Quali attività aprire nel 2026: i business più redditizi, i settori chiave e i ruoli più richiesti

Il 2026 premia chi sa anticipare i trend, investire sulle competenze giuste e posizionarsi nelle nicchie più dinamiche: turismo evoluto, AI applicata, energia, cybersecurity, servizi digitali verticali e artigianato tecnologico.

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Il 2026 si profila come un anno decisivo per chi vuole avviare una nuova attività in forma autonoma o reinventarsi professionalmente: tra i business più redditizi e profittevoli emergono nuove idee e strategie imprenditoriali. L’avvento dell’intelligenza artificiale, i cambiamenti climatici, la crescente digitalizzazione, automazione e transizione energetica stanno ridefinendo i confini del mercato del lavoro. Al contempo, emergono nuove competenze, figure specializzate e servizi innovativi su cui investire.

Quali sono i business più redditizi da avviare nel 2026 e quali i settori con maggiore potenziale? Diamo uno sguardo alle opportunità per chi vuole mettersi in proprio o diventare libero professionista.

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Quali attività aprire nel 2026 in base all’andamento economico

ll mercato del lavoro italiano mostra segnali di dinamismo, con nuove assunzioni programmate e settori in espansione: secondo il Manpower Group Employment Outlook Survey, nel primo trimestre del 2026 la previsione netta di occupazione è di +22% rispetto al trimestre precedente, superiore anche ai dati del 2025, con comparti come costruzioni, ospitalità e IT & Tech Services tra i più dinamici. La stessa ricerca evidenzia come le PMI italiane (10-49 dipendenti) registrino le previsioni più elevate (+34%), seguite dalle medie imprese (+27%), e infine dalle microimprese (+20%).

Parallelamente, i dati del Preventivo economico 2026 di Unioncamere evidenziano come le imprese italiane confermino la loro resilienza nonostante contesti incerti, con un saldo positivo tra aperture e chiusure di imprese e una forte componente di competenze green e digitali ritenute sempre più rilevanti.

Questi numeri non rappresentano solo occupazione dipendente, ma indicano una domanda di competenze che apre spazi concreti anche per chi vuole mettersi in proprio.

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I business più redditizi da aprire nel 2026

Secondo le previsioni di Unioncamere, entro il 2029 in Italia serviranno circa 4 milioni di lavoratori green, con una domanda particolarmente alta per operai specializzati in riqualificazione energetica e bioedilizia, ingegneri per efficienza energetica, tecnici ambientali e figure legate alla finanza sostenibile.

Inoltre, con lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie, si registrerà una crescente domanda di professionisti ICT, esperti di automazione, data-analysis, ecc. Nei ruoli legati ad AI e green jobs le aziende stanno progressivamente privilegiando le competenze concrete rispetto al titolo di studio formale.

Allo sviluppo di infrastrutture digitali corrisponde poi la necessità di garantire la sicurezza informatica di utenti ed enti pubblici o privati: da qui deriva la crescita del mercato della cybersecurity e la ricerca continua di esperti per proteggere dati, infrastrutture e conformità.

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Il turismo come motore imprenditoriale

Tra i settori con maggiore potenziale nel 2026 c’è il turismo: a raccontare le opportunità di investimento e crescita è Nicola Santangelo, autore di numerose pubblicazioni su fisco, economia, finanza e imprenditoria. In uno dei suoi libri, Guida all’avvio di impresa, l’esperto specifica che l’avvio di un’impresa, un negozio di vicinato, un e-commerce o una fabbrica, è un processo lungo e complesso che richiede numerose fasi, ognuna delle quali deve essere attentamente pianificata e costruita attorno a degli obiettivi.

L’Italia è un Paese a forte vocazione turistica – spiega Santangelo – e conserva un enorme potenziale di crescita. Nel 2024 si sono registrate oltre 466 milioni di presenze: un risultato che mostra come, oltre alle grandi città d’arte, anche piccoli centri e campagne stiano vivendo una nuova vitalità”.

La crescita di agriturismi, B&B e alloggi imprenditoriali negli ultimi dieci anni (rispettivamente +17%, +23% e addirittura +120%) dimostra che questo settore è ancora in piena espansione. “Si tratta di un successo che si rifletterà anche nel 2026 – osserva – e che offrirà ampie opportunità a chi voglia mettere al servizio del turismo la propria professionalità e dedizione.”

Per chi vuole avviare un’attività autonoma, le possibilità sono molto ampie: ospitalità diffusa, servizi digitali per strutture ricettive, consulenze per pricing e revenue, esperienze turistiche personalizzate, tour guidati tematici e nuovi format di accoglienza nelle aree meno battute dal turismo di massa.

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Intelligenza artificiale e automazione

“Il 2025 è stato un anno rivoluzionario in ambito tecnologico: blockchain, internet of things e, soprattutto, intelligenza artificiale hanno cambiato le nostre abitudini e il nostro approccio con l’information technology”, spiega l’esperto. La diffusione di strumenti di intelligenza artificiale ha aperto un mercato enorme per le attività autonome che offrono soluzioni personalizzate alle PMI.

I servizi più richiesti per chi vuole avviare un business nel 2026 includono:

  • consulenze di automazione dei processi interni;
  • sviluppo di piccoli agenti AI per customer care e vendite;
  • content automation per e-commerce e brand;
  • soluzioni su misura per analisi dati e ottimizzazione dei workflow.

Investimenti iniziali ridotti e margini elevati rendono questo campo particolarmente favorevole. Secondo l’ultimo report Il Mercato dell’IA in Italia curato da Anitec Assinform, il settore dell’intelligenza artificiale in Italia è in forte crescita, con un mercato che nel 2024 ha raggiunto i 909 milioni di euro, e con previsione di crescita fino a 1,474 miliardi nel 2026 e 1,802 miliardi nel 2027. Nonostante la crescita, solo una minoranza di PMI ha adottato tecnologie AI.

A livello normativo Santangelo ricorda un passaggio chiave: “Entro il 2026 saranno definiti la disciplina relativa all’uso di dati, algoritmi e metodi matematici per l’addestramento dei sistemi di intelligenza artificiale. È un appuntamento a cui imprese, professionisti e lavoratori non potranno mancare”.

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Transizione energetica e professioni green

Gli incentivi e i progetti dedicati all’efficienza energetica continueranno a generare spazio per nuove figure autonome: energy consultant, installatori di tecnologie green e tecnici specializzati nella manutenzione di impianti smart. La combinazione di competenze tecniche e normative crea barriere d’ingresso relativamente alte e, di conseguenza, margini interessanti per chi si prepara in tempo.

Gli interventi di efficientamento energetico non riguardano più solo l’edilizia residenziale, ma anche PMI, capannoni industriali, strutture ricettive e logistica. Mentre le imprese faticano a trovare personale specializzato, avviare un business in questo settore può portare grandi soddisfazioni a livello economico: basti pensare che nel 2025 le fonti rinnovabili hanno coperto oltre il 49% della produzione elettrica nazionale, con una crescita significativa rispetto agli anni precedenti.

Grandi investimenti nel settore sono già in corso: ad esempio, l’operatore nazionale delle reti (Terna) ha annunciato oltre 23 miliardi di euro di investimenti nei prossimi 10 anni per modernizzare e sostenere la rete in vista della transizione energetica.

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Cybersecurity per PMI e professionisti

Le piccole e medie imprese hanno un bisogno crescente di protezione digitale ma non dispongono di un reparto interno dedicato: in un periodo in cui gli attacchi informatici sono sempre più frequenti, cresce la necessità di proteggere i dati sensibili di clienti e aziende.

Questo sta favorendo l’ascesa di micro-imprese di cybersecurity: dai consulenti per la sicurezza informatica agli specialisti in data protection auditor che operano con contratti a progetto. Un settore ancora lontano dalla saturazione, dove competenze verticali e aggiornamento continuo fanno la differenza.

Nel 2024 il mercato della cybersecurity in Italia ha raggiunto 1,5 miliardi di euro, mostrando una crescita robusta rispetto agli anni precedenti. La previsione di crescita media annua fino al 2026 è stimata tra 8% e 10% all’anno.

La domanda è forte soprattutto tra le PMI, molte delle quali aumentano i budget per la protezione digitale, con livelli di spesa che variano dai 10.000 ai 60.000 euro l’anno per servizi esterni. In un contesto in cui oltre il 40% delle aziende ha subito minacce informatiche, la richiesta di consulenti, auditor e servizi di sicurezza gestiti continua ad aumentare.

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Artigianato tecnologico e micro-produzione

Dal design digitale alla stampa 3D, il made in Italy evolve verso forme imprenditoriali ibride: meno produzione di massa, più personalizzazione, micro-lotti, qualità e design. Le persone cercano sempre di più prodotti unici ed esclusivi, locali e irriproducibili.

In questo contesto, i piccoli artigiani e i negozi made in Italy potrebbero registrare crescite importanti, ma solo se sapranno sfruttare la tecnologia e l’innovazione. Laboratori di micro-produzione, studi di prototipazione e piccoli brand rappresentano un’altra area di forte potenziale per il 2026.

In Italia, ad oggi, ci sono oltre 1,26 milioni di imprese artigiane che impiegano circa 2,6 milioni di persone: secondo le stime di CNA, il valore aggiunto dell’artigianato è di circa 99,8 miliardi di euro, contribuendo per circa 6,6% al totale nazionale.

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Profili e competenze più richieste per il 2026

Secondo Santangelo, la combinazione tra transizione energetica, trasformazione digitale e nuovi bisogni delle imprese fa spazio sia a ruoli altamente specializzati sia a professioni ibride e consulenziali. “Saranno necessarie competenze in cybersecurity, identity & access management e sicurezza applicativa. Ma anche in product management e marketing digitale”, spiega.

Le PMI, per l’esperto, avranno un ruolo cruciale nel formare i lavoratori e aggiornare le competenze affinché le mansioni tradizionali possano evolversi e rendere l’impresa più resiliente. “Nel settore turistico – conclude – le imprese dovranno puntare su esperienze personalizzate, reputation management e automazioni per pricing e distribuzione, sfruttando anche strumenti multilingue basati su AI”.

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Laura Pellegrini

Giornalista e content editor

Dopo la Laurea in Comunicazione e Società, ho iniziato la carriera da freelance collaborando con diverse realtà editoriali. Ho scritto alcuni e-book sui bonus e ad oggi mi occupo della redazione di articoli di economia, risparmio e lavoro.

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