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Report IBAN: crescono gli investimenti sulle startup

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È stato pubblicato il rapporto annuale di IBAN (Italian Business Angel Network) sull’attività dei Business Angel italiani, ovvero soggetti che investono su attività economiche cifre che in Europa vanno dai 50.000 ai 500.000 euro. Ad aver beneficiato di questi investimenti sono state soprattutto le startup.

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Il 30 giugno è stato presentato ufficialmente il report di salute sugli investimenti informali in Italia che monitora chi investe in cosa nel nostro paese. È il risultato di un sondaggio realizzato su piattaforma SurveyMonkey in cui è stato chiesto alla comunità degli informal venture capital su cosa hanno investito nell’ultimo anno.

Il report è stato realizzato da IBAN in collaborazione con Sda Bocconi. IBAN (acronimo di Italian Business Angel Network) è l’associazione che unisce coloro i quali investono che normalmente cifre “piccole” (in Europa si stima tra i 50.000 ai 500.000 euro) e che spesso rappresentano la prima fonte di liquidità per le imprese e, soprattutto, startup.

Sono proprio le startup le protagoniste di questo report.

Sda Bocconi e IBAN sondano ogni anno il mercato italiano dell’informal venture capital, misura sia la quantità degli investimenti sia su cosa questi vengono fatti.

Il risultati sono assai incoraggianti, specie se rapportati all’anno precedente. Si registra infatti un aumento del 45% degli investimenti, effettuati da 279 Business Angel in 135 operazioni. Il totale degli investimenti ammonta a 46 milioni di euro, con 315 mila euro di investimento medio più del triplo del 2013.

Investimenti che hanno creato 180 nuovi posti di lavoro e si affiancano alle misure del Ministero dello Sviluppo economico a favore delle startup, come ad esempio l’accesso al Fondo Speciale di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese, del quale abbiamo parlato ieri. A ulteriore riprova dello stretto legame tra i risultati di questo report e  quelli del MiSE c’è la forte prevalenza, tra le destinatarie degli investimenti, delle startup del centro-nord, così come a ricevere finanziamenti coperti dal fondo di garanzia erano state soprattutto Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. Ad essere destinatarie degli investimenti sono state soprattutto startup del settore dell’ICT (40%), seguite dal terziario avanzato (15%) e Commercio e distribuzione (10%).

È un report che conferma il buon momento per le startup italiane, per le quali il miglioramento dello stato dell’economia e le iniziative a supporto di startup e PMI innovative fungono da traino per gli investimenti privati.

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