Tasso di interesse legale 2023: aumento record al 5%

Il tasso di interesse legale a partire da gennaio 2023 aumenterà fino al 5%. Ecco quali sono le cause e cosa comporterà l'incremento.

revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.
Tasso di interesse legale 2023
  • Dal prossimo anno aumenterà il tasso di interesse legale del 5%, rispetto all’1,25% precedente.
  • A comunicare la modifica è arrivato un Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 13 dicembre 2022.
  • Il tasso di interesse legale si calcola in base al rendimento annuo dei titoli di stato e all’inflazione, e questo aumento segna un record di percentuale per il 2023.

Continuano gli aumenti a seguito dell’inflazione, in particolare si assiste ad un aumento del tasso di interesse legale del 5%, rispetto alla percentuale precedente fissata all’1,25%. Si tratta di un incremento che non ha precedenti, rispetto agli ultimi dieci anni.

Ma cosa si intende per tasso di interesse legale? Si fa riferimento in particolare al costo del denaro, e nello specifico, l’articolo 1282 del Codice Civile determina che i crediti di somme di denaro esigibili siano soggetti a degli interessi annualmente stabiliti per legge.

Ogni anno infatti il Ministero dell’Economia può modificare queste percentuali, che vanno a influire anche sul ravvedimento operoso, ovvero sulla possibilità per i contribuenti di provvedere al pagamento dei propri debiti pagando una sanzione con aggiunta degli interessi. Vediamo in questo articolo nello specifico di cosa si tratta, e quali saranno le conseguenze di questo aumento.

Tasso di interesse legale: cos’è e a cosa si riferisce

Il tasso di interesse legale si riferisce a quella somma che, al trascorrere del tempo, viene aggiunta per legge agli importi a credito. Per fare un esempio, se un contribuente cumula un debito verso lo stato, è possibile saldarlo pagando una cifra aggiuntiva per la sanzione e gli interessi cumulati.

Il funzionamento del tasso di interesse legale è regolarizzato da alcuni articoli del Codice Civile, in particolare:

  • articolo 1282 del Codice Civile: stabilisce che i crediti di somme di denaro, che risultano esigibili, producono degli interessi, di tipo legale, a meno che la legge non stabilisca precise condizioni;
  • articolo 1284 del Codice Civile: stabilisce che ogni anno il Ministero dell’Economia può modificare la percentuale dell’interesse legale entro il 15 dicembre, tenendo presenti due fattori: da un lato il rendimento medio annuo dei titoli di stato, di durata massima di 12 mesi, e dall’altro lato tenendo conto del tasso di inflazione specifico in un determinato anno.

Il tasso di interesse legale va ad influenzare quindi gli interessi su una certa somma di denaro. Il calcolo di questi interessi viene effettuato in base a tre fattori: il capitale, ovvero la somma soggetta ad interessi, il tempo trascorso per la sua restituzione, e infine il tasso di interesse legale.

Attualmente il tasso di interesse legale è all’1,25%, tuttavia entro il 15 dicembre di ogni anno questa percentuale può essere variata, in base ai fattori visti in precedenza.

Tasso di interesse legale inflazione

Come cambia il tasso di interesse legale nel 2023

A partire dal 2023, il tasso di interesse legale cambierà. A confermarlo è una comunicazione del Ministero dell’Economia, tramite decreto del 13 dicembre 2022. La percentuale dal primo giorno di gennaio 2023 passerà dall’1,25% al 5%, un aumento record tenendo presente l’andamento degli ultimi dieci anni.

Questo aumento è dovuto principalmente alla situazione economica attuale, per cui l’Italia ancora sta attraversando una fase di profonda inflazione. Basta pensare che l’inflazione a novembre 2022 ha raggiunto il +11,8%, un aumento record per cui i prezzi di moltissime materie prime, beni e servizi si sono incrementati in modo esponenziale.

Intorno a questi aumenti, va segnalato che sia le imprese, che i lavoratori e le famiglie, hanno riscontrato un incremento soprattutto dei costi delle bollette per le utenze di energia e gas, che comportano non poche difficoltà.

Di fronte a questi aumenti, il governo è intervenuto con diverse misure, come i crediti di imposta per le imprese, e i bonus sociali.

Il cambiamento del tasso di interesse legale si può ricondurre principalmente all’aumento dell’inflazione, che ha colpito non solamente l’Italia, ma anche diversi paesi in Europa e nel mondo. L’aumento di questa percentuale è in contro tendenza rispetto agli ultimi anni, per cui per esempio nel 2021 si è registrata una discesa senza precedenti, allo 0,01%.

Tasso di interesse legale negli ultimi dieci anni

Facciamo una panoramica del tasso di interesse legale degli ultimi anni. Prendiamo in considerazione le differenze riscontrate negli ultimi dieci anni, nella seguente tabella.

Anno di riferimentoTasso di interesse legale
2012 – 20132,5%
20141%
20150,5%
20160,2%
20170,1%
20180,3%
20190,8%
20200,05%
20210,01%
20221,25%

La percentuale inferiore si è riscontrata nel 2021, mentre successivamente si è verificato un aumento, con previsione per il 2023 di un record al 5%. L’ultimo aumento decisivo si era registrato invece diversi anni addietro, quando nel 1990 il tasso di interesse legale aveva toccato il 10%.


Tasso di interesse legale in aumento: le conseguenze

Ma vediamo cosa cambierà, con questo aumento del tasso di interesse legale comunicato per il 2023. L’aumento toccherà quindi i contribuenti, ovvero i cittadini che si trovano a debito verso il fisco. Per i debiti contratti nel 2022, nulla cambierà, mentre per quelli successivi, si andrà a pagare di più.

In particolare i tassi di interesse si applicano nel momento in cui il contribuente si trova ad avere un debito verso il fisco, ovvero non ha pagato delle imposte dovute allo stato. Si può trattare di tasse non versate da parte di lavoratori, professionisti con Partita Iva, imprese o altri soggetti similari.

Per questi debiti, i contribuenti generalmente possono ricorrere al ravvedimento operoso, ovvero possono sanare il debito pagando le somme dovute con l’aggiunta delle sanzioni previste, e appunto, degli interessi. Questi interessi, calcolati in base alle somme, al tempo trascorso, e al tasso di interesse legale annuale, saranno soggetti ad un aumento.

Per chi pagherà le tasse in ritardo quindi ci sarà un aggravio delle somme da versare come interessi, per i debiti contratti nel 2023. Di fatto gli interessi subiranno un incremento più del doppio rispetto alla cifra precedente.

Tuttavia i tassi di interesse legale non intervengono solamente in caso di debiti del cittadino verso il fisco, ma anche all’opposto. Per fare un esempio, se il pagamento di una pensione è in ritardo, l’ente previdenziale dovrà versare una maggiorazione sugli interessi insieme alle somme dovute al cittadino, in base al tempo di erogazione.

Va tenuto inoltre in considerazione che con la manovra 2023 del governo, con molta probabilità verranno introdotte delle misure di tregua fiscale che coinvolgeranno le cartelle esattoriali dei cittadini, ovvero i debiti non ancora saldati. Ma per questo aspetto si attendono ulteriori conferme.

Tasso di interesse legale 2023 – Domande frequenti

Qual è il tasso di interesse legale oggi?

Il tasso di interesse legale nel 2022 è dell’1,25%, invece per il 2023 secondo le conferme del Ministero dell’Economia, si arriverà al 5%.

Chi stabilisce il tasso di interesse legale?

Il tasso di interesse legale, che va ad influenzare per esempio il ravvedimento operoso, viene stabilito ogni anno dal Ministero dell’Economia, entro il 15 dicembre, in base a questi fattori.

Come si calcolano gli interessi legali su un debito?

Per calcolare gli interessi legali su un debito si tengono in considerazione: l’entità del debito, la percentuale di interessi legali, e il tempo trascorso. Ecco come funziona il calcolo.

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dottore commercialista giovanni emmi
Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 29 Gennaio 2023
Dottore commercialista specializzato in organizzazione e gestione dello studio professionale, consulenza direzionale e digitalizzazione dei processi. Nonostante sia un pianificatore nato, ha delle intuizioni geniali.
Autore
Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle Partite Iva. La curiosità mi ha portato a collaborare con agenzie web e testate e a conoscere realtà anche diversissime tra loro, lavorando come copywriter e editor freelancer.

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