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Srl semplificata: quali sono i costi?

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Srl semplificata: quali sono i costi?

In questo articolo vi spieghiamo in dettaglio quali costi dovrete affrontare se deciderete di aprire una srls

Spesso, sulla nostra pagina Facebook, ci avete chiesto quanto costasse aprire e gestire una Srl semplificata, srls in breve. 
Infatti, in un momento come quello attuale, intraprendere una attività imprenditoriale richiede una dose extra di coraggio, per via dei costi a cui va fatto fronte e che poco si confanno ad un contesto di risorse ancora scarse e alto rischio.

In questo scenario, le srl semplificate rappresentano una soluzione ottimale per coloro i quali vogliono fare impresa senza dover superare barriere d’ingresso troppo alte per quanto riguarda i costi.

Infatti, le srls presentano dei vantaggi notevoli in termini di costi di apertura e gestione che rendono questa soluzione oggi ancora più allettante, per via del venir meno di alcuni obblighi notarili (anche se la situazione su questo fronte si aggiorna continuamente) e l’estensione della possibilità di aprire una srl semplificata anche a chi ha più di 35 anni.

Costi di costituzione

I costi di costituzione sono i seguenti:

  • Versamento del capitale: dipende da quanto volete versare come capitale iniziale, entro i limiti previsti dalla legge. Perché l’impresa possa registrarsi come srl semplificata, il capitale iniziale – che, specifichiamo, deve essere versato per intero dai soci al momento della costituzione della società – può essere di un euro come limite minimo, 9.999 come massimo;
  • Bolli e diritti, per un totale di circa 150 euro. A questa cifra poi possono essere aggiunti eventuali bolli per copie conformi e tasse dell’archivio notarile;
  • Imposta di registro, di 200 euro;
  • Tassa di Concessione governativa per la Vidimazione dei libri sociali: 309,87 euro;
  • La Vidimazione dei libri sociali, che prevede l’apposizione di una marca da bollo da 16 euro ogni 100 facciate, a cui va aggiunto il versamento alla Camera di Commercio di un diritto fisso di 25 euro. Solitamente, le pagine sono 200, quindi 32 euro;
  • Inizio attività: il costo dipende dal professionista a cui ci si rivolge. In ogni caso, vanno versati anche i diritti di segreteria di 30 euro.
  • P.E.C. per iscrizione alla Camera di Commercio. Le tariffe variano a seconda del provider scelto. Aruba ad esempio la offre a 5 euro + Iva annui.

Pertanto, il costo iniziale di costituzione si aggira intorno ai 750 euro, più il capitale iniziale e l’onorario del professionista. Questa cifra si abbassa nel caso la srls sia registrata come startup innovativa.

Costi fissi

Ogni anno poi, vanno versati:

  • circa 200 euro di diritto annuale alla Camera di Commercio;
  • 309,87 euro di Tassa di Concessione governativa della vidimazione dei libri sociali;
  • 127,60 euro per i diritti di deposito del bilancio;
  • l’onorario del professionista.

A questi, vanno aggiunte le imposte e i contributi previdenziali.

Imposte

Le imposte da pagare, per quanto riguarda esclusivamente la natura della società, sono fondamentalmente due:

  • l’IRES, che ammonta al 27,50% del reddito (ovvero, ciò che resta dei ricavi una volta sottratti i costi);
  • l’IRAP, che varia dal 4 al 5% sul valore della produzione netta.

I soci della srls devono pagare i contributi INPS?

A questa domanda non si può dare una risposta univoca, in genere sì.

Il motivo è presto detto. Lo scopo di una società, in quanto attività imprenditoriale, è quella di produrre dei ricavi tramite il lavoro. Pertanto, i soci che lavorano nella società sono a tutti gli effetti dei commercianti o artigiani, e come tali devono versare i contributi fissi della relativa gestione INPS che ammontano a 840 euro a trimestre.

Diverso è il caso del socio che lavora come un lavoratore dipendete soggetto quindi, ad esempio, al rispetto degli orari e percettore di busta paga. In quel caso, non dovrà iscriversi alla gestione previdenziale.

Infine, c’è il caso dell’amministratore della srls. Quest’ultimo, se percepisce un compenso relativo a questo ruolo, sarà soggetto alla doppia contribuzione: sia la gestione commercianti, sia alla gestione separata INPS.

 

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