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Quanto guadagna un agente di commercio

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Un agente di commercio non è uno stipendiato e come tale non ha diritto ad uno stipendio, ma vive di provvigioni sul venduto. Questi promuove affari per l’azienda con la quale ha sottoscritto un mandato di rappresentanza e percepisce una percentuale concordata in fase di sottoscrizione del contratto, sul fatturato della ditta.

Un agente di commercio può lavorare anche per più aziende mandanti (monomandatario o plurimandatario) purché non siano in concorrenza ed è egli stesso una ditta individuale a tutti gli effetti, con tanto di Partita IVA e iscrizione al REC. Questi deve inoltre risultare iscritto all’INPS gestione commercianti, alla quale verserà una quota annuale quale fondo pensionistico, parte della quale è fissa e indipendente dal fatturato.

Ogni anno la quota INPS fissa varia di pochi euro, ma in genere le 4 rate trimestrali consistono in poco meno di 1.000 € cadauna, mentre oltre una certa soglia di fatturato scattano varie aliquote. Altra tassa fissa è l’IRAP, tanto iniqua quanto illegittima e molto contestata, per il momento è ancora una triste realtà.

Infine l’IRPEF, la tassa sul reddito che come tutte le altre viene applicata in base a vari scaglioni di reddito, ma che comunque si comincia a pagare su ogni fattura emessa in misura del 23%.

Se vi sembra poco c’è ancora l’ENASARCO, la cassa di previdenza integrativa la quale iscrizione e i dovuti contributi sono però obbligatori. Circa 100 € l’anno costa l’iscrizione, mentre l’aliquota che per il 2018 è del 16% va pagata su ogni fattura emessa fino ad un massimale di 25.000 € per i plurimandatari e di 37.500 € per i monomandatari. Per convenzione l’ENASARCO va pagato per il 50% dall’agente e per il rimanente dalla ditta mandante.

Il guadagno che percepisce un agente si intende al lordo degli oneri fiscali e ovviamente delle spese, per cui 50.000 € che potrebbero sembrare una cifra importante per chi è abituato a ragionare in termini stipendiali, in realtà è appena il minimo al di sotto del quale un agente di commercio chiuderebbe in perdita l’annualità.

Esistono varie forme di gestione IVA semplificate per i redditi minimi e sono quelle predilette dalla false partite IVA, quelle forma di collaborazione atipiche che le aziende prediligono nei confronti di una vera assunzione.

Per fortuna esistono delle spese che portate in detrazione, consentono di abbattere il reddito e dunque pagare meno tasse. Uno di questi è il costo dell’auto, strumento indispennsabile per un viaggiatore come l’agente di commercio. Per il noleggio (full renting o leasing) l’aliquota detraibile è molto superiore rispetto all’acquisto, per cui è la forma di pagamento preferita. Le spese di carburante, di acquisto materiale informatico, mobili da ufficio, locazione di un vano adibito a deposito o ufficio e relativo consumo elettrico, spese condominiali, ecc. oppure della propria abitazione se dichiarata ad uso promiscuo, cioè in parte per uso personale e in parte adibita ad ufficio/deposito; in tal caso il 50% della gestione casa va in gestione costi.

Giovanni Emmi

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