Regime forfettario 2023: ecco come cambierà per le Partite Iva

Il regime forfettario sarà con molta probabilità al centro della riforma fiscale del nuovo governo, per cui si parla di flat tax estesa. Ecco quali sono le ipotesi per il 2023.

revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.
Partite Iva regime forfettario
  • Il regime fiscale forfettario potrà subire alcune modifiche con la prossima riforma fiscale e con le proposte sulla flat tax del nuovo governo.
  • Secondo le intenzioni del governo, l’imposta sostitutiva del regime forfettario sarà estesa fino alla soglia di fatturato di 85.000 euro, contro l’attuale limite a 65.000 euro.
  • La fatturazione elettronica per le Partite Iva a regime forfettario sarà obbligatoria nel 2023 solamente se si superano 25.000 euro di fatturato.

Il regime forfettario attualmente costituisce un regime di tassazione tra i più vantaggiosi per chi lavora con una Partita Iva, che si tratti di liberi professionisti oppure di piccole imprese. Questo regime fiscale prevede una aliquota unica di tassazione al 15%, che scende al 5% per i primi cinque anni di attività.

Tuttavia questa possibilità è prevista al momento solamente se il fatturato annuo è inferiore a 65.000 euro, perché oltre questa soglia è necessario passare al regime fiscale ordinario. Questa regola però per il 2023 potrebbe cambiare in base alle decisioni del nuovo governo.

Secondo le previsioni infatti, la flat tax, ovvero l’aliquota fissa al 15%, sarà applicabile anche per un fatturato superiore, che arriverà a 85.000 euro (dai 100.000 iniziali previsti). Vediamo in questo articolo cosa cambierà dal prossimo anno per chi ha una Partita Iva a regime forfettario, oppure intenderà aprirla, e quali altre misure toccheranno questi lavoratori autonomi e imprese.

Regime forfettario 2022: come funziona

Il regime forfettario attualmente prevede una tassa fissa, ovvero una aliquota unica al 15%, che come abbiamo visto scende al 5% dal momento di apertura di una attività, per i primi 5 anni. Questo regime fiscale al momento è uno dei più vantaggiosi, tant’è che diversi professionisti autonomi e imprenditori hanno deciso nel 2022 di aprire una Partita Iva seguendo questo regime vantaggioso.

A causa della sua tassa unica, il regime forfettario non prevede l’applicazione dell’Irpef a scaglioni, come accade invece con il regime fiscale ordinario. Inoltre viene esclusa l’applicazione dell’Iva, ovvero l’Imposta sul Valore Aggiunto.

Il regime fiscale forfettario nel 2022 va a semplificare anche tutta una serie di obblighi contabili che sono invece previsti per il regime ordinario. Per ciò che riguarda la fatturazione elettronica, al momento è obbligatoria anche per chi ha una Partita Iva forfettaria, ma è ancora previsto, fino al 2024, un esonero per chi ha un fatturato annuo inferiore a 25.000 euro.

Requisiti di accesso al regime forfettario 2022

Ricordiamo che per poter accedere a questo regime fiscale vantaggioso, quest’anno è necessario rispettare alcuni requisiti:

  • non aver svolto nei tre anni precedenti alcuna attività autonoma, neanche in forma associata o familiare;
  • rispettare il limite di 30.000 euro per redditi da lavoro dipendente o assimilati, oppure da pensione;
  • la nuova attività aperta con questo regime fiscale non deve essere la continuazione di una precedente attività autonoma o lavoro dipendente;
  • se si continua una attività svolta precedentemente da un altro soggetto, comunque il fatturato nell’anno precedente non deve superare i 65.000 euro.

Per rimanere in questo regime fiscale, non bisogna superare 20.000 euro per somme corrisposte a dipendenti o collaboratori. Tuttavia il requisito fondamentale per rimanere nel regime forfettario è il fatturato: superati i 65.000 euro annui è obbligatorio passare al regime fiscale ordinario.

Con il nuovo governo questo potrebbe cambiare, perché si intravede una riforma che prenderà in considerazione soprattutto questo regime fiscale.

Regime forfettario 2023

Regime forfettario 2023: flat tax fino a 85.000 euro

La principale direzione che prenderà il regime forfettario nel 2023 secondo le prime ipotesi, e con il nuovo governo, è quella di una modifica alla flat tax, ovvero alla tassa fissa prevista dal regime fiscale forfettario.

Secondo le ipotesi infatti, a partire dal 2023 questo regime fiscale vantaggioso sarà esteso anche a tutti coloro che hanno un fatturato fino a 85.000 euro, ma restano ancora valide le ipotesi che la soglia possa arrivare a 90 o 100mila.

La flat tax estesa è un obiettivo del governo, con lo scopo quello di promuovere lo sviluppo dell’economia in Italia abbassando alcune tasse per imprenditori e Partite Iva. Questo potrebbe tradursi in un nuovo regime fiscale forfettario esteso, a 85.000 oppure 100.000 euro, di limite annuo di fatturato.

Ma perché questa decisione coinvolgerebbe proprio il regime forfettario? Il centrodestra da tempo intende introdurre una tassa fissa, estesa a lavoratori e imprenditori, tuttavia per motivi di risorse si prevede una iniziale estensione della tassa piatta del regime forfettario, prima di un superamento dell’Irpef.

Anche se non è l’unica misura presa in considerazione per la prossima riforma fiscale, la flat tax estesa è uno dei provvedimenti più importanti che si preannunciano per il 2023 con la Legge di Bilancio, e coinvolgerà molti imprenditori e Partite Iva in Italia. Secondo l’attuale governo, questa estensione porterà benefici in termini di riduzione delle tasse e di incentivi a fare impresa.

Regime forfettario: ipotesi di una flat tax di transizione

Attualmente si ipotizzano i modi in cui verranno applicate le modifiche all’attuale sistema forfettario, e si prevede anche la possibilità di una flat tax di transizione. Questa misura andrebbe a sostenere a livello fiscale chi supera i 65.000 euro, nel passaggio al regime fiscale ordinario.

Poiché si prevede che ci vorrà comunque ancora tempo prima di estendere effettivamente il limite massimo del regime forfettario, la flat tax di transizione è un’ipotesi che si inserisce a supporto di coloro che da qui alla prossima riforma supereranno i 65.000 euro.

Questo provvedimento andrebbe applicato per due anni successivamente al superamento della soglia, garantendo alcune agevolazioni sul piano fiscale per coloro che devono necessariamente rientrare nel regime ordinario.

Si tratterebbe di una flat tax biennale per cui l’ipotesi più accreditata è quella di una aliquota unica al 20%. Tuttavia anche per questa misura si attendono le decisioni definitive del governo.


Regime forfettario: ipotesi di una flat tax incrementale

Un’altra ipotesi al centro della discussione che riguarda le imposte per i lavoratori è quella di una flat tax incrementale, ovvero un’applicazione delle tasse ancora diversa rispetto a quella attuale.

Si tratterebbe in questo caso di una misura rivolta ai lavoratori dipendenti, ovvero di una aliquota specifica da applicare nel caso in cui il lavoratore cumulasse durante l’anno un fatturato maggiore rispetto a quello dell’anno precedente.

L’ipotesi incrementale vede una aliquota apposita applicata sulla differenza di guadagno, in modo appunto incrementale.

Anche in questo caso tuttavia si tratta di un’ipotesi ancora da confermare. Tutte le ipotesi verranno confrontate entro la fine del 2022, per cui il governo ha tempi stretti per decidere quale sarà effettivamente l’evoluzione del regime fiscale forfettario.

Regime forfettario – Domande frequenti

Come funziona il regime forfettario nel 2022?

Il regime fiscale forfettario per il 2022 prevede un limite di fatturato annuo di 65.000 euro, la fatturazione elettronica obbligatoria oltre i 25.000 euro, e l’aliquota fiscale è del 15%. Ecco quali sono i requisiti per accedervi.

Come funzionerà il regime forfettario nel 2023?

Nel 2023, in base alla prossima riforma fiscale, il regime forfettario sarà con molta probabilità modificato. L’ipotesi più probabile è quella di una espansione della flat tax alla soglia di 100.000 euro.

Cos’è la flat tax di transizione per il regime forfettario?

Si tratta di una delle ipotesi al vaglio del governo per modificare il regime forfettario. Secondo questa proposta, si ipotizza una tassazione vantaggiosa per due anni per chi supera 65.000 euro di fatturato e deve passare al regime fiscale ordinario.

Argomenti Trattati

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dottore commercialista giovanni emmi
Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 30 Novembre 2022
Dottore commercialista specializzato in organizzazione e gestione dello studio professionale, consulenza direzionale e digitalizzazione dei processi. Nonostante sia un pianificatore nato, ha delle intuizioni geniali.
Autore
Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle Partite Iva. La curiosità mi ha portato a collaborare con agenzie web e testate e a conoscere realtà anche diversissime tra loro, lavorando come copywriter e editor freelancer.

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34 commenti su “Regime forfettario 2023: ecco come cambierà per le Partite Iva”

  1. Ritengo ingiusto aumentare da 65 mila euro a 100 mila e lasciare in vigore le clausole di esclusioni come per esempio coloro che hanno un reddito di pensione non superiore a 30 mila che anni abbiamo questo limite. Sarebbe ora di aggiornarlo altrimenti è una norma illegittima ed a vantaggio di chi guadagna 100 mila euto

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  2. Interessante articolo. Oltre al tetto massimo dei 65000 penso che il limite dei 30000 da dipendente siano da rivedere. Infatti basta che per un solo giorno dell’anno si risulti sotto contratto da dipendente con un importo lordo superiore ai 30k che si perdona i requisiti di accesso. Quale dovrebbe essere il senso di ciò?

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  3. Buongiorno, non leggo più niente sul vero problema, a mio parere, delle partite Iva forfettarie: gli anticipi, che avrebbero dovuto diventare mensili o trimestrali sulla base del fatturato reale. Questo punto sarà toccato dalla prossima riforma o è stato cancellato per sempre? Grazie.

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  4. Buongiorno. Non ho ben chiaro se le modifiche alla Fiat tax da 65 a (minimo) 85 mila si applicheranno dalla fatturazione 2023 o 2022. Mi spiego meglio: se un autonomo,ad esempio, nel 2022 fattura 84000 euro e ,quindi, in base all’attuale regime forfettario nel 2023 passerebbe al regime ordinario ,con le modifiche invece resterebbe in forfettario nel 2023?
    Grazie

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    • Buonasera,
      dovrebbe cambiare nel senso che chi ha superato nel 2022 la soglia possa rientrare per il 2023 nel regime forfettario. Ne sapremo di più nei prossimi mesi.

      Grazie per averci scritto

      Team partitaiva.it

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  5. Buongiorno, si parla in regime forfettario, dei primi 5 anni al 5%. Mi risulta che i requisiti per accedere siano diversi età anagrafica, addirittura mi hanno detto che per il regime al 5% c’erano i “numeri chiusi”. Entro il 2022 devo aprire una piva forfettario. Ho 49 anni. Con quale tassazione inizierò? 5% o il 15%. Grazie mille

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  6. Buonasera, quest’anno supererò la quota prevista dal forfettario, fatturando circa € 80.000,00. Il prossimo anno (2023), se venisse confermata la nuova soglia della flax tax di € 85.000,00. Rimarrei nel forfettario oppure passerò all’ordinario?
    Grazie
    Girolamo

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  7. liberiamo il lavoro da lacci e lacciuoli.
    Si elimini una clausola di esclusione praticamente inutile e discriminatoria , che impone a coloro che hanno redditi da lavoro dipendente e/o pensione superiore a € 30.000,00 di non entrare o fuoriuscire dal regime forfettario.
    Salvini sveva già eliminato tale clausola di esclusione, purtroppo reinserita con il governo giallo- verde, grazie si cinque stelle

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  8. Infermiere dipendente pubblico da gennaio inizio lavoro come part time 18 ore, apro partita iva in regime forfetario per lavorare in altri posti di lavoro.
    Il requisito di 20000 euro come dipendente va preso in calcolo per anno 2023 giusto?

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  9. Nei progetti del governo per il 2023 è previsto l’incremento della soglia di reddito da lavoro dipendente per l’apertura di partita iva nel regime forfettario, attualmente fissata in 30.000€? Non trovo notizie in merito ma mi aspetterei che se innalzano il fatturato massimo di 20.000€ potrebbero innalzare anche tale soglia. Grazie

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  10. Così come è al momento a mio parere è una legge iniqua, per questi motivi:
    1) Non può avere accesso chi ha redditi di lavoro dipendente o pensione superiori a 30.000 euro,
    2) Chi è in flax tax emette fatture senza IVA, pertanto in caso di richiesta di preventivi è altamente avvantaggiato nei confronti di chi non rientra in questo regime fiscale,
    3) Non si considerano gli introiti dell’intero nucleo familiare! Esempio: famiglia con padre, madre e flglio tutti in flax tax, avrebbero un introito di molto superiore in confronto a chi è unico lavoratore all’interno di un nucleo familiare, anche se in pensione o lavoratore con introiti superiori ai 30.000 euro.
    E’ una legge scritta male e purtroppo mai stata oggetto di modifiche ed integrazioni migliorative.

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  11. Buongiorno,
    Come altri anche io mi auguro che venga rivisto il limite dei 30.000€ per i dipendenti.
    Trovo assurdo che stando sotto tale soglia si possa fatturare fino a 65.000€ aggiuntivi tassati secondo il regime forfettario, mentre sforando si venga tassati secondo gli scaglioni irpef.
    Troverei molto più sensato imporre ai lavoratori dipendenti un tetto forfettario più basso semmai.
    Comunque complimenti per la chiarezza dell’articolo
    Antonio

    Rispondi
    • Buonasera Antonio,
      ringrazio a nome della redazione per l’apprezzamento e mi auguro che le prossime modifiche legislative rendano ancora più equa la misura agevolativa.

      Grazie per averci scritto

      Team partitaiva.it

      Rispondi
  12. Buongiorno, volevo sapere se il tetto massimo di 30000 € da lavoro dipendente per accedere al regime forfettario è stato alzato per permettere a più persone di accedervi.. Grazie anticipatamente per la risposta..

    Rispondi
  13. Buongiorno
    Avrei bisogno di capire un pò meglio se il criterio di ammissione qui sotto indicato
    “rispettare il limite di 30.000 euro per redditi da lavoro dipendente o assimilati, oppure da pensione” è valido o meno al mio caso.

    Mi spiego meglio. A giugno 2022 ho presentato dimissioni volontarie e ho terminato il contratto di lavoro dipendente al 31 ottobre 2022. percependo circa 40.000 € lordi annui.

    La mia domanda è la seguente. Dal primo gennaio 2023 posso aprire partita IVA forfettaria?
    Rimango in attesa di riscontro per cui ringrazio
    Cordiali saluti

    Rispondi
    • Buonasera,
      la soglia è irrilevante se il rapporto è cessato, ma l’analisi deve essere approfondita per verificare se vi sono altre cause ostative. Le consiglio di rivolgersi a un commercialista, prima di esercitare la scelta.

      Grazie per averci scritto

      Team partitaiva.it

      Rispondi
  14. Buonasera,
    in base alla bozza circolante della legge di bilancio è lecito considerare che chi ha sforato nel 2022 il tetto dei ricavi dei 65000 euro (ma non ha superato gli 85000) possa continuare nel 2023 con il regime forfettario oppure si tratta di una ipotesi impossibile?

    Grazie mille

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