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“Punto di vista” su: apertura partita iva a regime forfettario

partita iva a regime forfettario

Punto di vista di febbraio

Dopo quello di gennaioeccoci ad un nuovo appuntamento con “Punto di vista”, la nostra rubrica mensile di pareri e idee su argomenti specifici posti dai nostri lettori, e spiegati con un linguaggio accessibile anche ai non addetti ai lavori.

Come sempre, ricordiamo che si tratta del nostro punto di vista, e come tale suscettibile di revisione, precisazione ed approfondimento, anche attraverso il dibattito e il confronto aperto.

Il tema di questo mese è l’apertura di una partita iva a regime forfettario.

Il quesito

Salve, mi chiamo XXX, lavoro presso una SRL come elettricista part time (precedentemente avevo un contratto a tempo pieno di tipo determinato e, prima ancora, a tempo indeterminato).

Vorrei porvi delle domande in merito all’apertura di una partita iva a regime forfettario:

  1. Quali sono i costi per aprire una partita iva a regime forfettario?
  2. Come posso prendere le certificazioni professionali relative al Dm 37/2008 (la ditta possiede A.B.C.D, io ho un diploma di perito elettronico e telecomunicazioni)?
  3. Che costi comporta una partita iva a regime forfettario? Per quello che ho capito io, con questo regime agevolato pagherei il 5% i primi 5 anni, circa 2.400 di contributi l’anno e 80 euro per l’iscrizione alla camera, è corretto?
  4. Essendo artigiano, devo necessariamente interrompere la mia assunzione con la ditta o potrei fare entrambe le cose?

Il nostro Punto di vista

Rispondiamo, in ordine, alle domande:

  1. I costi per l’apertura di una partita iva in regime forfettario si aggirano, nel caso di iscrizione impresa artigiana, a circa 100 euro, come costi fissi in base alla provincia (diritto camerale più 35,50 per diritti e bolli di segreteria), più i costi variabili per l’elaborazione della pratica;
  2. Per quanto riguarda le certificazioni e le cosiddette “lettere”, come da Dm 37/2008, è necessario verificare in dettaglio se possiede i requisiti per ciascuna lettera, in base all’inquadramento, agli anni effettivi di servizio nella società, ed ai requisiti posseduti dalla società stessa;
  3. Con il regime forfettario paga il 5% di imposte sul reddito netto (da calcolare come percentuale forfettaria sui ricavi complessivi) per 5 anni. Successivamente, l’aliquota aumenta al 15%. Per quanto riguarda l’INPS, i contributi (fissi) sono di 900 euro circa a trimestre, che possono essere ridotti del 35% come regime forfettario su richiesta. In ogni caso, deve considerare una percentuale complessiva di INPS del 24% circa (da ridurre del 35%), perché il minimale è calcolato su un reddito netto di circa 15.000 euro;
  4. Non può operare come impresa artigiana se è già dipendente: l’attività artigiana dovrebbe essere prevalente rispetto a quella di dipendente, e ciò vale, in genere, anche per il possesso dei requisiti, e varia anche in base alla Camera di Commercio competente.

Scriviteci a info@partitaiva.it e poneteci i vostri quesiti, i più interessanti saranno selezionati e diventeranno i prossimi temi di “Punto di vista”.

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