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Partite Iva in flessione del 6,5%

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Partite Iva in calo: flessione del 6,5%

Si è registrato negli ultimi mesi una diminuzione delle partite Iva. La causa è da rintracciarsi probabilmente nel Jobs Act, che ha disincentivato il ricorso alle cosiddette “finte partite Iva”

Le partite Iva sono in calo, ma il decremento non è generalizzato. Il settore dell’istruzione infatti registra un incremento delle partite Iva dell’11,7%, a fronte di una flessione media delle partite pari al 6,5% di agosto.

Sul perché di tale passo indietro, molti osservatori sono concordi nell’imputare le determinanti alle riforme che sono contenute nel Jobs act del governo Renzi, che ha di fatto puntato a disincentivare le cosiddette “finte partite Iva” e forme contrattuali precarie, offrendo incentivi fiscali per le assunzioni a tempo indeterminato. Dunque, se tale analisi fosse veritiera, non si sarebbe riscontrata una vera e propria emorragia di “impegnati”, quanto una migrazione verso altre forme di lavoro subordinato.

Una circostanza così delineata potrebbe inoltre avere facile spiegazione in relazione al dato sulle più giovani classi di età, che ad agosto hanno fatto uso di partite Iva nel 6,8% dei casi in meno. I risultati dell’indagine dell’osservatorio sulle partite Iva reso noto qualche giorno fa dal ministero delle Finanze segnala poi consistenti decrementi nella maggior parte dei settori, eccezion fatta per il già ricordato comparto dell’istruzione, dove le partite Iva sono in salita dell’11,7% alla luce di una più altra richiesta di insegnanti autonomi e figure professionali che esercitano l’attività di docente anche al di fuori della scuola.

Per quanto invece riguarda i settori con il saldo più negativo, si ricordano quello dei trasporti (-18%), dell’edilizia (-13,3%) e dei servizi d’informazione (-12,2%). Per quanto infine concerne la ripartizione dell’evoluzione delle partite Iva in termini geografi ci, incrementi nella provincia di Trento, il cui numero di partite Iva aperte è salito dell’11,9%, seguita dalle regioni Abruzzo e Sardegna; in coda si trovano invece la Basilicata (-22,4%), il Lazio (-12,2%) e la Toscana (-11,5%).

Sarà interessante verificare l’andamento con la nuova legge di stabilità, che introduce incentivi all’apertura delle partite Iva e allo stesso tempo ne disincentiva ulteriormente il ricorso per quanto riguarda il lavoro subordinato “mascherato”.

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