Home > Società > Startup innovativa > Report CITIE – parte 3 di 4: Amsterdam e Berlino: racconto di due città

Report CITIE – parte 3 di 4: Amsterdam e Berlino: racconto di due città

Amsterdam

In questa terza parte dell’intervista pubblicata in inglese da TechCrunch a John Gibson (trovate la prima parte QUI, la seconda QUI) sul report CITIE, si fa un confronto molto interessante tra Amsterdam e Berlino, esempi di due approcci molto diversi riguardo le politiche a supporto dell’innovazione, entrambi vincenti.

Parlando delle sorprese venute fuori dalla ricerca infatti, Gibson nota che la qualità dei provvedimenti in tre città non di primo livello (in termini di riconoscimento come “tech hub”) come Helsinki, Barcellona e Amsterdam è risultata essere tra le più alte.

«Città come Berlino, Tel Aviv, Seattle e Los Angeles hanno delle comunità tech decisamente più consoldate, eppure hanno ottenuto punteggi più bassi. Credo che il motivo sia che non abbiamo misurato la qualità delle startup o il volume degli investimenti riversati su una città, ma piuttosto sulla qualità del contesto di provvedimenti creato dall’amministrazione cittadina. Vedere quelle tre città così in alto è stata quindi una piacevole sorpresa», ha detto Gibson.

«Quello che si deduce da questi risultati è che Amesterdam, Helsinki e Barcellona hanno creato un sistema di ben prima di avere delle ricche tech community. Quindi se la nostra ipotesi è corretta, c’è da aspettarsi che queste tre città sono pronte ad esplodere nei prossimi anni, poiché hanno già una infrastruttura pronta».

Un’altra cosa che si evince è che le startup possono essere stimolate anche dall’assenza di politiche, ovvero dal laissez-faire. Quindi, piuttosto che provare ad applicare politiche favorevoli alle startup, alcune città preferiscono non mettere mano alla legislazione, riuscendo comunque ad attirare founder. Secondo Gibson, questo è il motivo per cui Berlino, riconosciuta come un hub europeo di rilievo, non ha ottenuto un buon posto nella classifica.

Il grafico delle performance della città di Berlino. Sopra, il grafico riguardante Amsterdam – Fonte: Citie.org

Il grafico delle performance della città di Berlino. Sopra, il grafico riguardante Amsterdam – Fonte: Citie.org

«Berlino ci ha lasciati perplessi. Si tratta senza dubbio di una delle comunità più vivaci in Europa al momento: va alla grande, e nella nostra analisi ha ottenuto un buon punteggio, ma è ben lontana dalle prime in classifica.  Siamo giunti quindi alla conclusione che ciò che rende Berlino attraente per gli startupper è la quasi assenza di interventi dell’amministrazione pubblica, che poi è il motivo per il quale ci sono un sacco di vecchi magazzini che possono essere affittati per poco e nei quali ci si può sistemare e lavorare. Una gran cosa per chi fa startup,perché misurando il ruolo delle amministrazioni locali, notiamo una tendenza verso l’intervento attivo, ma Berlino è l’eccezione che conferma la regola, dimostrando che anche se con un’amministrazione che si tiene alla larga si possono creare le condizioni ideali. Sarebbe interessante vedere quali risultati porterà questo approccio nei prossimi anni, nel senso che probabilmente la strategia del disimpegno ha i suoi limiti, e se il goberno inizia un cambio di rotta verso la regolamentazione massiccia potrebbe avere a sua volta un effetto limitante sulla crescita.

Inoltre, potete immaginare che quando altre città cominceranno a mettere su infrastrutture come una rete senza fili superveloce o dei centri cittadini che siano facilmente percorribili e interconnessi, il lasseiz-faire potrebbe diventare limitante».

Gibson mette a paragone l’estrema proattività nelle politiche pro startup di Amsterdam con il laissez-faire di Berlino, aggiungendo che si tratta «di una competizione tra due filosofie di governo» per vedere quale di due approcci avrà la meglio nel lungo termine.

 

Prima parte: La mappa delle politiche per le startup

Seconda parte: Le città e la sharing economy

Quarta parte: Il caso New York

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Comments

comments

logo_1681f3ba624aa69494f83d45086b4904_2x
You may also like
start-up innovative
Nuovo contest per le startup italiane: al via Start&Pulse
startupwired
Digital Startup Contest, c’è tempo fino al 31 dicembre per candidarsi
startup innovativa quali vantaggi
Startup innovativa: i vantaggi per gli imprenditori e come costituirla online
startupwired
Bando Impact Growth: 150 mila euro per le startup

Leave a Reply

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.