- La riforma fiscale voluta dal governo Meloni ha l’obiettivo di semplificare l’intero sistema di tassazione italiano, andando a sfoltire alcune norme e imposte.
- Tra le diverse misure previste per la riforma, il governo ipotizza l’introduzione di una no tax area unica per lavoratori dipendenti e pensionati.
- La no tax area è la soglia di reddito al di sotto della quale non bisogna versare tasse allo stato.
Con la riforma fiscale del governo Meloni molte imposte e norme fiscali verranno semplificate, ridotte o accorpate. Uno degli obiettivi della riforma è proprio quello di semplificare l’attuale sistema di tassazione, complesso e composto da una moltitudine di imposte e agevolazioni.
In linea con la necessità di semplificazione, arriva anche l’ipotesi di una no tax area unica per tutti. La no tax area indica qual è la soglia di reddito al di sotto della quale non è necessario versare alcuna somma al fisco in merito a tasse e imposte.
Attualmente tale soglia è differente per lavoratori dipendenti, autonomi con Partita Iva e pensionati, tuttavia presto potrebbe diventare la stessa. Vediamo i dettagli della proposta.
Indice
Cos’è la no tax area
La no tax area prevede per il lavoratore, o il pensionato, l’esonero da versamento delle tasse collegate ai redditi, entro il limite imposto da precise soglie. Questo vuol dire che al di sotto di questa soglia annuale di reddito, il contribuente non deve versare alcuna tassa.
Si possono trovare in questa situazione pensionati, pensiamo ad esempio a coloro che ricevono una indennità o pensione minima, e lavoratori che producono un reddito basso. Attualmente la no tax area è differente per lavoratori dipendenti, autonomi e pensionati, ovvero la soglia è la seguente:
- lavoratori dipendenti: 8.174 euro annui;
- pensionati: 8.500 euro annui;
- lavoratori autonomi: 5.500 euro annui.
Di fatto al di sotto di queste soglie, lavoratori e pensionati non sono tenuti a versare alcuna somma in merito all’Irpef, l’Imposta sui Redditi delle Persone Fisiche. Si tratta quindi di un’esenzione, applicata a partire dal 2002, rivolta a chi guadagna un reddito inferiore alla soglia di sussistenza.
Oltre questi limiti, a meno che non vengano applicate particolari agevolazioni (come quelle del regime fiscale forfettario) i lavoratori e i pensionati versano l’Irpef in base al primo scaglione, e a seguire i successivi.
Riforma fiscale: come cambierà la no tax area
La riforma fiscale attesa per il 2023 andrà a modificare anche i parametri della no tax area, con l’obiettivo di semplificare e equilibrare le soglie per tutti.
Anche se ancora non è confermato il testo definitivo della riforma, quello che è certo è che a variazione non toccherà la soglia prevista per i lavoratori autonomi.
Per chi ha una Partita Iva quindi la no tax area verrà sempre fissata a 5.500 euro annui. Le cose cambieranno per dipendenti e pensionati, per cui si ipotizza l’introduzione di una soglia unica per tutti.
Al momento non sono ancora stati decisi i dettagli dell’intervento, per cui non si conosce la nuova soglia applicata a tutti. In ogni caso è possibile fare delle previsioni, con le ultime dichiarazioni di Giorgia Meloni:
“Vogliamo allineare i lavoratori dipendenti ai pensionati sulla no tax area sul livello più alto, che attualmente è quello dei pensionati.”
In base a questo obiettivo, si ipotizza quindi che la no tax area sarà uguale per pensionati e dipendenti dopo la riforma, sulla soglia più alta, ovvero 8.500 euro annui.
No tax area unica per tutti: chi ci guadagna?
Vediamo brevemente chi andrebbe a guadagnarci dalla nuova modifica alla no tax area. In primis va tenuto presente che per le Partite Iva non cambierebbero le soglie, quindi l’esenzione dal versamento delle tasse rimarrebbe la stessa.
Secondo le prime ipotesi tuttavia le cose rimarrebbero invariate anche per i pensionati, dato che il governo punta ad applicare una soglia unica rimanendo sul limite più alto, tra redditi da lavoro dipendente e da pensione.
A cambiare sarebbe quindi la soglia predisposta per i lavoratori dipendenti, che potranno accedere ad un’esenzione estesa da 8.174 euro annui a 8.500. Si tratta di un arrotondamento che darà più spazio all’esenzione per redditi leggermente maggiori rispetto al momento attuale.
Per il momento questa è l’ipotesi più accreditata, tuttavia per conoscere il provvedimento definitivo è necessario ancora attendere la pubblicazione del testo. Bisogna anche ricordare che dall’approvazione della riforma, che si attende entro maggio 2023, verranno impiegati almeno due anni per attualizzare i cambiamenti.
Riforma fiscale, no tax area – Domande frequenti
Con la riforma fiscale si ipotizza l’applicazione di una no tax area unica per lavoratori dipendenti e pensionati, e si ipotizza il limite di 8.500 euro.
Si ipotizza che non verranno applicati particolari cambiamenti per le Partite Iva, per cui la no tax area rimarrà sempre di 5.500 euro.
La no tax area è la soglia di reddito annuo al di sotto della quale il contribuente è esonerato al pagamento delle tasse: ecco le soglie attualmente previste.
Ho una richiesta :
Sono pensionato con 33.000 lordi.
Non posso usufruire IVA forfettaria.
Siccome ho in previsione un business di 50.000 euro anno, per due anni. ( oltr alla pensione ) cosa devo fare per non farmi uccidere dalle tasse???
Si accettano consigli sani.
Buonasera,
è complicato dare un consiglio senza avere tutte le coordinate dell’attività che si intende svolgere e la situazione personale. Per evitare di fare scelte che potrebbero rivelarsi non corrette, la invitiamo a rivolgersi a un commercialista.
Grazie per averci scritto