Le incertezze geopolitiche mettono a rischio il turismo della prossima stagione estiva in Italia. In questo contesto, è utile guardare soprattutto alle opportunità del mercato interno. Il turismo termale, eccellenza italiana, si presta particolarmente anche a questo. Partitaiva.it ha compiuto un viaggio in Puglia alla scoperta delle Terme Margherita di Savoia, in provincia di Barletta-Andria-Trani, e alla possibilità di investire nel business termale.
Indice
Turismo termale in Italia: quanto vale
Oltre 320 stabilimenti, 24 milioni di presenze turistiche nel 2025 con un impatto economico diretto di oltre 5 miliardi di euro: i numeri del settore termale forniti dall’Osservatorio sull’economia del eurismo delle Camere di commercio Unioncamere-Isnart raccontano quello che è prima di tutto il turismo termale. Si tratta di un motore di destagionalizzazione che conferma l’Italia tra i leader europei per le vacanze benessere. ll sistema, inoltre, garantisce circa 65.000 addetti, tra diretti e indiretti.
Il termalismo è un valido aiuto nella prevenzione e nella cura di molte patologie croniche e contribuisce a ridurre la somministrazione di farmaci. La riabilitazione termale riduce in modo molto significativo i tempi di recupero, anche per gli sportivi.
Le migliori terme in Italia
Quali sono le migliori terme in Italia? C’è solo l’imbarazzo della scelta: parola di Federterme. Secondo l’unica organizzazione italiana che rappresenta le aziende termali in Italia, “l’Italia è la terra privilegiata per la quantità e la qualità straordinaria delle sue terme. La cultura degli stabilimenti termali della Roma Imperiale ha fatto scuola in tutta Europa ed ancor oggi, per tutto il mondo, l’Italia è sempre il Paese con la maggior offerta termale di qualità scientifica”.
Identikit dei turisti che scelgono le terme
L’appeal del turismo termale sugli stranieri è fortissimo e in crescita. Federterme stima che le strutture termali presenti sul nostro territorio accolgono e assistono 2 milioni e 790 mila clienti, di cui il 12% composto da stranieri. Il settore del benessere termale attira anche molti millennials, con una quota che, secondo Unioncamere, è vicina al 31%: viaggiano per lo più in coppia (49,4%) o con amici (17,5%). In media un turista termale spende circa 90 euro al giorno. Questa cifra può tuttavia raggiungere anche i 256 euro al giorno. Il comparto, inoltre, è ad alto tasso di fidelizzazione: 6 visitatori su 10 sono habitué della località e della struttura frequentata.
Investire nel business delle terme: come aprire una struttura
Quanto costa aprire un centro termale? Per avviare una struttura termale di medie dimensioni, l’investimento iniziale necessario può partire dai 70.000 euro. Per quelle di grandi dimensioni, si può arrivare anche a 250.000.
Avviare un centro termale o un centro benessere in Italia richiede una serie complessa di adempimenti burocratici, sanitari e amministrativi. È necessario distinguere tra un centro benessere/SPA generico e uno stabilimento termale vero e proprio che utilizza acque minerali, poiché quest’ultimo sottostà a normative più stringenti (autorizzazioni regionali e prefettizie).
Gli adempimenti burocratici
Accanto ai principali adempimenti di carattere burocratico ed amministrativo, come l’apertura della partita IVA, l’iscrizione al Registro delle imprese presso la Camera di commercio (sezione artigiani o commercianti), la presentazione SCIA per l’apertura della struttura, vi sono anche specifici requisiti di carattere sanitario e strutturale che vanno nella direzione del pieno rispetto delle norme igienico-sanitarie dei locali.
L’avvio di uno stabilimento termale, inoltre, necessita anche di una autorizzazione comunale. È fondamentale verificare il regolamento comunale specifico, poiché i requisiti possono variare leggermente tra i diversi Comuni. E poi bisogna che i locali soddisfino i requisiti strutturali ma anche di sicurezza. Bisogna che il personale sia qualificato e soddisfi i requisiti professionali. È necessario, inoltre, specificare l’uso (curativo, idroterapico) e le stagioni di apertura. Tra gli adempimenti più specifici, poi, vi è soprattutto quello che si riferisce proprio all’utilizzo delle acque termali, per il quale è necessaria l’autorizzazione specifica del prefetto o dell’autorità regionale.

Turismo termale: il caso studio delle Terme Margherita di Savoia
Marina Lalli, è amministratrice unica delle Terme Margherita di Savoia, struttura che nasce ufficialmente nel giugno del 1947, grazie all’iniziativa di un comitato locale e della Camera di commercio di Foggia. L’edificio moderno, che comprende il complesso termale e il Grand hotel, è stato inaugurato nel 1988. Oggi la struttura è accreditata al Servizio sanitario nazionale.
Lalli racconta a Partitaiva.it che le acque termali impiegate nel suo stabilimento termale provengono direttamente dalle storiche Saline di Margherita di Savoia, le più grandi d’Europa. Il contenuto di bromo e di iodio e l’alta concentrazione salina rendono le “acque madri” particolarmente efficaci nella prevenzione e nella cura di diverse patologie: delle vie respiratorie, delle orecchie, dell’apparato osteoarticolare, dermatologiche e ginecologiche. Un’altra caratteristica peculiare delle Terme di Margherita di Savoia è l’utilizzo di fanghi esclusivamente naturali e mai riciclati, grazie alla vasta estensione delle Saline che ne garantiscono una quantità praticamente inesauribile.
In virtù di queste peculiarità, le Terme di Margherita di Savoia si classificano tra le migliori terme in Italia. Simbolo di un made in Italy che si nutre di eccellenza. Qual è lo stato di salute del brand italiano? “Il made in Italy – ci risponde – vive una fase complessa ma dinamica: resta un simbolo di qualità nel mondo, ma deve affrontare sfide come la concorrenza globale, la contraffazione e l’aumento dei costi. Tuttavia, nei settori legati al territorio, come quello termale, emergono segnali positivi grazie a un valore unico difficilmente replicabile”.
“Nel comparto termale – prosegue Lalli – il made in Italy rappresenta molto più di un’origine geografica: è l’incontro tra cultura, scienza e territorio. Significa offrire trattamenti autentici, sicuri e basati su risorse naturali e competenze qualificate. Le Terme Margherita di Savoia ne sono un esempio concreto, capaci di unire tradizione e innovazione, valorizzando e proteggendo un patrimonio che rende l’Italia un punto di riferimento nel mondo”.
Terme, eccellenza del made in Italy: le strategie di promozione
“Il modello termale italiano è solido – fa sapere Lalli, che è anche presidente di Federturismo, vice presidente di Federterme e èresidente di FoRST (Fondazione per la ricerca scientifica termale) – ma può essere ulteriormente sviluppato. Tra le possibili iniziative, si potrebbero promuovere percorsi educativi per scuole e università, si potrebbero sviluppare collaborazioni con altri settori del made in Italy, certificazioni più rigorose, eventi internazionali per attrarre investimenti”. L’esperta suggerisce anche un maggiore uso del digitale per raccontare e promuovere il prodotto.
L’iniziativa delle Terme Margherita di Savoia per la Giornata nazionale del made in Italy
Il turismo termale è considerato un asset strategico del made in Italy. Per questo, lo scorso 15 aprile, in occasione della Giornata nazionale del made in Italy le Terme Margherita di Savoia hanno offerto un’esperienza coinvolgente. “L’evento ha messo in luce il valore autentico della filiera italiana del benessere, attraverso un percorso immersivo centrato su territorio, materie prime e competenze”, aggiunge.
Le visite guidate hanno permesso agli ospiti di scoprire da vicino un sistema che nasce dalle saline locali, le più grandi d’Europa, e che si traduce in protocolli di trattamenti riconosciuti per qualità ed efficacia. Grande attenzione è stata dedicata alle risorse naturali – fanghi, acque e sali – non solo come strumenti terapeutici, ma come espressione di un patrimonio ambientale unico, rafforzando così il legame tra prodotto e territorio.
“Accanto alla tradizione – prosegue l’amministratrice unica – è emerso anche il ruolo fondamentale della scienza e della medicina, con la presentazione di percorsi terapeutici personalizzati che spaziano dalla riabilitazione alla fangoterapia, fino alle cure dermatologiche e respiratorie. Un approccio integrato che dimostra come innovazione e tradizione possano convivere e valorizzarsi a vicenda”.
L’apertura al pubblico del centro benessere e dei reparti ha reso l’esperienza ancora più trasparente, permettendo di conoscere da vicino processi, professionalità e standard qualitativi. “I visitatori hanno potuto provare gratuitamente alcune terapie (dopo l’autorizzazione del medico) e scoprire i prodotti cosmetici e dispositivi medici sviluppati dalle Terme, portando così i benefici delle cure anche a casa”, conclude.












Patrizia Penna
Giornalista professionista