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Regime dei minimi, buone notizie: si torna alle origini?

regime dei minimi si torna alle origini?

Regime dei minimi, si torna alle origini?

Dopo le polemiche di inizio anno, membri del governo aprono ad un nuovo regime simile a quello in vigore fino al 2014.

Cos’è successo nel 2015

Tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015 il mondo dei liberi professionisti e a spiranti tali fu scosso dalle notizie riguardanti la legge di stabilità che veniva varata proprio a ridosso delle festività, e che rappresentava un regalo di Natale davvero sgradito per chi aveva scelto la libera professione.

Si introduceva, al posto del vecchio regime dei minimi, un regime forfettario con aliquota al 15%. 

Si sollevò un vespaio di polemiche verso un provvedimento che Acta, l’associazione dei freelance, ha riassunto nell’eloquentissimo hashtag #refurtIVA.

Le proteste sortirono qualche effetto, con una parziale marcia indietro dell’esecutivo il quale, nel decreto Milleproroghe consente ai professionisti di scegliere, per tutto il 2015, tra il vecchio regime dei minimi e il nuovo regime.

Qual è la situazione attuale?

Ci avviciniamo alla fine del 2015, e adesso si ripropone un problema, non risolto ma solo rimandato dal Milleproroghe di inizio anno.

Con la fine dell’anno si ritorna a parlare di legge di stabilità. Proprio in vista di questa, arrivano da esponenti di governo parole incoraggianti. 

Maurizio Del Conte: «regime al 5% per 3-5 anni, dopo 15%»

Il sito lamiapartitaiva.it riporta le parole di Maurizio del Conte, giuslavorista e consulente di Matteo Renzi, in merito ad alcune ipotesi che il governo starebbe considerando sulle partite Iva.

Del Conte ha dichiarato che l’esecutivo starebbe studiando la possibilità di applicare il vecchio regime di tassazione al 5 percento per i redditi fino a 25 mila euro annui per tre o cinque anni. 

Al termine di questo periodo si sta considerando l’ipotesi di una tassazione al 15 percento.  Sotto questo aspetto si stanno considerando due ipotesi: prevedere questo regime per altri tre o cinque anni, dopo i quali si passa al regime ordinario oppure mantenere quest’ultimo regime senza limiti di tempo per i guadagni inferiori ai 25 mila euro.

Casero e Zanetti: «stessa convenienza del vecchio regime, aboliti i limiti di età»

L’annuncio di Del Conte trova conferme nelle parole di due membri dell’esecutivo: il viceministri dell’economia Luigi Casero e Enrico Zanetti.

Casaro annuncia che “si pensa di reintrodurre l’aliquota al 5% per i primi 5 anni di attività e poi al 15% ristabilendo per la categoria dei professionisti la soglia dei 30 mila euro, senza stavolta alcun limite d’età”. 

Un altro sottosegretario del dicastero dell’economia, Enrico Zanetti, rincara la dose: «il regime fiscale diventa di nuovo accessibile per i liberi professionisti, e si riproduce per le nuove attività la stessa convenienza che dava il vecchio regime».

Le associazioni di categoria per ora esprimono una prudente soddisfazione, in attesa che agli annunci seguano i fatti. In particolare la rappresentate di Acta Anna Soru, che evidenzia come si sia messa una toppa al problema, ma che solo una riforma strutturale del lavoro autonomo potrà davvero risolvere le molte questioni aperte.

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  1. Pingback : Legge di stabilità: in arrivo la riforma delle partite IVA?

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