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FinTec: il piano UE per il crowdfunding

Piano FinTec crowndunding

Piano FinTec per il crowdfunding

Il piano FinTec, presentato dalla Commissione UE, ha un chiaro obiettivo: stimolare il mercato finanziario in termini di competitività e innovatività, permettendo ad esempio alle piattaforme di crowdfunding di potersi espandere a livello internazionale, e disporre di una nuova licenza che permetterà loro, in via autorizzata, di poter agire come “mercati”, agevolando l’incontro tra investitori e imprese.

Le novità del Piano FinTec per il crowdfunding

Come abbiamo avuto modo di anticipare qualche riga fa, l’UE ha individuato nel crowdfunding uno dei perni fondamentali per poter sviluppare in termini più innovativi e competitivi l’intero mercato finanziario.

Proprio per questo motivo una delle principali novità del piano FinTec (secondo alcuni, la novità per eccellenza) è rappresentata dalla proposta di introdurre un marchio per le piattaforme di crowdfunding, con l’obiettivo di estendere la validità della licenza che viene rilasciata in un solo Paese, a tutto il territorio comunitario.

Così facendo – sostiene Bruxelles – le piattaforme di crowdfunding dovrebbero essere incentivate a espandersi in tutto il territorio UE, migliorando le proprie capacità di mettere in relazione investitori e imprese, e offrendo a queste parti maggiori opportunità per poter proporre le proprie idee e il proprio sostegno.

Ad ogni modo, i benefici dovrebbero essere distribuiti in modo vario: oltre a investitori, imprese e banche, la presenza di nuovi operatori e nuove tecnologie dovrebbe infatti apportare dei vantaggi anche in capo ai consumatori, che potranno pertanto accedere a soluzioni più efficienti e efficaci, grazie altresì a una maggiore concorrenza e alla riduzione conseguente dei costi.

Il Piano FinTec e il marchio unico

Stando alle motivazioni che hanno spinto la redazione del piano, una delle ragioni che fino a questo momento ha impedito al crowdfunding di poter arrivare alla desiderata espansione consiste nella carenza di norme comuni, con incremento conseguente dei costi di conformità e degli oneri operativi.

Così sancendo, il piano pone dunque le basi per un concreto passo in avanti: la possibilità, conferita alle piattaforme di poter offrire più facilmente i propri servizi in tutta l’UE, semplicemente mediante presentazione di una apposita domanda di ottenimento di un marchio comunitario, che disciplinerà loro in maniera omogenea, nell’intero territorio di riferimento.

Una simile condizione di base dovrebbe generare un effetto stimolante su tutti i settori e su tutti i servizi correlati a questo ambito, e diviene pertanto fondamentale creare un contesto che sia realmente favorevole all’innovazione e, contemporaneamente, possa gestire i rischi e tutelare i consumatori.

I vantaggi del Piano FinTec

Con simili iniziative, pertanto, l’Unione Europea sembra scommettere in modo ancor più positivo sul crowdfunding, convinta che questo sistema di finanziamento non solamente potrà apportare dei benefici – appunto – finanziari alle parti in causa, quanto anche una serie di vantaggi extra finanziari, come ad esempio di marketing o di valutazione strategica.

Lo scenario non potrà che tenere infine in debita considerazione i rischi tipici di questi progetti, con conseguente necessità di una omogenea tutela per le parti: si pensi alla possibilità che l’obiettivo di finanziamento non venga raggiunto, al fatto che con l’esposizione derivante dal crowdfunding la proprietà intellettuale diventi di dominio pubblico, o ancora a eventuali danni reputazionali.

 

Roberto Rais

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