Dalla sanità e dai social media parte la riscossa delle partite IVA. È in questi due settori, infatti, secondo la tech company Fiscozen, che si collocano e che lavorano i professionisti più pagati in Italia. La classifica è articolata e contempla le figure più disparate, anche quelle che non ti aspetti ma il fil rouge, cioè l’elemento che tiene tutto insieme, è rappresentato dallo spirito di intraprendenza e dalle competenze che trasformano la ricerca di opportunità in opportunità concreta.
“Il lavoro attraversa una profonda trasformazione strutturale. Il contesto è profondamente cambiato. Le competenze si consumano più rapidamente. Le persone attraversano più fasi di ingresso, uscita e rientro nel mondo del lavoro”, ha detto nei giorni scorsi il ministro del Lavoro, Marina Calderone, aprendo la conferenza nazionale della dirigenza dell’INPS. Partitaiva.it ha approfondito gli aspetti che vanno anche oltre i fatturati e che confermano come l’indagine Fiscozen cristallizzi, quanto meno in parte, gli effetti già in essere di questa trasformazione.
Indice
Classifica professionisti più pagati: chi sono e quanto guadagnano
Secondo l’indagine Fiscozen, condotta su oltre 40 mila partite IVA, a guidare la classifica delle professioni più pagati e con i fatturati medi più alti sono i medici specialisti e della diagnostica come cardiologi, psichiatri, pediatri, ginecologi e radiologi, con 58.365 euro annui. Seguono le attività di produzione cinematografica, video e programmi TV (40.822 euro) e, subito dopo, gli elettricisti specializzati in impiantistica civile e industriale (40.062 euro).
A seguire, troviamo l’influencer marketing e i content creator, con 39.947 euro di fatturato medio e un sorprendente +23% sul 2024, l’incremento più alto di tutti. Chiudono la lista le attività di ingegneria (39.136), dentisti e odontoiatri (38.242) e gli infermieri (37.470).
Oltre ai liberi professionisti che lavorano con i social media, nell’indagine compaiono anche i codici Ateco collegati agli operatori del settore immobiliare per conto terzi che hanno registrato lo scorso anno un aumento di incassi significativo (+17,6%). Poi i formatori sportivi (+15,7%), gli agenti assicurativi (+15%) e, con percentuali leggermente inferiori fino al 12%, tra i professionisti più pagati ci sono anche quelli che svolgono attività psicomotorie e nel campo della recitazione.
I codici ATECO più utilizzati
In attesa dei nuovi dati ufficiali sull’apertura delle partite IVA nell’anno appena trascorso, Fiscozen rileva che i nuovi codici Ateco più utilizzati sono quelli dei:
- consulenti imprenditoriali, strategici e gestionali;
- pubblicitari;
- psicologi e psicoterapeuti.
La riforma dei codici ATECO 2025 è destinata a segnare uno spartiacque nella produzione primaria di dati amministrativi e per la raccolta e diffusione di dati statistici. Cos’è il codice Ateco? Altro non è che la classificazione delle attività economiche adottata dall’ISTAT. Il nuovo codice Ateco 2025 è diventato operativo lo scorso 1 aprile 2025. Ad esso gli operatori Iva dallo scorso aprile fanno esplicito riferimento in tutti gli atti e nelle dichiarazioni da presentare all’Agenzia delle Entrate.
Partita IVA per scelta, il mito del posto fisso finisce nel cassetto
“Costruire pubblica amministrazione capace di attrarre talenti”: a questo obiettivo il ministro della Funzione pubblica, Paolo Zangrillo, sta lavorando ormai da anni. Qualche giorno fa è arrivato il via libera della Camera al ddl in materia di valutazione della performance e sviluppo di carriera che si inserisce in quel percorso di modernizzazione del settore pubblico che puntando a rendere nuovamente efficiente la pubblica amministrazione ma anche attrattiva per i giovani.
Quest’ultimi, tuttavia, sembrano aver ormai abbandonato da tempo quel mito del posto fisso inseguito per decenni da intere generazioni e raccontato in modo esilarante da comici come Checco Zalone. I giovani di oggi sembrano essere approdati ad un livello superiore di consapevolezza e a confermarlo è lo stesso Enrico Mattiazzi, CEO di Fiscozen: “I giovanissimi – dice – vedono nella libera professione un modello davvero allineato ai loro valori: meritocrazia, flessibilità e armonia tra vita e lavoro. Inoltre, in un’epoca in cui l’intelligenza artificiale sfida le competenze tecniche, la partita IVA permette di rimettere al centro l’individualità. Essere liberi professionisti oggi significa valorizzare quell’apporto umano unico, fatto di visione e direzione, che nessuna tecnologia può replicare. Non è solo una questione di fatturati, ma della libertà di essere padroni del proprio percorso lavorativo”.
Sono i giovani, dunque, i protagonisti di una vera e propria rivoluzione che ha ribaltato il paradigma a cui eravamo abituati e che vedeva nel posto fisso la risposta alle ambizioni professionali e occupazioni di chi si affacciava nel mercato del lavoro. La partita iva non è più il piano B ma è una scelta voluta alla luce di dinamiche occupazionali che di fatto tendono a premiare chi si specializza e chi riesce a valorizzare le proprie conoscenze.
Professionisti più pagati, ma anche più stressati: le preoccupazioni più comuni
Meritocrazia e gestione del tempo sono le due priorità che guidano i giovani nel mercato del lavoro di oggi. Punti fermi ma anche dinamiche in continua evoluzione. Rispetto al passato, la qualità della nostra vita oggi è un fattore determinante che condiziona in modo rilevante le scelte professionali. Dall’indagine Fiscozen emerge che, in Italia, oltre che per essere padrone del proprio tempo, un libero professionista su due ha scelto la Partita IVA principalmente per avere più libertà anche nella gestione di clienti e risorse. “La Gen Z in particolare – recita il Rapporto – si avvicina alla libera professione perché non si riconosce nel lavoro dipendente e cerca maggiore armonia tra vita privata e lavoro, indipendenza decisionale, stimoli nuovi e meritocrazia”.
Questa libertà ha però un prezzo. “Gli psicologi – si legge ancora nel documento – segnalano che i liberi professionisti sono tra i più esposti a problemi di salute mentale legati al lavoro, come ansia, stress, insonnia e burnout. Tra le cause principali ci sono preoccupazioni economiche, pressione fiscale, mancanza di tutele per malattia e maternità, e difficoltà nell’accesso al credito. In generale, queste sfide riguardano tutte le fasce di età, i generi e i codici ATECO. Tra le preoccupazioni più comuni ci sono guadagnare abbastanza, trovare nuovi clienti e gestire carichi di lavoro elevati”. Nonostante le difficoltà e nonostante siano in molti a chiedere una semplificazione fiscale, l’83% dei liberi professionisti è soddisfatto della propria scelta e non tornerebbe indietro.
Il gender pay gap non risparmia neanche le libere professioni
Seppure considerata opportunità vantaggiosa non soltanto sotto il profilo professionale, la libera professione non fa eccezione e si presenta per le donne come un percorso ad ostacoli: malattia, maternità, conciliazione vita familiare-vita lavorativa restano i grandi nodi irrisolti della cosiddetta “questione femminile”, laddove non si riesce a far sì che donne e uomini riescano a gareggiare ad armi pari.
Come nel lavoro dipendente, anche nella libera professione esiste il gender pay gap: gli uomini guadagnano mediamente il 18,3% in più delle donne, circa 3.343 euro all’anno. Il gap si manifesta già nei primi anni di partita IVA e cresce con l’età: 7,4% tra 18 e 24 anni, 20,6% tra 25 e 35 anni, periodo in cui molte donne diventano madri, fino a 28,5% tra 55 e 65 anni, con 5.886 euro in più per gli uomini.
I settori con maggiore disparità
I settori con maggiore disparità sono manifatturiero (91,4%), mentre l’istruzione si avvicina alla parità. Nei servizi di alloggio e ristorazione, invece, le donne guadagnano il 26,2% in più dei colleghi.
Non riuscire a guadagnare abbastanza è un po’ il refrain che accompagna l’attività professionale delle partite IVA. E qui non c’è distinzione tra uomo e donna. Sul piano motivazionale, invece, le donne puntano su libertà e creatività, mentre gli uomini cercano di essere protagonisti del proprio destino e aumentare i guadagni.













Patrizia Penna
Giornalista professionista