A partire dalle ore 12 di mercoledì 18 marzo, i concessionari possono accedere al portale dedicato all’ecobonus moto e ciclomotori. Lo ha annunciato il ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), dando il via alle prenotazioni. Il contributo, pensato per promuovere la mobilità sostenibile in Italia, viene calcolato sulla percentuale del prezzo di acquisto e si differenzia a seconda che l’acquisto sia accompagnato o meno dalla rottamazione di un vecchio veicolo.
Chi può richiedere l’ecobonus moto nel 2026
L’incentivo è rivolto a tutti coloro che decidono di acquistare un veicolo elettrico o ibrido a motore leggero (a due, tre o quattro ruote), purché nuovo di fabbrica e appartenente alle categorie L1e, L2e, L3e, L4e, L5e, L6e o L7e. L’ecobonus copre il 30% del prezzo di acquisto, fino a un massimo di 3.000,00 euro, mentre sale al 40% del prezzo di acquisto, con un tetto massimo di 4.000,00 euro, in caso di rottamazione di un vecchio veicolo della stessa categoria di quello acquistato, registrato a nome dell’acquirente o di un suo familiare convivente da almeno 12 mesi.
In caso di acquisto di moto con motore termico il bonus spetta lo stesso ma, per i veicoli termici (L1-L7), è richiesta obbligatoriamente la rottamazione, la percentuale di sconto del 40% copre fino a massimo 2.500,00 euro e prevede uno sconto obbligatorio del venditore del 5%.
Come funziona
Il programma è gestito da Invitalia per conto del MIMIT. L’ente ha il compito di supervisionare l’assegnazione delle risorse, garantendo la corretta applicazione delle norme e la trasparenza del processo. I concessionari, a loro volta, si occupano invece della gestione delle pratiche, assistendo i clienti nella presentazione della domanda di incentivo. Quindi, a differenza di altri bonus dove il cittadino deve presentare domanda su un portale, nell’ecobonus moto è il rivenditore a gestire l’intera operazione, accedendo al portale di Invitalia e inserendo i dati dell’ordine d’acquisto. A questo punto, il sistema blocca i fondi (pari al 30% o 40% del prezzo, a seconda della presenza di rottamazione) e il venditore applica lo sconto direttamente sul prezzo d’acquisto.
Il cliente, quindi, non riceve un bonifico dallo Stato, ma paga il veicolo già decurtato del bonus. Entro 180 giorni dalla prenotazione, il concessionario deve confermare l’operazione inserendo il numero di targa del veicolo nuovo e, se previsto, la documentazione dell’usato rottamato. Invitalia si occuperà di controllare che le prenotazioni corrispondano a vendite reali e che i veicoli appartengano alle categorie ammesse e, una volto concluso l’iter, riconosce al venditore l’importo dello sconto anticipato al cliente tramite un credito d’imposta o, in alcuni casi, tramite il rimborso dal costruttore/importatore (che a sua volta lo recupera come credito d’imposta).
Per il 2026, sono stati stanziati 30 milioni di euro (10 milioni in più rispetto ai 20 milioni degli anni passati) per questa misura, che rimarrà attiva dal 18 marzo 2026 fino ad esaurimento fondi.
Cosa deve fare chi acquista
L’utente finale, ovvero il cliente interessato ad acquistare, deve solo fornire la documentazione necessaria al momento del contratto. In concessionaria, dopo aver richiesto l’applicazione dello sconto, deve fornire documento d’identità e codice fiscale e, se richiede il bonus del 40% (fino a 4.000,00 euro), e fornire il libretto di circolazione e il certificato di proprietà del vecchio veicolo da rottamare. La rottamazione, in questo caso, deve essere contestuale o successiva all’acquisto (entro 15 giorni dalla consegna del nuovo veicolo).
Inoltre, chi acquista è tenuto a mantenere la proprietà del veicolo per almeno 12 mesi (24 mesi per le persone giuridiche). Pena, la decadenza dal beneficio e il conseguente obbligo di restituzione dell’incentivo percepito.













Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it