La Commissione europea ha dato il via libera a un nuovo pacchetto di risorse per la politica agricola comune (PAC), sbloccando i fondi destinati alle imprese del settore. Le domande di accesso agli aiuti sono aperte e, per rispondere prontamente alla crisi dei costi di produzione che ha colpito gli operatori del comparto, in molti casi è previsto il riconoscimento diretto e immediato dei pagamenti.
Indice
I nuovi contributi PAC per l’agricoltura nel 2026
Il piano prevede una dotazione complessiva di 293,7 miliardi di euro per il periodo 2028-2034, ma la vera novità riguarda l’erogazione immediata, nel 2026, di circa 45 miliardi di euro ai Paesi membri dell’UE, per coprire il deficit di cassa delle aziende agricole. Per l’Italia questo si traduce in risorse pari a 10,2 miliardi di euro complessivi, che si vanno ad aggiungere ai precedenti finanziamenti, finalizzati a sostenere il reddito agricolo, i giovani imprenditori e le filiere colpite dall’inflazione e dai cambiamenti climatici. L’UE con questo intervento agisce su due fronti. I soldi verranno utilizzati infatti per i pagamenti diretti alle imprese ma anche per semplificare le procedure e ridurre il carico burocratico per le imprese.
Meno burocrazia per le piccole imprese
Con la revisione del bilancio PAC, oltre ai nuovi fondi, viene introdotto l’esonero dai controlli di condizionalità per le aziende sotto i 10 ettari. In genere, per ricevere i soldi della PAC, ogni agricoltore deve rispettare una serie di regole ambientali e di buona gestione agronomica (le cosiddette BCAA, “buone condizioni agronomiche e ambientali”). Se un controllo ispettivo rileva un’infrazione, l’agricoltore subisce una decurtazione economica sui contributi che riceve. Ma le piccole aziende saranno escluse da queste verifiche. Poiché queste hanno un impatto ambientale ridotto e il costo amministrativo per controllarle è superiore ai benefici, verranno considerate virtuose per legge.
Cosa cambia per gli imprenditori
Per un’impresa agricola con meno di 10 ettari (la maggioranza delle imprese italiane del comparto), l’accesso diretto agli aiuti PAC senza dover passare i controlli significa certezza dell’incasso.
In passato, un piccolo produttore poteva vedersi trattenere parte del premio PAC per una piccola svista burocratica o una mancata rotazione dovuta al meteo. Con questa norma, la cifra che l’agricoltore vede nella domanda unica è esattamente quella che gli verrà accreditata sul conto corrente, senza il rischio di tagli post-ispezione.
Come funzionano gli aiuti PAC e come richiederli
Il sistema di aiuti PAC funziona mediante l’erogazione di anticipi e saldi, per pagare le fatture correnti ed evitare l’indebitamento bancario per le spese di semina e gestione ordinaria. Le erogazioni inizieranno il 16 ottobre 2026. Grazie alle nuove deroghe UE, l’anticipo per i pagamenti diretti può arrivare fino al 70% (anziché il 50%) e fino all’85% per le misure di sviluppo rurale. Il versamento del restante 30% inizierà invece dal 1° dicembre 2026 e dovrà concludersi tassativamente entro il 30 giugno 2027. Il governo italiano punta a integrare le risorse aggiuntive discusse a Bruxelles (i 10,2 miliardi in più della revisione di bilancio) già nella finestra autunnale, per compensare l’inflazione sui costi energetici.
La domanda per i fondi PAC 2026 deve essere inoltrata tramite il portale di AGEA (Agenzia per le erogazioni in agricoltura) entro il 15 maggio 2026, salvo proroghe ministeriali. Le procedure sono già attive per la compilazione.
Le domande tardive possono essere presentate con una piccola penale (riduzione dell’1% per ogni giorno di ritardo) solitamente fino ai 25 giorni successivi alla scadenza. Per le aziende sotto i 10 ettari, la domanda è semplificata. Una volta inseriti i dati, il sistema satellitare (AMS) convalida automaticamente le colture, senza la necessità di allegare perizie o documenti aggiuntivi.













Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it