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Quali deduzioni per un commerciante che vende online?

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Le deduzioni per un commerciante online vanno dall’imponibile, alle spese di rappresentanza, fino a quelle per la pubblicità a patto di essere dimostrate.

commercio online

Il commercio elettronico rappresenta una nuova frontiera del commercio. Si basa sulla vendita online (diretta o indiretta) di beni e servizi tra produttore e consumatore.
Si tratta comunque di un’attività commerciale in cui l’attività del lavoratore comporta degli incassi quali compensi e cassa previdenza e delle spese per la gestione di questa attività, quale sia quella della vendita di prodotti alimentari, abbigliamento o altro.
Dal momento in cui viene aperta la partita Iva si possono dedurre tutta una serie di costi: dall’imponibile (spese telefoniche, spese Internet, etc.) a patto che tali costi siano intestate alla partita Iva che è stata aperta.
Commerciando online, si ha dunque la possibilità di poter dedurre il costo della pubblicità e delle promozioni, quando queste spese sono ordinarie e necessarie. Ciò significa che le spese pubblicitarie e promozionali sono deducibili solo quando hanno una chiara relazione al business e la sua capacità di raggiungere i clienti, gestire la propria immagine di marca o fornire informazioni sui propri prodotti. In sostanza le spese sono deducibili nell’esercizio “in cui sono state sostenute o in quote costanti nell’esercizio stesso”. Sono inoltre deducibili le spese di rappresentanza a seguito della realizzazione e gestione del sito volto a incrementare il marchio e il prestigio dell’azienda.
L’acquisto di un notebook, quelle di telefonia sono deducibili in quanto strumenti necessari ai fini lavorativi, come anche le spese di spedizione, francobolli, corrieri espressi, che possono essere scaricate completamente proprio perché le paga il cliente, e quindi non rappresentano un utile su cui pagare le tasse.
La destinazione della propria casa all’attività fa si che le spese da dedurre vengano considerate nella misura del 50% in quanto si parla di uso promiscuo dell’immobile.
L’acquisito dell’auto, il noleggio o qualsiasi altro mezzo, insieme alle spese di carburante, rientrano all’80%.
Sono altresì deducibili tutte le spese relative all’acquisto della merce che sarà venduta.
Ovviamente il lavoratore deve poter dimostrare le sue spese, attraverso ricevute, fatture, ai fini di tali deduzioni.

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