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Startup e PMI innovative: le differenze tra i requisiti

confronto

Nelle scorse settimane abbiamo trattato le diverse forme con cui è possibile registrare la propria startup, e ci siamo soffermati in particolare sulle modalità di iscrizione al registro delle imprese come startup innovativa. Successivamente, abbiamo trattato il tema delle PMI innovative. Assai simili nella denominazione e in alcuni casi anche nei requisiti non hanno, abbiamo visto, riscosso molto successo, probabilmente a causa di una differenza poco accentuata e – fino a poco tempo fa – poco pubblicizzata tra le due soluzioni.

requisiti

Per questo motivo, il registro delle imprese ha cercato di fare chiarezza, rinnovando il proprio sito e aggiungendo una sorta di checklist per permettere al visitatore di chiarirsi le idee sulle differenze tra le due possibilità.

Proviamo anche noi a definire meglio le differenze, tracciando un quadro il più possibile esaustivo.

Partiamo innanzitutto dalle leggi che regolamentano startup e PMI innovative. Le startup innovative sono definite all’articolo 25 del decreto legge 179/2012, altrimenti noto come Decreto Crescita 2.0.

Di contro, requisiti e opportunità per le PMI innovative sono definite nel successivo Investment Compact, ovvero il decreto legge 3/2015.

Veniamo ai requisiti.

Alcuni sono pressoché identici per entrambe le modalità di registrazione. Per godere dei vantaggi previsti da uno dei due decreti, occorre in entrambi casi essere costituiti come società di capitali (siano Spa, Sapa, Srl, Srls o cooperative). Inoltre entrambe non devono essere quotate in borsa. Si tratta di un limite decisamente più restrittivo per le startup innovative. Le PMI infatti potranno comunque essere quotate su piattaforme alternative come i sistemi di negoziazione multilaterali. Infine, in entrambi i casi la società deve avere la sede in Italia o in alternativa in un paese dell’UE e una filiale nel nostro paese.

Le differenze sorgono quando si parla dell’età dell’azienda. Per essere considerata startup innovativa, l’impresa deve essere nuova o comunque non attiva da più di cinque anni. Le PMI invece non hanno nessun tipo di limitazione temporale esplicita, ma devono comunque aver prodotto almeno un bilancio certificato, quindi non si applica alle imprese neonate. C’è anche una differenza di dimensioni. Per potersi costituire come startup innovativa l’azienda deve fatturare meno di cinque milioni l’anno. Più grandi sono le PMI innovative, che come tali devono rispondere ai requisiti dettati dalla raccomandazione europea 2003/361/CE, che indica come piccole e medie imprese quelle con meno di 250 dipendenti e un fatturato annuo inferiore a 50 milioni o un attivo dello stato patrimoniale inferiore ai 43 milioni.

In generale, le Startup Innovative devono rispondere a requisiti più stringenti. Non possono distribuire utili e devono avere come scopo dichiarato lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico. Entrambi i requisiti non si applicano alle PMI.

Veniamo infine ai requisiti facoltativi. Le imprese che vogliono registrarsi come startup innovative devono rispettare almeno uno dei tre requisiti riguardanti gli investimenti in Ricerca & Sviluppo, team qualificato e il possesso del brevetto di un prodotto innovativo. Quota che si alza per le PMI, che devono rispettarne almeno due.

Queste ultime poi devono investire almeno il 3% del maggiore tra costi e valore totale della produzione in ricerca e sviluppo. Quota decisamente più alta per quanto riguarda le startup, dove sale al 15%. Le startup innovative devono poi annoverare un team formato per 2/3 da personale in possesso di laurea magistrale; oppure per 1/3 da dottorandi, dottori di ricerca o laureati con 3 anni di esperienza in attività di ricerca certificata. Per quanto riguarda le PMI innovative le quote scendono rispettivamente a 1/3 e 1/5.

Se escludiamo le imprese appena nate, sembra evidente che dal punto di vista dei requisiti sia più conveniente per una azienda registrarsi come PMI innovativa che come startup.

Più avanti, affronteremo la differenza tra i vantaggi che le due soluzioni offrono.

Per una analisi più approfondita, vi rimandiamo agli articoli dedicati alle startup e alle PMI innovative.

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