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Reddito di cittadinanza 2019, come funzionerà l’app per utilizzarlo

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Il reddito di cittadinanza potrebbe divenire realtà già a partire dalla primavera 2019: così trapela dalle interviste ai tecnici di governo per quanto riguarda la nuova legge di bilancio.
Questo importo, destinato alle famiglie con un reddito inferiore ai normali livelli, come attestato dal modello ISEE, potrà essere utilizzato solo tramite bancomat o app, affinché le spese vengano tracciate.

I beneficiari sono tutti quei cittadini domiciliati in Italia (compresi gli stranieri con residenza nel Paese da almeno dieci anni), non in possesso di un posto di lavoro o con un guadagno mese per mese al di sotto della soglia di povertà (sotto i 780 euro).

Coloro in grado di ricevere il sussidio, dovranno impegnarsi a praticare corsi di formazione e aggiornamento in previsione di un impiego lavorativo: a seguito di tre offerte di lavoro, chi le rifiuti tutte perderà il diritto al bonifico di supporto.

Il funzionamento del sistema di erogazione su bancomat apposito e gestione per mezzo di app prevede che venga eseguito un controllo delle spese compiute per mezzo del sussidio, che dovranno essere limitate ai beni di prima necessità.
Gli acquisti approvati sono quelli relativi agli alimenti e all’affitto dell’appartamento, tra le spese vietate invece sono presenti quelle di tipo tecnologico (che dovranno ricevere un’apposita autorizzazione da parte degli enti di controllo), per comprare un’automobile, per il gioco d’azzardo e via di seguito.

La gestione del controllo telematico verrà affidata al team di Diego Piacentini, ex numero due del team Amazon.

La selezione dei candidati idonei per mezzo di ISEE attesterebbe la stima del reddito soglia intorno ai 9360 euro annui e potrebbe comportare l’esclusione dal programma si sussidio di coloro che siano in possesso di una casa (pur registrando un reddito inferiore alle soglie di povertà).

Per incentivare la crescita del mercato italiano, le spese potranno essere sostenute solo in Italia, al fine di supportare i cittadini disoccupati e, al tempo stesso, sostenere le attività commerciali, favorendo uno slancio al consumo.

A tal proposito, potrebbe venir introdotto anche un premio agevolativo per chi spenda di più: verrebbe applicata una maggiorazione del 4% ogni qualvolta venga speso il 75-80% del sussidio (spese al di sotto di tale soglia comporterebbero invece una decurtazione del 4%).

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