Arriva oggi sul tavolo del Consiglio dei ministri il nuovo decreto sul ponte sullo Stretto, inserito in un più ampio pacchetto di “disposizioni urgenti in materia di commissari straordinari, regolazione e concessioni”. Il provvedimento, pilastro della strategia del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), ha subito profonde modifiche nelle ultime ore a seguito di un confronto istituzionale tra il ministro Matteo Salvini e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Per il mondo dell’impresa e della finanza, la notizia più importante è il superamento delle frizioni istituzionali: un iter condiviso tra Governo, Quirinale e Corte dei Conti è la condizione necessaria per trasformare il collegamento stabile tra Sicilia e Calabria da “eterna incompiuta” a possibile motore di crescita per l’economia italiana.
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Decreto ponte sullo Stretto: cambio di governance e il nodo del commissario
Una delle novità più rilevanti riguarda la gestione operativa dell’iter d’approvazione. Nonostante le bozze circolate inizialmente prevedessero la nomina di Pietro Ciucci (attuale AD della Stretto di Messina Spa) a commissario straordinario di governo, l’ultima versione del testo cancella questa opzione.
La scelta, maturata per evitare potenziali sovrapposizioni di ruoli e rispondere ai rilievi del Colle, vede il MIT assumere un ruolo centrale. Saranno infatti gli uffici del ministero a farsi carico degli adempimenti istruttori per la nuova delibera Cipess e delle interlocuzioni con Bruxelles. Per le imprese del settore, questo significa una linea di comando più istituzionale e un coordinamento diretto con Palazzo Chigi, volto a blindare il progetto sotto il profilo della compatibilità europea.
Corte dei Conti: controlli pieni per garantire la trasparenza
Il decreto sul ponte sullo Stretto approda in Cdm senza i tanto discussi “paletti” ai controlli della Corte dei Conti. Il Governo ha rimosso ogni norma che potesse limitare il controllo preventivo di legittimità della magistratura contabile sugli atti del Cipess, come voluto da Sergio Mattarella.
Per il sistema economico e per gli investitori, si tratta di un segnale di garanzia: un’opera da circa 14 miliardi di euro necessita di una cornice di legalità e trasparenza assoluta per evitare stop burocratici futuri. Lo stesso Salvini ha rassicurato che “non c’è mai stata alcuna norma per limitare i poteri della Corte”, sottolineando la volontà di procedere in piena ottemperanza ai rilievi dei giudici contabili per sbloccare i fondi e avviare i cantieri.
ANAS, RFI e il piano per le opere commissariate
Il decreto ha un respiro nazionale che interessa l’intera filiera delle costruzioni. Il testo prevede una riorganizzazione delle opere stradali e ferroviarie commissariate.
Gli amministratori delegati Claudio Andrea Gemme (ANAS) e Aldo Isi (RFI) subentreranno come commissari per oltre 200 interventi su tutto il territorio nazionale. Inoltre, con le nuove semplificazioni, ci sarà la possibilità di nominare subcommissari territoriali per velocizzare la messa a terra di cantieri strategici per la logistica del Paese, riducendo i passaggi burocratici tra centro e periferia.
Gli altri dossier: concessioni balneari e Piano Casa
In ottica territoriale, il decreto non si limita alla Sicilia e alla Calabria. Due i dossier di forte impatto per l’impresa:
- concessioni balneari. Il MIT definirà entro 30 giorni uno schema di bando tipo per le gare delle concessioni (in scadenza nel 2027), cercando di dare certezze a un settore che attende da tempo una regolamentazione conforme alle norme UE;
- Piano Casa e PNRR. L’annuncio del recupero di 60.000 case popolari attraverso fondi PNRR (oltre un miliardo di euro) apre opportunità significative per le PMI dell’edilizia locale, con un piano di ristrutturazioni capillari su tutto il territorio nazionale.










Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it