A distanza di circa un mese dagli eventi meteorologici estremi che hanno colpito il Mezzogiorno, il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto post ciclone Harry. Il provvedimento, firmato dalla premier Giorgia Meloni e dal ministro per la Protezione civile Nello Musumeci il 18 febbraio, mobilita risorse imponenti per rispondere all’emergenza scattata lo scorso 18 gennaio 2026.
Indice
Fondi e ripartizione: 1,2 miliardi per il territorio
Il pacchetto finanziario complessivo ammonta a oltre 1,2 miliardi di euro. Nello specifico, la struttura dei fondi prevede:
- 1,1 miliardi di euro di nuovi stanziamenti;
- 100 milioni di euro già mobilitati nelle prime fasi dell’emergenza.
Queste risorse sono destinate a coprire i danni subiti da Calabria, Sicilia e Sardegna, le tre regioni più duramente colpite dalla furia del ciclone. Tuttavia, nonostante l’entità dello stanziamento, il Governo avverte che la stima attuale dei danni è già arrivata a 1,24 miliardi di euro, lasciando presagire la necessità di futuri aggiustamenti, specialmente in Calabria dove le piogge recenti continuano a peggiorare la situazione.
Frana di Niscemi: 150 milioni per la ricostruzione
All’interno del decreto, una sezione specifica è dedicata al comune di Niscemi (CL). La cittadina, che conta circa 25.000 abitanti, è stata colpita da una frana devastante che ha messo in ginocchio il territorio. Il governo ha destinato 150 milioni di euro esclusivamente per questo fronte. Ma la precarietà dell’area suggerisce che questa cifra potrebbe rappresentare solo una prima tranche di aiuti necessari per la messa in sicurezza definitiva.
Come verranno utilizzati i fondi?
La gestione operativa degli interventi passerà attraverso i presidenti di Regione — Todde (Sardegna), Schifani (Sicilia) e Occhiuto (Calabria) — che opereranno in sinergia con i commissari straordinari. Le linee d’intervento principali riguardano:
- sostegno al reddito, ovvero l’attivazione di ammortizzatori sociali per gli agricoltori e per i lavoratori impossibilitati a svolgere le proprie mansioni;
- ristori per privati e imprese, contributi per la riparazione di edifici danneggiati, beni mobili e attività economiche;
- sospensioni fiscali, cioè lo stop temporaneo al pagamento di tributi, contributi previdenziali e premi assicurativi per i residenti e le imprese dei comuni individuati dalla Protezione civile.













Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it