Fatturazione elettronica e nuove soglie INTRASTAT, parte il piano SFERA: cosa cambia per imprese e professionisti

Si stima un abbattimento di circa 240.000 adempimenti annuali a carico di imprese e professionisti

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Diventa pienamente operativo il piano SFERA, un’iniziativa nata dalla collaborazione tra l’ISTAT e l’Agenzia delle Entrate, che prevede di riutilizzare per scopi statistici le informazioni delle fatture elettroniche inviate da imprese e professionisti. Inoltre, scattano nuove regole per chi acquista merci da altri Paesi dell’Unione europea ed è tenuto all’invio del modello INTRASTAT.

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Al via il piano SFERA: accesso diretto ai dati grazie alla fatturazione elettronica

Grazie all’analisi automatizzata delle fatture elettroniche, oltre 10.000 imprese di minori dimensioni – corrispondenti al 40% del campione precedentemente coinvolto – vengono esonerate dall’invio dei questionari. L’esonero è possibile perché i dati che l’ISTAT prima doveva chiedere manualmente tramite i questionari (come fatturato, acquisti o tipologia di servizi venduti) ora sono già contenuti digitalmente nei file XML delle fatture inviate all’Agenzia delle Entrate. Questo permette agli algoritmi di SFERA di estrarre le informazioni necessarie (codici IVA, importi, date) senza bisogno di interventi umani o chiarimenti da parte dell’imprenditore.

Questo automatismo, secondo i dati diffusi dai due enti, permette di eliminare 120.000 compilazioni annue, riducendo i tempi e i costi di compliance per i contribuenti, ma garantendo sempre la produzione di statistiche economiche più tempestive, accurate e con margini di errore ridotti.

Esclusi i controlli fiscali

Al contrario di quello che molti temono, i dati non verranno utilizzati per i controlli, perché per legge sono coperti dal segreto statistico. L’ISTAT non è un organo di controllo fiscale e non collabora con l’Agenzia delle Entrate per far scattare un accertamento o una multa. L’Istituto infatti riceve i dati, li “anonimizza” e li usa solo per creare aggregati (es. “il settore tessile è cresciuto del 2%”).

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Revisione delle soglie INTRASTAT: cosa cambia per gli acquisti UE

Per chi commercia con l’Europa, è stata alzata la soglia che fa scattare l’obbligo di inviare il modello INTRASTAT (modello INTRA 2-bis), il documento che serve a monitorare gli scambi commerciali tra i membri dell’UE. Il limite trimestrale, che era di soli 350 mila euro, è salito a 2 milioni di euro. Quindi, se un’impresa acquista merci dall’Europa per un valore inferiore, non deve più inviare il modello per fini statistici.

Grazie a questo innalzamento dei limiti, molte aziende di dimensioni medio-piccole non dovranno più inviare queste comunicazioni. Nel dettaglio, secondo i dati riportati dall’Agenzia delle Entrate, su 14.000 operatori che prima erano obbligati a farlo, circa 10.000 sono ora esonerati. E questo si traduce in un altro taglio netto di 120.000 comunicazioni in meno ogni anno, che lo Stato può permettersi perché, grazie al progetto SFERA, riesce a ricavare le informazioni necessarie direttamente dalle fatture elettroniche e dai database europei.

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