Partita Iva: tutti i bonus che può richiedere nel 2022

Scopriamo quali sono i bonus che i titolari di Partita Iva possono richiedere fino alla fine dell'anno 2022, e come presentare la domanda.

revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.
Bonus Partite Iva 2022
  • Sono quattro i bonus che si possono ancora richiedere nel 2022 con la Partita Iva.
  • La misura più importante, senza dubbio, è l’Iscro, ovvero la cassa integrazione per professionisti.
  • È possibile per le Partite Iva entro certi requisiti richiedere anche il reddito di cittadinanza.

Sono quattro i bonus che i titolari di Partita Iva possono richiedere direttamente all’Inps. Libero professionista o lavoratore autonomo, poco importa: l’istituto mette a disposizione dei diretti interessati contributi che vanno da un minimo di 150 euro ad un massimo di 815,20 euro, indipendentemente dal codice Ateco di appartenenza.

Purtroppo i lavoratori con Partita Iva sono stati tra i più penalizzati nel corso degli ultimi tre anni, soprattutto a seguito dello scoppio della pandemia.

Spesso dimenticati, nel momento in cui venivano predisposti i vari bonus, questi contribuenti hanno potuto vedere diversi sostegni solo in un secondo tempo, perché il legislatore ha cercato di andare incontro successivamente a questa categoria.

Partita Iva: arrivano i sostegni

Molti dei sostegni riservati ai titolari di Partita Iva erano stati introdotti dall’esecutivo Conte bis. Spesso queste misure sono rimaste ferme, intrappolate tra diversi decreti attuativi. Solo per portare alcuni esempi, basta pensare all’indennità una tantum Covid 19, che prevedeva l’erogazione di 600 o 800 euro, cifra che poi era passata a 2.400 e 1.600 euro.

Da non dimenticare anche il reddito di emergenza. Mentre si era in piena emergenza pandemia (con la seconda ondata), con la Legge di Bilancio 2021 e poi con lo scoppio del conflitto in Ucraina e la conseguente crisi energetica, qualcosa tuttavia si è mosso.

Nel corso degli ultimi ventiquattro mesi sono stati introdotti tre bonus riservati esclusivamente ai possessori di una Partita Iva attiva. Alcuni di questi contributi sono rivolti a chi opera da diversi anni, altri a chi è sul mercato da meno tempo.


I bonus introdotti dall’Inps

L’Inps, nel corso degli ultimi due anni, ha introdotto tre bonus riservati ai lavoratori autonomi ed ai liberi professionisti in possesso di una Partita Iva. Entrando un po’ di più nello specifico, stiamo parlando di questi tre sostegni:

  • Iscro, ossia l’indennità straordinaria di continuità reddituale operativa;
  • bonus contro il caro vita, ossia un’indennità una tantum;
  • indennità contro il caro energia.

Non rientrerebbe propriamente tra le indennità previste per quanti siano in possesso della Partita Iva, ma tra le misure previste vi è anche il reddito di cittadinanza. Ma a questo punto è necessario analizzare uno per uno tutti i bonus previsti e scoprire come richiederli.

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Partita Iva: come funziona l’Iscro

Iniziamo con un bonus di particolare importanza: l’Iscro. Meglio conosciuta come Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale Operativa, è stata senza dubbio la prima misura varata per aiutare i titolari di Partita Iva a fronteggiare la crisi economica innescata dal Covid 19.

Sostanzialmente è possibile affermare che, se i lavoratori dipendenti avevano la possibilità di percepire la cassa integrazione, i liberi professionisti e i lavoratori autonomi sono spesso rimasti senza lavoro e senza denaro. Ma soprattutto senza un aiuto economico.

Ad introdurre l’Iscro per il triennio 2021-2023 è stata la Legge di Bilancio 2021. Questa misura è, a tutti gli effetti, una cassa integrazione per quanti siano in possesso di una Partita Iva, indipendentemente dal codice Ateco.

L’Inps provvede ad erogare il sostegno per una durata massima di sei mesi. L’importo corrisposto può variare da un minimo di 254,75 euro ad un massimo di 815,20 euro. La domanda può essere presentata attraverso il sito dell’Inps.

Per poter richiedere il sussidio è necessario rispettare alcuni requisiti, tra i quali vi è anche l’Isee che deve essere inferiore a 8.299,76 euro, mentre la Partita Iva deve essere aperta da almeno quattro anni.


Bonus 200 euro per le Partite Iva

Altro aiuto molto importante, che arriva direttamente dall’Inps, è l’indennità contro il caro vita. Stiamo parlando, sostanzialmente, del bonus 200 euro, inserito nel primo Decreto Aiuti dello scorso 17 maggio 2022.

È un sostegno economico che viene corrisposto direttamente ai liberi professionisti ed ai lavoratori autonomi, che abbiano un reddito inferiore a 35.000 euro. Ricordiamo che il sostegno è esteso anche a lavoratori dipendenti, pensionati e disoccupati.

Questa misura per le Partite Iva ha subito numerosi ritardi. I diretti interessati hanno potuto iniziare ad inoltrare le richieste solo e soltanto dal 26 settembre 2022. Sostanzialmente è prevista l’erogazione di un contributo pari a 200 euro una tantum per ogni lavoratore con la Partita Iva, che verrà corrisposto in ordine cronologico di presentazione della domanda.

Bonus 150 euro per le Partite Iva

Un’altra misura importante per i titolari di Partita Iva è il bonus 150 euro. Questo contributo potrebbe essere definito come il fratello minore di quello contenuto all’interno del Decreto Legge n. 50. I diretti interessati dovrebbero beneficiare di questo importo dal mese di novembre: la misura è già stata approvata all’interno del Decreto Aiuti ter.

I requisiti per accedere all’indennizzo contro il caro energia sono gli stessi del bonus 200 euro. È necessario avere una Partita Iva attiva prima del 18 maggio 2022. Attenzione, però, il requisito reddituale è più basso. Bisogna rimanere infatti sotto i 20.000 euro.

Daniele Franco, Ministro dell’Economia del Governo Draghi, ritiene che questo sostegno possa arrivare a dicembre, andandosi a sommare al bonus 200 euro.


Partita Iva: come chiedere il reddito di cittadinanza

Il reddito di cittadinanza non è un incentivo pensato direttamente per i lavoratori con Partita Iva, ma non c’è nulla che vieti loro di attivare e percepire il reddito di cittadinanza. Per richiederlo un professionista deve rispettare i seguenti requisiti:

  • avere l’Isee inferiore a 9.360 euro;
  • essere un cittadino italiano, Ue o extra Ue con un permesso di soggiorno valido;
  • il patrimonio immobiliare deve essere inferiore a 30.000 euro;
  • patrimonio finanziario inferiore a 6.000 euro, che sarà incrementato in funzione dei membri che fanno parte della famiglia;
  • reddito familiare di 6.000 euro, incrementato a 9.360 euro se in affitto.

Partita Iva e bonus – Domande frequenti

Quali sono i bonus più importanti che si possono richiedere con la Partita Iva nel 2022?

Tra le misure più appetitose che lavoratori autonomi e liberi professionisti possono chiedere ci sono:
l’Iscro, l’indennità contro il caro energia e quella per il caro vita. Ecco come funzionano.

Professionisti e lavoratori autonomi possono richiedere anche il reddito di cittadinanza?

La misura non è stata pensata appositamente per i titolari di Partita Iva. Ma nulla vieta loro di richiederla, se sono in possesso dei requisiti per ottenerla.

Quando si può chiedere il bonus 200 euro per le Partite Iva?

Dallo scorso 26 settembre i diretti interessati con Partita Iva lo possono richiedere.

Fact-Checked
dottore commercialista giovanni emmi
Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 30 Novembre 2022
Dottore commercialista specializzato in organizzazione e gestione dello studio professionale, consulenza direzionale e digitalizzazione dei processi. Nonostante sia un pianificatore nato, ha delle intuizioni geniali.
Autore
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Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Ho una laurea in materie letterarie. Ho iniziato ad occuparmi di Economia fin dal 2002, concentrandomi dapprima sul mercato immobiliare, sul fisco e i mutui, per poi allargare i miei interessi ai mercati emergenti ed ai rapporti Usa-Russia. Scrivo di attualità, tasse, diritto, economia e finanza.

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