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Volontary disclosure 2015, cosa è e come funziona

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Cosa è la volontary disclosure

La Volontary disclosure, o più semplicemente Collaborazione Volontaria, rientra in uno di quegli argomenti spinosi e particolarmente delicati. Con questa espressione, nata negli Stati Uniti negli anni ’90, si suole indicare un sistema che consente, a chi possiede capitali fuori dall’Italia e non dichiarati al Fisco, di migliorare la propria posizione, per mezzo di uno sconto sulle sanzioni da sostenere. Al contrario, le imposte non pagate e gli interessi andranno estinti completamente.

Come funziona la volontary disclosure?

Ma vediamo più da vicino in cosa consiste e come funziona la Volontary disclosure. Si tratta di una procedura, efficiente ed efficace, che permette agli italiani che hanno capitali all’estero illegalmente, di collaborare volontariamente con l’Agenzia delle Entrate denunciando loro l’irregolarità di queste attività e godendo di alcuni privilegi sulle sanzioni. Potranno aderire a questa collaborazione volontaria tutte le persone fisiche, gli enti non commerciali, le società semplici ed equiparate residenti nella Penisola. In paticolare, chi desidera collaborare con il Fisco, potrà fare quanto segue: presentare un’istanza all’UCIFI ( Ufficio centrale per il contrasto agli illeciti fiscali internazionali ) entro e non oltre il 30 Settembre 2015 in cui vengano segnalati tutti i possedimenti tenuti all’estero.

In seguito, sarà premura dell’Agenzia Delle Entrate, in base ai documenti esibiti dal contribuente, provvedere a determinare, in maniera attenta e dettagliata, tutte le imposte dovute e accresciute dagli interessi. E’ bene inoltre sapere che la Volontary disclosure, si riferisce a tutti quei periodi di imposta, per i quali al momento della presentazione della domanda, non sono scaduti i tempi utili per l’accertamento. Il contribuente che decide di fare pace con il Fisco risulta inoltre escluso dalla punibilità dei seguenti reati: frode, riciclaggio, autoriciclaggio, omissione delle dichiarazione, omissione del versamento IVA. Il contribuente dovrà però provvedere a versare la quota richiesta dal fisco, in un lasso di tempo che va dai 15 ai 60 giorni mentre l’Agenzia delle Entrate si riserverà 30 giorni per informare l’autorità giudiziaria competente, dell’avvenuta conclusione dell’atto di collaborazione volontaria. Quello della Volontary disclosure sembrerebbe dunque un criterio per potenziare la lotta all’evasione fiscale. Ma la domanda sorge spontanea:è davvero il modo giusto per far rientrare in Italia 30 o 40 utilissimi miliardi di euro?

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