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Punto di vista su: come aprire un bar

come aprire un bar

Punto di vista di aprile: come aprire un bar

Eccoci ad un nuovo appuntamento con “Punto di vista”, la rubrica mensile con protagonista una vostra domanda tecnica selezionata tra le tante che ci avete inviato. Dopo l’argomento di marzo, riguardante la cessione di una Srl, il tema di questo mese sarà l’apertura di un bar.

Come sempre, ricordiamo che si tratta del nostro punto di vista e, come tale, suscettibile di revisione, precisazione ed approfondimento, anche attraverso il dibattito e il confronto aperto.

Il quesito su come aprire un bar

Buongiorno, ho 33 anni, sono una donna attualmente occupata a tempo indeterminato in una società privata. Premetto che non ho conoscenza del vostro settore quindi potrei scrivere qualcosa di inesatto. Ho deciso di aprire un’attività, nello specifico, un bar un po’ particolare. Ho calcolato che mi serviranno, a grandi linee, 50.000 euro per avviarlo, e intendo richiedere tale cifra in finanziamento.

Per il momento sono da sola e non intendo avere soci, a meno che non mi sia vivamente consigliato. Intraprenderò a breve il corso haccp ed il corso sab (ex corso rec) indispensabili per aprire la mia attività.

Quello che vorrei sapere è:

  1. Che tipo di società mi conviene aprire?
  2. Ci sono finanziamenti a fondo perduto a cui posso accedere? Che spese coprono?
  3. Gli istituti di credito richiedono particolari garanzie per accordare il prestito?
  4. Quali sono i costi per aprire la partita iva, presentare tutte le pratiche Inps, Inail, camera di commercio ecc?
  5. È possibile avere dei dipendenti senza assumerli e pagarli, ad esempio, con ritenuta d’acconto o con fattura?
  6. E’ il commercialista ad occuparsi della creazione del business plan? io non saprei proprio da dove iniziare….

Il nostro Punto di vista su come aprire un bar

Rispondiamo, in ordine, alle domande:

  1. Non esiste un modello societario migliore di un altro. Sicuramente, nel caso di una persona sola, le soluzioni più indicate serebbero una ditta individuale o una SRL (o SRLS) unipersonale;
  2. Per quanto riguarda i finanziamenti tutto dipende, soprattutto, dalla regione in cui si risiede: ad esempio, esiste l’opzione Resto al SUD dedicata alle regioni del Sud Italia e a soggetti fino a 35 anni;
  3. Dipende dall’istituto bancario al quale ci si rivolge, tuttavia, difficilmente una richiesta di finanziamento prescinde da garanzie richieste dall’istituto di credito;
  4. I costi dipendono dalla forma giuridica: per una ditta individuale sono sufficienti da 200 a 400 euro, per una SRL anche più di 2.000 euro. È nesessario, dunque, verificare il caso specifico;
  5. Un dipendente deve, per forza di cose, essere assunto, con tutti gli adempimenti connessi al rapporto di lavoro dipendente. Non esistono “assunzioni” con ritenuta d’acconto o con “fattura”. È possibile verificare l’opportunità di ricorrere occasionalmente ai voucher;
  6. Un dottore commercialista è sicuramente il soggetto più adatto alla creazione di un business plan, grazie alle competenze riconosciute da un esame di stato. Tuttavia, esistono altre categorie di soggetti con competenze proprie che possono occuparsi di tale attività: ad esempio, i consulenti tributari, gli esperti in finanza o i laureati in economia.

Scriviteci a info@partitaiva.it e poneteci i vostri quesiti: i più interessanti verranno selezionati e diventeranno i prossimi temi di “Punto di vista”.

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