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Startup innovative: novità con l’investment compact 2015

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L’entrata in vigore del decreto Investment Compact porta con se una serie di novità agevolanti nella dimensione delle startup innovative, la cui portata è apprezzabile in più ambiti di operatività, vediamoli nel dettaglio:

La durata (ed i requisiti)

Il disposto normativo fissa la durata di questo peculiare format aziendale a 5 anni, offrendo anche la possibilità, scaduto il suddetto lasso temporale, di convertire la startup innovativa in pmi innovativa (altra tipologia aziendale soggetta sostanzialmente alle stesse agevolazioni previste per le startup).

Ancora, laddove precedentemente fossero state per legge da ritenersi rientranti nella categoria delle startup innovative solo le imprese (oltre che rispondenti agli altri requisiti di legge) costituite da non più di 48 mesi, con l’investment compact anche le realtà aziendali costituite da un periodo di tempo non superiore ai 60 mesi potranno essere annoverate in questa particolare categoria.

I costi di avvio

Sul fronte burocratico di costituzione ed inizio attività, è introdotta la possibilità di evitare il rogito notarile essendo prevista come modalità di costituzione non più soltanto l’atto pubblico ma anche la scrittura privata con firma digitale, si noti però che in questo caso il legislatore non lascia una piena autonomia all’iniziativa contrattuale privata, in quanto l’atto in questione sarà reperibile sotto forma di modello standardizzato predisposto dal ministero dello sviluppo economico.

Ulteriormente, il decreto estende l’esonero dal pagamento dell’imposta di bollo, dei diritti di segreteria e del diritto annuale dovuto alle C.C.I.A.A. ai 5 anni dalla costituzione (a fronte dei 4 stabiliti nella precedente disciplina in materia).

Altre novità ed istituzioni

Vi sarà innanzitutto la possibilità, per le startup innovative, di essere partecipate anche dall’istituto Italiano di Tecnologia, ente pubblico finalizzato alla valorizzazione -di concerto con il dicastero competente- delle nuove realtà aziendali ad alto potenziale tecnologico o i cui investimenti siano consistentemente rivolti ad attività di ricerca e sviluppo. Il decreto introduce anche un portale unico all’interno del quale sarà possibile visionare tutti i bandi attuati dal governo e/o dagli enti a ciò eventualmente preposti; a tal proposito è bene precisare che si tratterà di bandi di finanziamento indetti da soggetti pubblici ma anche privati ed aventi ad oggetto esclusivamente l’attività delle startup innovative.

Istituzione di rilievo prevista nella normativa in esame sarà anche quella -da concretizzarsi stando al disposto entro al 30 luglio 2015- di un portale che, analogamente a quanto accadrebbe nei testi unici normativi, raccolga tutte le norme rivolte alle startup innovative fornendo un set di informazioni completo di tutto ciò che riguarda i suddetti bandi di concorso per finanziamenti e gli enti cui eventualmente rivolgersi.

Il decreto -articolato in più sezioni- dispone persino l’estensione di talune agevolazioni previste per le startup innovative anche ad altre categorie di soggetti, sancendo così la nascita della categoria delle piccole e medie imprese innovative.

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