Argento, +210% di guadagno in un anno: conviene investire nel 2026? Previsioni di prezzo future

Argento oltre +200% in un anno: conviene comprare o vendere nel 2026? Analisi prezzi, previsioni 2030 e i consigli degli esperti.

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Negli ultimi anni l’argento è tornato al centro dell’attenzione degli investitori, segnando un guadagno superiore al 210% nel giro di 13 mesi rispetto ai valori di febbraio 2025. Sempre più professionisti si chiedono se investire in argento nel 2026 sia una scelta sensata, per cercare protezione da inflazione, tensioni geopolitiche, domanda industriale legata alla transizione energetica. La gestione della liquidità e la protezione del patrimonio diventano quindi scelte strategiche. Partitaiva.it ha analizzato dati, rischi e prospettive d’investimento per questo metallo prezioso.

Quanto è cresciuto l’argento negli ultimi anni

Per capire se conviene investire in argento nel 2026 bisogna partire dai numeri. Negli ultimi cinque anni, il metallo bianco ha registrato una crescita significativa, passando da metallo prezioso considerato “secondario” a vero protagonista dei mercati internazionali. 

Dopo la fase pandemica, infatti l’argento ha vissuto periodi di consolidamento e nuove spinte rialziste tra il 2023 e il 2025, sostenuto dalla domanda industriale e finanziaria. Tra la fine dell’autunno e dicembre dello scorso anno, le quotazioni si sono spinte stabilmente nella fascia compresa tra circa 65 e 70 dollari l’oncia, registrando una delle migliori performance annuali degli ultimi decenni.

Come interpretare i dati

Per le imprese che impiegano argento nei processi produttivi, ad esempio nei comparti dell’elettronica e del fotovoltaico, l’incremento dei prezzi si traduce in costi più elevati, che possono riflettersi sui listini finali di prodotti e componenti.

Dal lato degli investitori, invece, il 2025 è stato un anno estremamente favorevole. L’argento ha generato elevati rendimenti, attirando nuova attenzione anche da parte del pubblico retail. Ciò nonostante la volatilità resta però un elemento chiave da non sottovalutare. L’argento è storicamente più instabile dell’oro e può registrare oscillazioni molto ampie anche nell’arco di poche sedute. Come ha evidenziato anche Standard Chartered in una recente analisi sui metalli preziosi, i movimenti del prezzo dell’argento possono diventare particolarmente bruschi in fasi di incertezza macroeconomica e di cambiamento delle aspettative sui tassi di interesse.

Prezzo argento 2026: quanto vale oggi

Il prezzo dell’argento a febbraio 2026 si colloca in genere in un intervallo compreso tra i 70 e oltre gli 80 dollari per oncia troy (specifica per i metalli preziosi, differisce dall’oncia comune), con alcune stime che a gennaio 2026 hanno ipotizzato anche il superamento della soglia dei 100 dollari. 

Successivamente, nella seconda settimana di febbraio 2026, le quotazioni hanno registrato una fase di ritracciamento, riportandosi nell’area tra i 74 e gli 81 dollari per oncia. In termini di cambio europeo, l’argento è attualmente scambiato in una fascia indicativa tra circa 67 e 82 euro per oncia, equivalenti a un valore compreso tra 2,15 e 2,67 euro al grammo orientativamente.

I fattori che influenzano la quotazione

Il prezzo dell’argento nel 2026 è influenzato da tre grandi fattori:

  • la politica monetaria. Tassi di interesse elevati tendono a frenare le materie prime, mentre un contesto di tagli o di aspettative espansive favorisce i metalli preziosi;
  • la domanda industriale. Tenendo conto che l’argento è ampiamente utilizzato nei pannelli solari e nella produzione di componenti tecnologici;
  • la domanda finanziaria, inclusi gli ETF che replicano il prezzo del metallo. Quando aumentano gli afflussi su questi strumenti, il prezzo può accelerare rapidamente.

Un indicatore osservato dagli analisti è anche il rapporto oro/argento. Storicamente, quando l’argento risulta “sottovalutato” rispetto all’oro, può avviare fasi di recupero più rapide. Tuttavia, la maggiore sensibilità al ciclo economico lo rende meno stabile rispetto al metallo giallo.

Comprare o vendere argento, quando conviene? I consigli dell’esperto

Negli ultimi mesi, l’argento ha attirato un crescente interesse tra investitori e privati. Ma come orientarsi tra acquisti, vendite e strategie di diversificazione? Secondo Salvatore Loizzo di Compro oro DP a Cosenza, il mercato mostra un equilibrio tra chi desidera vendere per monetizzare e chi preferisce acquistare per diversificare il proprio portafoglio.

Salvatore Loizzo

“L’argento è un metallo che sta vivendo una fase di forte attenzione, sia da parte di chi desidera venderlo approfittando dei valori attuali, sia da parte di chi vuole acquistarlo come forma di diversificazione – spiega l’esperto di metalli preziosi -. In generale, noto un equilibrio: c’è chi vende per monetizzare e chi acquista per mettere da parte un bene tangibile, percepito come più stabile rispetto ad altri strumenti finanziari”.

Quando si tratta di decidere il momento più conveniente per comprare o vendere, il consulente sottolinea che dipende dagli obiettivi personali e dall’orizzonte temporale. “Il momento giusto dipende sempre dall’obiettivo della persona. Chi vuole vendere trova oggi un mercato vivace e quotazioni interessanti, quindi può essere un buon periodo per ottenere un valore soddisfacente. Chi invece vuole acquistare dovrebbe ragionare in ottica di medio-lungo termine: l’argento è un metallo ciclico ma storicamente ha dimostrato di mantenere un buon rapporto tra prezzo e potenziale di crescita. In ogni caso, il mio consiglio è sempre quello di informarsi, confrontare e valutare con serenità”, consiglia.

Investire in beni rifugio: oro vs argento

L’argento può essere considerato un bene rifugio come l’oro? “L’argento non è un bene rifugio puro come l’oro, che rimane il punto di riferimento nei momenti di incertezza economica – chiarisce Salvatore Loizzo -. Tuttavia, ha una caratteristica molto interessante: unisce la dimensione del metallo prezioso a quella industriale. Viene utilizzato in settori strategici come tecnologia, energia e medicina, e questo lo rende un metallo dinamico, con un potenziale di crescita legato anche all’innovazione. Per molti investitori rappresenta una forma di diversificazione accessibile e intelligente”.

Entrambi i metalli, dunque, possono rappresentare un’opportunità, esattamente – seppur con le dovute differenze – come accade per il platino. “Il mercato dei metalli preziosi cambia, ma ciò che non cambia è l’importanza di informarsi e affidarsi a professionisti seri. Argento e oro restano strumenti utili quando vengono scelti con consapevolezza: il valore più grande, alla fine, è sempre la trasparenza”.

Come funziona la tassazione dell’argento per chi investe

La fiscalità è un elemento centrale per chi investe in argento. Se si investe in ETF, le eventuali plusvalenze sono generalmente tassate come redditi finanziari. L’argento fisico, invece, segue regole differenti in base alla modalità di acquisto e rivendita.

Distinguere tra patrimonio personale e attività d’impresa – va da sé – diventa fondamentale. L’acquisto di metalli preziosi come investimento rientra normalmente nella sfera privata, con tassazione sulle plusvalenze realizzate. Prima di investire è sempre consigliabile confrontarsi con il proprio consulente fiscale per valutare l’impatto concreto sul rendimento netto.

Quanto varrà l’argento in futuro? Le previsioni

Le previsioni sul prezzo dell’argento nel 2026 variano in base agli scenari macroeconomici. In uno scenario base, con crescita moderata e politica monetaria meno restrittiva, molti analisti ipotizzano un mantenimento su livelli elevati rispetto alla media storica.

Uno scenario ottimistico, caratterizzato da forte domanda industriale e indebolimento del dollaro, potrebbe spingere il metallo verso nuovi massimi. Uno scenario prudente, con rallentamento economico globale, potrebbe invece riportare i prezzi su livelli inferiori rispetto ai picchi recenti. Le previsioni non sono certezze, ma stime basate su variabili che possono cambiare rapidamente.

Guardando al 2030, il fattore chiave sarà la domanda industriale strutturale. La diffusione delle energie rinnovabili e delle tecnologie avanzate potrebbe sostenere il consumo di argento nei prossimi anni. Se l’offerta non dovesse crescere allo stesso ritmo, il mercato potrebbe trovarsi in deficit, con effetti potenzialmente rialzisti sui prezzi.

In questo quadro si inseriscono anche le considerazioni di Franco Padovan, operatore professionale autorizzato U.I.C. Banca d’Italia n.5008404, nel settore dell’oro e dell’argento da oltre 40 anni. “La mia previsione è che il prezzo dell’argento da qui a qualche anno dovrà triplicare, quadruplicare, forse anche di più, in funzione del fatto che le nuove tecnologie che sono nel cassetto ancora non sono state divulgate e saranno a base di argento. Tecnologia che riguarda l’elettronica e l’energia, che farà lievitare il prezzo dell’argento a dismisura”, spiega a Partitaiva.it.

L’influenza della Cina

“Quello che è successo con l’argento è che ha fatto una una fiammata in questi ultimi tempi, dovuta anche al fatto che la Cina sta eliminando tutti gli asset in dollari e sta rilanciando lo Yuan. Nel contempo, la Cina è una grossa produttrice di argento e quindi vuole gestire il mercato mondiale del metallo bianco. Tutto ciò ha fatto infiammare il prezzo dell’argento che è arrivato a 3.200 euro al kg per poi ridiscendere a 2.200-2.300, adesso sta oscillando intorno ai 2.400 euro al kg ma questo è solo l’inizio per quello che riguarda il prezzo dell’argento. L’argento farà parlare di sé fra qualche anno -ancora ci vuole un pochino forse due anni più o meno- poi esploderà come esploderà anche il prezzo dell’oro”, continua Padovan.

Infine, sottolinea l’esperto: “L’oro ha un’altra motivazione, oltre al fatto a cui accennavo prima, che la Cina sta cercando di governare l’economia mondiale, l’oro è un antidoto contro le crisi economiche: quella che sta per arrivare sarà una grossissima crisi economica che rispecchia il 1929 quella che succederà adesso sarà ancora peggiore”.

Autore
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Natalia Piemontese

Giornalista

Giornalista pubblicista, sono laureata con Master in selezione e gestione delle Risorse Umane e specializzata in ricerca attiva del lavoro. Fondatrice dell'Academy di Mamma Che Brand, per l'empowerment femminile e la valorizzazione delle soft skill -in particolare dopo la maternità- insegno le competenze digitali che servono per lavorare online.

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