare le spese mensili e risparmiare una piccola somma a fine mese è il sogno di tantissime persone: in alcuni Paesi UE il rapporto tra costo della vita e guadagno è decisamente più conveniente rispetto all’Italia, motivo per cui molti pensano di trasferirsi. A fotografare la situazione sono stati diversi indici, tra i quali il Global Life-Work Balance Index di Remote che evidenzia i Paesi dove si vive meglio, si guadagna di più e in cui si realizza il miglior equilibrio tra ore lavorative e tempo libero.
Indice
Paesi UE in cui conviene trasferirsi: il caso Irlanda
Secondo lo studio condotto da Remote – piattaforma internazionale che si occupa di lavoro e capitale umano su scala globale – ci sono numerosi Paesi Ue in cui il rapporto tra costo della vita e guadagno è conveniente e nei quali molte persone vorrebbero trasferirsi. In testa alla classifica europea, a sorpresa, c’è l’Irlanda.
L’analisi è stata effettuata su base mondiale, analizzando il PIL di 60 Paesi e tenendo in considerazione vari aspetti come i giorni di ferie annuali, l’accesso all’assistenza sanitaria, la presenza (o assenza) di un salario minimo garantito. I lavoratori irlandesi, infatti, godono di un salario minimo elevato (a quota 11,90 euro l’ora) e dispongono di congedi di maternità con addirittura 26 settimane di riposo pagate al 70% dello stipendio intero.
Il costo della vita al di fuori delle grandi città, però, è più elevato rispetto alla media di altri Paesi UE. Il vantaggio che si potrebbe notare sulla carta, quindi, si riduce molto nella vita quotidiana.
Belgio, stipendi alti e costi contenuti
Il Belgio occupa i primi posti nella classifica dei Paesi UE con il miglior rapporto tra stipendio e costo della vita. Può contare infatti su uno dei salari minimi più elevati in UE con 12,42 euro e ottime garanzie a livello di tutele lavorative.
Lo stipendio medio mensile è compreso tra 2.000 e 3.000 euro a seconda della mansione e del settore, mentre il costo della vita è più alto del 15% rispetto all’Italia.
Come sottolineato dal commercialista Giovanni Emmi, “il Belgio è l’unico tra i Paesi citati in cui tasse e contributi sono più alti rispetto all’Italia. Ciò significa che una fetta molto consistente dello stipendio viene trattenuta lasciando meno reddito effettivamente disponibile per le spese quotidiane”.
Germania e Austria: ottimo stipendio e buona qualità della vita
Molte persone ritengono che lavorare e vivere in Germania e in Austria sia soddisfacente in termini di stipendio e costo della vita: in questi Paesi, infatti, il rapporto tra guadagni e costi è particolarmente conveniente.
“La Germania presenta uno stipendio medio annuo di circa 50.000 euro con un costo della vita poco più alto della media europea, mentre l’Austria offre stipendi medi leggermente più alti con un rapporto al costo della vita comparabile”, spiega l’esperto a Partitaiva.it.
Lo stipendio medio lordo per un lavoratore austriaco si aggira intorno ai 3.500 euro lordi mensili, ma varia molto a seconda del settore: ad esempio, ingegneri e informatici guadagnano di più, mentre posizioni junior nel turismo e servizio clienti sono più basse.
Il costo della vita mensile per una persona è compreso tra 1.500 e 2.200 euro, a seconda dello stile di vita, considerando il prezzo medio degli affitti fuori dalle grandi città, la spesa alimentare, le utenze e qualche piccolo sfizio extra. Resta quindi un ottimo margine da spendere per il tempo libero o da risparmiare per il futuro.
Trasferirsi all’estero: quali fattori tenere in considerazione
Prima di trasferirsi in uno dei Paesi UE dove il rapporto tra stipendio è costo della vita è più conveniente, è necessario considerare anche altri fattori fondamentali. Potrebbe essere utile, per esempio, calcolare lo stipendio netto atteso applicando le aliquote fiscali e contributive del Paese di destinazione, per non incorrere in brutte sorprese.
Come spiega il commercialista, “il Belgio trattiene oltre il 50% del costo totale del lavoro tra tasse e contributi, la Germania e l’Austria si attestano poco meno, mentre l’Irlanda ha un prelievo più contenuto intorno al 35%. Questo si traduce in differenze enormi, a parità di stipendio”. Non bisogna sottovalutare nemmeno alcune trattenute elevate che però si traducono in servizi sanitari gratuiti (per esempio in Germania e Austria).
È importante poi verificare lo status di residenza fiscale che si acquisirà e informarsi sui trattati contro la doppia imposizione, perché in molti Paesi diventando residenti si viene tassati sul reddito mondiale, quindi eventuali entrate rimaste in patria potrebbero essere soggette a dichiarazione anche nel nuovo Paese. “Molti Stati – prosegue Emmi – offrono regimi fiscali agevolati temporanei per lavoratori stranieri altamente qualificati. Perciò vale la pena verificare se si può accedere a questi benefici”.
Infine, uno sguardo anche alla pensione futura: “L’Austria ha uno dei sistemi pensionistici pubblici più generosi, mentre l’Irlanda offre pensioni pubbliche che coprono meno del 50%”.
Norvegia: stipendi elevati, ma a quale prezzo?
Un caso singolare è quello della Norvegia, dove i lavoratori possono godere di stipendi particolarmente elevati, anche superiori a 5.000 euro al mese, ma il costo della vita è altrettanto elevato, specialmente per le spese di affitto, cibo e trasporti.
Il sistema fiscale ‘strutturato’ tipico di alcuni Paesi del Nord Europa prevede un prelievo fiscale e contributivo decisamente più alto, ma garantisce anche sostegno importante e generoso in caso di difficoltà. “Questi sistemi funzionano come un’assicurazione onnicomprensiva: si paga di più man mano che si guadagna di più, ma si sa che in caso di difficoltà non si verrà lasciati soli. Se si perde il lavoro, per esempio, esistono sussidi di disoccupazione generosi che possono coprire percentuali significative dello stipendio precedente per molti mesi, permettendo di mantenere un tenore di vita dignitoso mentre si cerca una nuova occupazione”, continua l’esperto.
Nonostante i prezzi particolarmente elevati, comunque, gli stipendi consentono di condurre una buona qualità della vita, ma è necessario un attento bilanciamento tra le due cose. “È uno scambio tra meno reddito disponibile oggi e molta più protezione e serenità domani”, conclude.













Laura Pellegrini
Giornalista e content editor