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Linee guida per gestire palestre e centri sportivi

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Per poter gestire palestre o centri sportivi sono necessari tutta una serie di requisiti. La novità introdotta è la denominazione “società sportiva dilettantistica”.

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Ai giorni d’oggi non si fa altro che parlare di forma fisica. Sempre più spesso si sente dire che il benessere fisico migliora la qualità della vita, che l’attività fisica fa bene alla salute. I chili di troppo e lo stress accumulato durante la giornata sono le ragioni più frequenti che avvicinano le persone alla palestre o ai centri sportivi.
Per chi ama il benessere e vorrebbe lavorare in questo campo, aprire una palestra è un sogno che può diventare realtà in pochi passi, a patto di avere passione e voglia di fare.
L’apertura di una palestra può rappresentare una valida opportunità per chi sceglie di diventare imprenditore. In tale ambito è necessario rispettare le normative nazionali e regionali nonché una serie di adempimenti per l’avvio dell’attività.
Innanzitutto è necessario disporre di locali adeguati e conformi con le attuali normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro ed essere in possesso delle autorizzazioni sanitarie rilasciate dall’Asl di competenza.
Dal punto di vista burocratico occorre aprire una partita IVA, iscriversi al registro imprese presso la camera di commercio, e fare la denuncia di inizio attività (DIA) presso il comune dove è situato l’impianto. Alla DIA è necessario allegare tutta la documentazione riguardante l’attività: generalità del gestore, tipologia di attività svolte, dichiarazione di conformità degli ambienti e degli impianti.
Rientrando nella categoria delle “Attività artigianali”, bisogna iscriversi al Registro delle Imprese.
Ogni palestra dovrà nominare un responsabile dei programmi di attività, questa persona dovrà essere in possesso del diploma rilasciato dall’ ISEF o in alternativa essersi laureato in scienze motorie che svolgerà attività di controllo sui programmi e sulle attività svolte in palestra.
Le palestre possono essere gestite anche da associazioni senza scopo di lucro, ma che presentano finalità ricreative, sociali, culturali in favore dei propri associati.
Nell’ordinamento giuridico è stata anche introdotta la forma della “società sportiva dilettantistica” (art.90, legge 27 dicembre 2002, n. 289), utilizzabile, in alternativa all’associazione e/o alla cooperativa, se la gestione delle palestre è finalizzata allo sviluppo della pratica sportiva dilettantistica e se, pertanto, è assente un fine di lucro.
Particolari agevolazioni e/o semplificazioni sono previste per i soggetti che, ricorrendone le condizioni soggettive e statuarie, gestiscono le palestre nella forma di associazione sportiva ovvero di società sportiva dilettantistica seppure costituita in forma di società di capitali.

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