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Regime semplificato per cassa 2018: tutti i dettagli

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Cos’è il regime semplificato per cassa 2018

La Legge di Bilancio, varata quest’anno, ha introdotto un regime semplificato per cassa, per quanto concerne la contabilità delle imprese minori. Ma in cosa consiste questa novità? La novità consiste nel fatto che alcune categorie di lavoratori pagheranno le tasse solo su quello che è stato effettivamente  incassato, indipendentemente da quando è avvenuta l’emissione della fattura.

Se la fattura, ad esempio, è stata emessa in una determinata data mentre il pagamento avviene qualche mese dopo, l’imprenditore inizierà a pagare le tasse solo a partire dal momento in cui incassa il pagamento. Questa legge mira, quindi, a conferire parvalore a piccole imprese e professionisti, mettendoli sullo stesso piano.

Tecnicamente non si pagano meno tasse ma, questa nuova legge, sarà un gran beneficio per gran parte dei contribuenti abituati a tempi di incasso dei crediti molto lunghi.

 

Regime semplificato per cassa, chi è obbligato?

Il regime semplificato per cassa 2018 è necessario per le imprese individuali, le società di persone e per gli enti non commerciali: ovvero tutte le imprese minori che possiedono gli attributi per la tenuta della contabilità semplificata.

È essenziale che tali imprese minori non abbiano superato nell’anno 2017 il limite di ricavo di 400.000, euro per le imprese la cui attività è relativa alla prestazione di servizi. Le imprese che, invece, svolgono tutte le altre attività non devono aver superato il limite di 700.000 euro.

 

Obblighi contabili del regime semplificato per cassa 2018

Naturalmente sono presenti anche degli obblighi:

  • Il contribuente per ogni incasso è tenuto all’indicazione in un apposito registro dell’importo, dei dati generali e degli estremi della fattura.
  • In un registro a parte il piccolo imprenditore dovrà, invece, annotare tutte le spese sostenute dall’esercizio commerciale durante l’anno. Sempre su questo registro esso dovrà indicare, entro il termine stabilito per la presentazione della dichiarazione dei redditi (30 settembre per il Modello Redditi), tutte le voci positive e negative: un esempio potrebbero essere gli ammortamenti.
  • L’imprenditore potrà tenere solamente i registri IVA: in questo caso, se il pagamento non avviene entro lo stesso anno in cui è stata emessa la fattura, sui registri questa transazione verrà indicata alla voce mancati incassi. In alternativa si può optare per una soluzione che dura 3 anni: separando l’annotazione degli atti non soggetti ad IVA è possibile tener dei registri IVA senza, però, annotare eventuali incassi e pagamenti.

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